Word On a Wing | Testo e Traduzione

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WORD ON A WING

(Bowie)

In this age of grand illusion1
You walked into my life
out of my dreams
I don’t need another change
Still you forced away
into my scheme of things2

You say we’re growing,
growing heart and soul
In this age of grand illusion
You walked into my life
out of my dreams
Sweet name, you’re born once again for me3
Sweet name, you’re born once again for me
Oh sweet name, I call you again
You’re born once again for me
Just because I believe
don’t mean I don’t think as well
Don’t have to question everything
in heaven or hell

CHORUS

Lord, I kneel and offer you
my word on a wing4
And I’m trying hard to fit among
your scheme of things

It’s safer than a strange land5
But I still care for myself
And I don’t stand in my own light6
Lord, Lord, my prayer flies
like a word on a wing

My prayer flies
like a word on a wing
Does my prayer fit in
with your scheme of things?

In this age of grand illusion
You walked into my life
out of my dreams
Sweet name, you’re born once again for me
Just as long as I can see,
I’ll never stop this vision flowing
I look twice
and you’re still flowing
Just as long as I can walk
I’ll walk beside you,
I’m alive in you
Sweet name, you’re born once again for me
And I’m ready to shape
the scheme of things7

Ooh, ready to shape
the scheme of things (x5)

CHORUS

PAROLA SU UN’ALA

(Bowie)

In quest’era di grande illusione1
sei entrato nella mia vita
uscendo dai miei sogni
Non ho bisogno di un altro cambiamento
eppure ti sei fatto strada a forza
nel mio ordine delle cose2

Tu dici che stiamo crescendo,
crescendo nel cuore e nell’anima
In quest’era di grande illusione
sei entrato nella mia vita
uscendo dai miei sogni
Dolce nome, rinasci ancora una volta per me3
Dolce nome, rinasci ancora una volta per me
Oh dolce nome, ti invoco di nuovo
Rinasci ancora una volta per me
Solo perché credo
non vuol dire che non ragioni anche
Non devo mettere in discussione ogni cosa,
in cielo o all’inferno

RITORNELLO

Signore, mi inginocchio e ti offro
la mia parola su un’ala4
E sto cercando con tutte le forze
di rientrare nel tuo disegno delle cose

È più sicuro di una terra straniera5
Ma tengo ancora a me stesso
E non mi faccio ombra da solo6
Signore, Signore, la mia preghiera vola
come una parola su un’ala

La mia preghiera vola
come una parola su un’ala
La mia preghiera rientra
nel tuo disegno delle cose?

In quest’era di grande illusione
sei entrato nella mia vita
uscendo dai miei sogni
Dolce nome, rinasci ancora una volta per me
Finché avrò occhi per vedere
non fermerò mai questo fluire di visioni
Guardo ancora
e tu continui a fluire
Finché avrò gambe per camminare
camminerò al tuo fianco,
sono vivo in te
Dolce nome, rinasci ancora una volta per me
E sono pronto a plasmare
il disegno delle cose7

Oh, pronto a plasmare
il disegno delle cose (x5)

RITORNELLO

NOTE

Durante il VH1 Storytellers (1999), David Bowie dichiarò che questo brano era la sua richiesta di aiuto per uscire da quelli che lui stesso definì “i giorni più bui della mia vita”: “There were days of such psychological terror […] I had serious doubts about my sanity. I needed the line ‘Lord, I kneel and offer you my word on a wing.’ It was my cry for help, I suppose”.

Word on a Wing fu scritta durante il periodo di crisi più profonda di Bowie, tra paranoia da cocaina, ossessione per l’occulto e terrore di essere perseguitato da forze maligne. La canzone segna un punto di svolta nell’album: è il momento in cui Bowie si rivolge direttamente a Dio (non a Crowley o alla Cabala) con una preghiera disperata e sincera. È forse il testo più personale e vulnerabile dell’intero canone bowieano. Durante il tour di Station to Station (Isolar Tour, 1976), Bowie eseguiva il brano con un’intensità visibilmente diversa dal resto dello show: abbandonava la maschera glaciale del Thin White Duke e cantava con gli occhi chiusi, come in un vero atto di preghiera.

