Blackstar (2016)

Blackstar David Bowie album cover copertina
1Blackstar9:57
02‘Tis a Pity She Was a Whore4:52
03Lazarus6:22
04Sue (Or in a Season of Crime)4:40
05Girl Loves Me4:52
06Dollar Days4:44
07I Can’t Give Everything Away5:47

Tutti i brani sono composti da David Bowie ad eccezione di Sue (Or in a Season of Crime) scritto da David Bowie, Maria Schneider, Paul Bateman, Bob Bhamra.

Informazioni

Data di Uscita
8 Gennaio 2016

Registrazione
The Magic Shop e Human Worldwide (New York, USA)- Gennaio/Marzo 2015
 
Produzione
David Bowie e Tony Visconti

Recensione

Blackstar” è l’ultimo album di David Bowie, pubblicato il 8 gennaio 2016, due giorni prima della morte.

Si tratta di un’opera complessa e audace, che innesta elementi jazz, rock, elettronici e musica d’avanguardia. Composto da sette brani per una durata totale di 41 minuti, “Blackstar” è un album che testimonia la grandezza artistica di Bowie che, con l’innata eleganza e il grande stile che lo ha sempre contraddistinto, affronta umanamente la morte sublimandola in qualcosa di talmente intenso e bello, da sfiorare il capolavoro. L’ultimo, purtroppo.

Il brano che dà il titolo all’album è una suite di quasi dieci minuti, cupa e misteriosa, con un testo che fa riferimento a una misteriosa stella nera, che potrebbe essere interpretata come un simbolo della morte o della malattia. Il video del brano, diretto da Johan Renck, mostra immagini criptiche e inquietanti, come il corpo senza vita di un astronauta (riferimento al Maggiore Tom, il personaggio creato da Bowie nel 1969), un teschio ricoperto di gioielli e una ragazza con la coda.

Lazarus, il secondo singolo estratto, è anche il titolo dello spettacolo teatrale scritto da Bowie insieme a Enda Walsh, ispirato al romanzo L’uomo che cadde sulla Terra di Walter Tevis. Il brano è una confessione struggente di chi sa di avere poco tempo: “Look up here, I’m in heaven / I’ve got scars that can’t be seen“. Il video, sempre diretto da Renck, mostra Bowie in un letto d’ospedale, con gli occhi bendati e due bottoni al posto delle pupille. Il cantante si alza dal letto e si chiude in un armadio, come un gesto di commiato, come se tutto non fosse stato altro che un lungo sogno.

Splendida e inquietante, con sprazzi di dolcezza, Girl Loves Me: è un brano dalla melodia ipnotica, che mescola inglese con slang giovanile e termini tratti dal romanzo Arancia meccanica di Anthony Burgess. Il testo sembra esprimere lo sconcerto e la rabbia di chi si sente estraneo al mondo che lo circonda: “Where the fuck did Monday go? / I’m cold to this pig and pug show“.

Dollar Days rimanda nostalgicamente all’Inghilterra, il suo paese natio, con lo struggente sax di Donny McCaslin che accompagna la voce di Bowie con delicatezza e intensità.

Blackstar” chiude con un colpo al cuore. I Can’t Give Everything Away è l’ultimo brano dell’album e anche l’ultimo saluto di Bowie ai fan. Sapore pop, ritornello orecchiabile, inizia con un’armonica che è un omaggio nostalgico al suo passato e, ce lo immaginiamo, una strizzatina d’occhio all’ascoltare: riprende infatti la stessa melodia di A New Career in a New Town, brano del 1977 contenuto nell’album “Low“. È come se Bowie chiudesse il cerchio della sua carriera, ripercorrendone le tappe fondamentali.

E ci lascia con la consapevolezza di una storia epica che non finirà mai. E che continueremo, e continuerà, a raccontare.

di Daniele Federici

Musicisti

David Bowie
(voce, chitarra acustica, chitarra Fender su traccia 3, armonica su traccia 7, arrangiamento archi su traccia 1)
Donny McCaslin
(sassofono, flauto, fiati)
Jason Lindner
(piano, organo Wurlitzer, tastiere)
Tim Lefebvre
(basso)
Mark Guiliana
(batteria, percussioni)
Ben Monder
(chitarra)
Tony Visconti
(archi su traccia 1)
James Murphy
(percussioni su tracce 4 r 5)
Erin Tonkon
(cori su traccia 2)
 

CREDITI
Jonathan Barnbrook
(album design e artwork)
Jimmy King
(fotografie)
Johan Renck
(fotografia immagine di Dollar Days)
NASA
(immagine delle stelle)
Tony Visconti
(missaggio)
Tom Elmhirst
(mastering finale)
Joe LaPorta
(mastering)
Kevin Killen
(ingegnere del suono)
Kabir Hermon
(assistente ingegnere)
Erin Tonkon
(assistente ingegnere)
Joe Visciano
(assistente al missaggio)

david bowie the next day

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The Next Day (2013)
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ALBUM SUCCESSIVO

Live Nassau Coliseum ’76

Autore

  • Crew DBI

    La Crew al timone di David Bowie Italia | Velvet Goldmine è formata da Daniele Federici e Paola Pieraccini. Daniele Federici è organizzatore di eventi scientifici ed è stato critico musicale per varie testate, tra cui JAM!. E' autore di un libro su Lou Reed del quale ha tradotto tutte le canzoni, prima di farlo con quelle di Bowie. Paola Pieraccini, imprenditrice fiorentina, è presente su VG fin dall'inizio e lo segue dagli anni '70. Entrambi hanno avuto modo di incontrare Bowie come rappresentanti del sito.

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