LAZARUS 1
(David Bowie)
Look up here, I’m in heaven1
I’ve got scars that can’t be seen2
I’ve got drama, can’t be stolen
Everybody knows me now3
Look up here, man, I’m in danger
I’ve got nothing left to lose
I’m so high it makes my brain whirl4
Dropped my cell phone down below5
Ain’t that just like me?6
By the time I got to New York
I was living like a king7
Then I used up all my money
I was looking for your ass8
This way or no way
You know, I’ll be free
Just like that bluebird9
Now ain’t that just like me?
Oh, I’ll be free
Just like that bluebird
Oh, I’ll be free
Ain’t that just like me?
LAZZARO 1
(David Bowie)
Guarda quassù, sono in paradiso1
Ho cicatrici che non si possono vedere2
Ho il mio dramma, nessuno può rubarmelo
Tutti mi conoscono, adesso3
Guarda quassù, amico, sono in pericolo
Non ho più niente da perdere
Sono così in alto che mi gira la testa4
Ho lasciato cadere il cellulare laggiù5
Non è proprio da me?6
Quando sono arrivato a New York
vivevo come un re7
Poi ho speso tutti i miei soldi
Andavo a caccia del tuo culo8
A modo mio o in nessun modo
Lo sai, sarò libero
Proprio come quell’uccello azzurro9
Non è proprio da me?
Oh, sarò libero
Proprio come quell’uccello azzurro
Oh, sarò libero
Non è proprio da me?
NOTE
Terza traccia di Blackstar (2016), l’ultimo album di Bowie. Registrata il 3 gennaio, il 23 e 24 aprile e il 7 maggio 2015 con Donny McCaslin (sassofono), Ben Monder (chitarra), Tim Lefebvre (basso), Jason Lindner (tastiere) e Mark Guiliana (batteria). La canzone nacque con il titolo Bluebird. Bowie considerò di svilupparla con la compositrice e direttrice d’orchestra jazz Maria Schneider, con cui aveva collaborato per Sue (Or in a Season of Crime) nel 2014. Nell’estate dello stesso anno registrò una prima versione intitolata The Hunger con Tony Visconti, il batterista Zachary Alford e il pianista Jack Spann. Il brano assunse la forma definitiva durante le sessioni per Blackstar, diventando anche il fulcro dell’omonimo musical off-Broadway che debuttò nel dicembre 2015 (con Michael C. Hall protagonista), un mese prima della morte di Bowie.
1 Lazzaro è un nome che nel Nuovo Testamento appartiene a due figure distinte. Il più noto è Lazzaro di Betania, resuscitato da Gesù dopo quattro giorni (Giovanni 11:1-44). Ma il brano sembra alludere anche all’altro, il Lazzaro mendicante della parabola del ricco e del povero (Luca 16:19-31): un uomo coperto di piaghe che dopo la morte viene portato dagli angeli nel seno di Abramo, mentre il ricco finisce nel tormento. “Guarda quassù, sono in paradiso”: è la voce del mendicante che finalmente riposa. Ma è anche Bowie che parla dall’aldilà, con le cicatrici della malattia e di una vita intera, con l’ironia di chi sa che “adesso tutti lo conoscono”.
2 Scars that can’t be seen: cicatrici invisibili. Nicholas Pegg nota il gioco tra scars (cicatrici) e scary (spaventoso), parola che attraversa tutta la carriera di Bowie, da Scary Monsters alle maschere dei suoi personaggi. Le cicatrici invisibili sono quelle del cancro, ma anche quelle di una vita vissuta dietro le maschere.
3 Everybody knows me now: è l’ultimo di una lunga serie di commenti taglienti di Bowie sul rovescio della celebrità. Da Space Oddity con i giornali che vogliono sapere quali camicie indossa Major Tom, al proiettile nel cervello che “finisce su tutti i giornali” in It’s No Game. Il 10 gennaio 2016, tutti conoscevano David Bowie.
4 I’m so high it makes my brain whirl: “sono così in alto che mi gira la testa”. High ha un triplo senso: sono in alto (in paradiso, in cielo), sono esaltato, e sono sotto l’effetto dei farmaci (la morfina, gli antidolorifici del cancro).