1 Grand illusion: l’espressione può evocare il film La grande illusione (1937) di Jean Renoir, ma più probabilmente si riferisce al senso generale di un’epoca dominata dalle illusioni: gli anni ’70 americani, il miraggio del successo, la Los Angeles della cocaina. Nel contesto mistico del brano, la “grande illusione” richiama anche il concetto induista e buddhista di Maya, l’illusione del mondo materiale dalla quale l’anima cerca di liberarsi.

2 L’espressione scheme of things ricorre tre volte nel brano con sfumature diverse, tracciando l’arco narrativo dell’intera canzone: la prima volta è il “mio ordine delle cose”, la vita del protagonista, nel quale Dio irrompe a forza. La seconda è il “tuo disegno delle cose”, il piano divino, nel quale il protagonista chiede umilmente di rientrare. La terza è semplicemente “il disegno delle cose”, senza possessivo, che il protagonista è finalmente “pronto a plasmare” (ready to shape). Si passa così dalla passività alla partecipazione attiva al disegno cosmico: dalla preghiera del supplicante alla presa di coscienza di chi è pronto a collaborare col divino.

3 Il “dolce nome” che rinasce è quasi certamente il nome di Dio, riscoperto dopo un periodo di lontananza spirituale. L’immagine della rinascita del nome evoca la tradizione mistica in cui pronunciare il nome divino equivale a farlo esistere di nuovo, il nome come atto creativo e invocazione. Il verbo call (“ti invoco”) rafforza la dimensione liturgica.

4 Word on a wing: una parola, una preghiera, affidata a un’ala perché raggiunga il cielo. L’immagine fonde la fragilità della parola umana con la speranza del volo: la preghiera è tanto potente quanto precaria, come una parola portata dal vento. Il gesto di inginocchiarsi e offrire la propria “parola su un’ala” ha una qualità quasi medievale, da cavaliere che offre la propria fedeltà (word è anche “parola d’onore”).

5 Strange land: la “terra straniera” ha un’eco biblica forte, richiamando l’esilio e la condizione dell’estraneo, in particolare il Salmo 137 (“Come cantare i canti del Signore in terra straniera?”). Bowie sta dicendo che la fede è più sicura dell’alternativa: vivere da straniero nel mondo, senza un punto di riferimento spirituale.

6 I don’t stand in my own light: espressione idiomatica inglese che significa “non mi faccio ombra da solo”, “non mi ostacolo da solo”. Nel contesto della preghiera, assume un significato ulteriore: il protagonista non si frappone più tra sé e la luce divina, non si auto-sabota nel suo cammino. È un’affermazione di umiltà attiva.

7 Il passaggio da fit among your scheme of things (rientrare nel tuo disegno) a ready to shape the scheme of things (pronto a plasmare il disegno) è il momento chiave dell’intero brano. Il protagonista non chiede più di essere accolto passivamente nel piano divino: dichiara di essere pronto a dargli forma. È il passaggio dalla supplica alla partecipazione, dall’impotenza alla responsabilità. In un album dominato dalla cocaina, dall’occultismo e dalla perdita di controllo, questo finale rappresenta un barlume di redenzione, la volontà di riprendere in mano la propria vita.

Note di Daniele Federici

Autore

  • DBI Crew PIC Profile 2

    La Crew al timone di David Bowie Italia | Velvet Goldmine è formata da Daniele Federici e Paola Pieraccini. Daniele Federici è organizzatore di eventi scientifici ed è stato critico musicale per varie testate, tra cui JAM!. È autore di un libro su Lou Reed del quale ha tradotto tutte le canzoni. Paola Pieraccini, imprenditrice fiorentina, è presente su VG fin dall'inizio e lo segue dagli anni '70. Entrambi hanno avuto modo di incontrare Bowie come rappresentanti del sito.

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2 Commenti
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Paola Barucci
6 anni fa

Stupendo pezzo che dimostra la grande profondità di quest’uomo (come avete detto il brano è l’ultimo degli otto scelti da Bowie per l’album dal vivo Storytellers che ripercorre tutta la sua carriera) Scelta sicuramente indicativa e meditata

paolo
paolo
3 anni fa

Uno dei brani che mi hanno avvicinato a Bowie, la voce il testo e la musica ti lasciano capire quanta capacità ha nel sprigionare emozioni verso la vita…un grido di gioia.