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Mercoledì 15 maggio 2002 - La batteria di Chamberlain

Non sono sicuro che io e Tony abbiamo un vero e proprio "approccio". Non sembra mai che stiamo lavorando. Per questo album, in particolare, ho cominciato a scrivere l'estate dell'anno scorso e avevo tirato fuori 40 o 50 pezzi di melodia o strutture di accordi che mi piacevano. Metà dei pezzi sembrava ridondante appena entrato in studio. Stordito dalla tranquillità e dalla "gravità" del posto, tutto ciò che avevo scritto era, in un certo modo, galvanizzato e messo a fuoco lucidamente.

La prima persona che io e Tony Visconti convocammo oer suonare fu Matt Chamberlian. Conoscevo il suo lavoro per fama e aveva lavorato per Natalie quando eravamo andati a dare un'occhiata allo studio, così avevamo parlato un po'. È diventato molto importante per me lavorare con persone che non siano "Dive" o egomaniaci e, ragazzi, ne ho conosciuti, credetemi. Semplicemente non ho tempo per quello. La gente con la quale lavoro ora è equilibrata e sa chi è.

Matt ha un suo stile veramente impressionante come percussionista. Ti porta tutti oggetti strani nello studio: pezzi di ferro distorto, olio per macchinari, strani pezzi di costruzioni … e ci suona sopra. Registra qualche minuto di questa cosa nella sua macchina, poi crea dei loop dai pezzi che scegliamo e suona sopra a questi loop con la strumentazione tradizionale. In questo modo sono state create delle tracce di percussione veramente meravigliose. Uno dei vantaggi del soffitto molto alto era che potevamo mettere microfoni sospesi e registrare da lì. Dà tutta un'altra dimensione al suono.

Mentre suonava, Tony e io buttavamo giù delle tracce degli strumenti fondamentali. Tony al basso e io al sintetizzatore, piano o chitarra. La cosa interessante è che, sebbene abbiamo portato, durante le settimane, un certo numero di persone per suonare queste parti, spesso non suonavano nella maniera giusta. Stavano venendo d'effetto. Ero molto contento che gran parte di ciò che avevo suonato rimanesse sul lavoro finito. Sono io che suono la batteria sul loop da me creato in "Cactus". In effetti la sola cosa che non suono in quella traccia è il basso. Quello è Tony.

David Bowie