5 Dropped my cell phone down below: “ho lasciato cadere il cellulare laggiù”. Bowie lascia cadere il telefono Down below, quasi fosse il mondo dei vivi visto dall’alto. L’immagine è comica e desolata insieme: la perdita di contatto con il mondo, l’ultimo filo tagliato. Ma anche il malato terminale che non riesce più a tenere in mano il telefono.
6 Ain’t that just like me?: “Non è proprio da me?” Bowie che ride di sé stesso, della propria goffaggine, della propria grandezza. La frase torna tre volte nel brano, ogni volta con un peso diverso: dopo il telefono che cade (comico), dopo la ricerca del sesso (amaro), dopo la liberazione finale (solenne).
7 By the time I got to New York / I was living like a king: Bowie si trasferì a New York nel 1974 (dall’Inghilterra via Los Angeles), poi vi si stabilì definitivamente all’inizio degli anni Novanta. “Vivevo come un re”: l’eco del “re” reclamato in “Heroes” (I, I will be king), ma qui in senso letterale, economico. La sezione in do maggiore è il momento più luminoso della canzone, un ricordo di giovinezza e trionfo, prima che tutto venga speso.
8 I was looking for your ass: “andavo a caccia del tuo culo”. Your ass è volgare, deliberatamente: il sesso, il desiderio, la caccia. Il bridge passa senza transizione dal trionfo (“vivevo come un re”) alla carne (“andavo a caccia del tuo culo”). “Per cercare il tuo culo” o “cercando il tuo culo” è più passivo dell’originale: looking for qui ha l’energia di una ricerca attiva, una caccia.
9 Il sialia (comunemente bluebird, “uccello azzurro”) è un passeriforme diffuso in Nord America, simbolo di felicità, speranza e rinascita nel folklore e nella cultura popolare. Lo si ritrova nel celebre brano Over the Rainbow (1939) cantato da Judy Garland nel Mago di Oz e nella poesia Bluebird di Charles Bukowski, dove rappresenta la fragilità nascosta sotto una scorza dura. È anche l’uccello simbolo dello stato di New York. Bowie mantenne questo riferimento dal titolo originale della canzone (Bluebird): l’anima che si libera dal corpo, la trascendenza finale.
Note di Daniele Federici








Da qualche parte avevo letto che David aveva letto la poesia di Bukowski e nel testo ci si ispira..come simbolo di libertà..adesso è libero.
L’uccello azzurro
Nel mio cuore c’è un uccello azzurro
che vuole uscire,
ma con lui sono inflessibile,
gli dico: rimani dentro, non voglio che
nessuno ti veda.
Nel mio cuore c’è un uccello azzurro
che vuole uscire
ma gli verso addosso whisky e aspiro
il fumo delle sigarette
e le puttane e i baristi
e i commessi del droghiere
non sanno che lì dentro c’è lui.
Nel mio cuore c’è un uccello azzurro
che vuole uscire
ma io con lui sono inflessibile,
gli dico: rimani giù, mi vuoi fare
andar fuori di testa?
vuoi mandare all’aria tutto il mio lavoro?
vuoi far saltare le vendite dei miei libri in Europa?
Nel mio cuore c’è un uccello azzurro
che vuole uscire
solo di notte qualche volta
quando dormono tutti.
Gli dico: lo so che ci sei,
non essere triste
poi lo rimetto a posto,
ma lui lì dentro un pochino canta,
mica l’ho fatto davvero morire,
dormiamo insieme così
col nostro patto segreto
ed è così grazioso da far piangere
un uomo, ma io non piango,
e voi?
pezzo assolutamente drammatico, così come drammatica è stata la fine del nostro David.
Ho ancora problemi emotivi nell’ascoltare questo pezzo, dopo un anno e mezzo…spero che passi tempo e che si riesca
ad ascoltare David nel suo ultimo capolavoro, stella incantevole, mutevole e ormai libera, come è stato giustamente detto.
Testo tradotto perfettamente. La musica: un sax intona all’ inizio una vaga marcia funebre, rallentata, dilatata, stonata, tanto da farla sembrare grottesca (E qui c’è tutta l’ ironia di D. che anche questa ultima volta pare non volersi poi prendere sul serio fino in fondo…), poi la musica segue le parole di D. che raccontano lo smarrimento e la paura, la sua vita da rockstar, la liberazione…poi sette stoccate, sette rintocchi di lugubre, tagliente chitarra elettrica (Era lui a suonarla?) per dire che è finita.
