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Venerdì 17 maggio 2002 - Lo Scorchio Quartet e le cover

Avevamo quasi tutto pronto la prima settimana di settembre. E poi accadde. L'11. Oltre alla nostra preoccupazione per la famiglia e gli amici, la cosa più bizzarra e dura, per noi, era che lo Scorchio Quartet doveva venire da New York a suonare le parti che Tony aveva scritto per loro. È stato terrificante che loro potessero solo pensare di venire a lavorare dopo un'esperienza così traumatizzante. Ma, come puntualizzarono, era lo stacco necessario di cui sentivano l'esigenza. Non fu facile per loro arrivare a Shokan, in ogni modo. I treni e altre cose erano fermi e le strade chiuse; non fu una cosa facile quella che fecero. Li ringrazierò sempre per questo. Il primo pezzo sul quale abbiamo lavorato è stato "I would be your slave", una richiesta implorante ad un essere superiore per mostrarsi in un modo che possa essere compreso. Un pezzo troppo "disturbante", da spezzare i cuori.

Ho eseguito tre cover su questo album, in omaggio agli autori più che per altre ragioni. La canzone di Neil Young " I've Been Waiting For You" è tratta dal suo primissimo album. Quando presi l'album, nel 1969, fui confuso dalla complessità prorompente del suono; era così maestoso, alto, solitario. Un vero grido. E ho sempre voluto fare quella canzone in concerto o da qualche parte.

La canzone dei Pixies "Cactus" è , secondo me, un pezzo veramente sottovalutato, perchè rende molto l'idea della scrittura di Charles. Non sono mai riuscito ad accettare che I Pixies si sono formati, hanno suonato e si sono sciolti senza che l'America li prendesse a cuore o riconoscesse la loro esistenza. È stata una disgrazia. Pixies e Sonic Youth sono stati cosi' importanti per gli anni '80.

La terza è una canzone della mia musa di un tempo: The Legendary Stardust Cowboy. Era anche lui alla Mercuri Records negli anni '60 e rubai la parte finale del suo nome per Ziggy. Quando ho letto sul suo sito che pensava, siccome avevo preso una parte del suo nome almeno avrei potuto cantare una sua canzone, mi sono sentito in colpa e ho voluto rimediare immediatamente. Così ho fatto la cover di uno dei suoi brani migliori: "I took a Trip on a Gemini Spaceship", anche se lui dice "Spacecraft" nella canzone.

David Bowie