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Giovedì 16 maggio 2002 - Gli altri collaboratori e gli archi.

David Torn venne dopo, in maniera molto simile a Matt: butto giù una serie di loop e pezzi atmosferici su ciò che era già registrato. Il suo lavoro è molto spirituale e ha una qualità fragile e sfuggente che io adoro. Gli assolo più convenzionali o portanti sono stati suonati da altri in una fase successiva. Dave Grohl sulla canzone "giovane", Townshend su "Slow Burn" e Gerry Leonard su un altro paio. Carlos Alomar fa la sua comparsa su "Everyone Says Hi". Questo è tutto.

Conosco Pete da anni, naturalmente, e ho sempre pensato a lui come ad un mentore. Ci siamo scritti l'un l'altro per un po' sull'idea di fare qualcosa insieme ed era d'obbligo registrare la sua parte quando venne per il "Concerto per New York" nel quale eravamo entrambi ospiti. Il tempo ci è poi sfuggito di mano durante le prove, così alla fine lo abbiamo fatto spedendoci i dischi ProTools avanti e indietro attraverso l'oceano. E' un pezzo di musica, quello di Pete, così angolare, toccante e profondamente sentito. Lo amo, semplicemente.

Per quanto riguarda gli archi, Tony ne ha scritto la maggior parte. Ho avuto più spazio in "i Would Be Your Slave", tirandoli fuori dalla tastiera Trinity. E ho tirato fuori la linea di "Gemini", ma tutto il resto è Tony. È un arrangiatore di archi superlativo, non potrei mai pensare di fare un album con lui senza utilizzare gli archi. Sarebbe criminale.

David Bowie