Diretta, potente, commovente.
Dentro di me ha lasciato un segno profondo e indelebile. David rimarrà per sempre nella mia vita, nel mio spirito
Traduzione uguale tradimento. In letteratura quasi sempre è così. Qui il cambio di significati è madornale :I was looking for your ass , va tradotto : ero in cerca del tuo culo. Si deduce che il significato riporta a tutt’altra cosa.
Come saprai, Roberto, non traduciamo mai a caso. Nello specifico, non siamo assolutamente d’accordo. La frase è idiomatica ed è utilizzata, ad esempio, quando si è sulle tracce di un ricercato. Non ha un’accezione volgare come può averla per esempio in italiano. Secondo noi la traduzione letterale, in questo caso, risulterebbe fuorviante. Ma grazie comunque del tuo contributo.
Secondo me la strofa “I was looking for your ass” va semplicemente tradotta con “cercavo te”. Secondo l’urban dictionary “uor ass” puoò tradursi idiomaticamente nella seconda persona singolare del pronome persomale (tu).
https://www.urbandictionary.com/define.php?term=your%20ass
Sì, ma non propriamente. “Looking for someone’s ass”, come scritto in precedenza, si usa con un’accezione di ricerca, di essere sulle tracce di qualcuno: ad esempio un ricercato. Essere sulle tracce di qualcuno.
Quindi la traduzione “cercavo te” è formalmente corretta, ma non precisa: non restituisce infatti il senso della locuzione.
Se non ci fosse stata questa accezione, avrebbe detto semplicemente “i was looking for you”. 😉
E per quanto riguarda il famoso ‘ass’ dobbiamo far riferimento all’inferno di Dante:
By the time I got to New York
I was living like a king
Then I used up all my money
I was looking for your ass…l’ass visto come via di fuga dal suo periodo di alcool e droghe, lui stava cercando una via di fuga. Nell’inferno di Dante l’ass di Lucifero fu l’unica via di fuga possibile per lui e Virgilio per uscire dall’inferno e raggiungere il fiume Lete
Enrica, è senz’altro suggestivo ma qui gli inglesi la definirebbero una “overinterpretation”, una interpretazione eccessiva e un caricare eccessivo di significato. Non pensiamo che Dante e la fuga attraverso le budella di Lucifero possa c’entrare qualcosa.
Penso che la ricerca di specificare o interpretare ciò che è stato nell’essenza “dell’uomo caduto sulla terra” sia difficile anche solo da avvicinare. Non è probabilmente nulla di tutto questo o assolutamente tutto il loro insieme
Grande artista immenso
David Bowie racconta e vive la propria morte come una liberazione l’uccellino azzurro nel esempio David Bowie una grande mente un grande uomo una grande intelligenza che abbiamo perso canzoni meravigliose canzoni forti canzoni che rispecchiavano un periodo meraviglioso è triste penso che David Bowie sia stato e sia su storia veramente non Il Duca Bianco il re bianco resterà nel mio cuore per tutta la vita con la sua meravigliosa Eros tappeto rosso per David Bowie l’unico uomo che ha saputo gestire un’infinità di situazioni diverse portandole sempre a proprio vantaggio perché era un uomo intelligente unico e sarà sempre nel mio cuore
Un ultima canzone ed un video che strappano il cuore,il Duca Bianco coerente fino.alla fine,elegante intelligente ironico anche nel momento più drammatico della sua vita…quando è morto non riuscivo a guardare questo video,l’ho fatto solo di recente..Ho amato e amo David,un personaggio unico,insuperabile..mi piace la traduzione non letterale della canzone per lasciare intatto il fascino di questo artista immenso…
Un capolavoro assoluto.
Irraggiungibile solo pensarlo e realizzarlo nelle sue paure terrene e certezze artistiche.
Il compimento perfetto teatrale e allo stesso tempo intimo.
Grazie a voi per la passione anche nella spiegazione delle traduzioni.
Forse è vero che tutte possono essere accolte. E forse è quello che voleva….