
| 01 | Baal’s Hymn | 4:02 |
| 02 | Remembering Marie A | 2:04 |
| 03 | Ballad Of The Adventurers | 1:54 |
| 04 | The Drowned Girl | 2:24 |
| 05 | Dirty Song | 0:37 |
Tutti i brani scritti da – Bertolt Brecht, Dominic Muldowney (tracce 01,02,05), Kurt Weill (traccia 04)
Informazioni
Data di Uscita
13 Febbraio 1982
Registrazione
Hansa by the Wall, Berlino – 25/26 Novembre 1981
Produzione
David Bowie, Tony Visconti
Recensione
Nel 1982, Bowie sorprese i propri fan e i critici con un progetto insolito: la partecipazione a un adattamento televisivo dell’opera teatrale “Baal” di Bertolt Brecht, nel ruolo del protagonista. Per l’occasione, Bowie ha registrato cinque canzoni tratte dal testo di Brecht, che sono state pubblicate come EP con il titolo “in Bertolt Brecht’s BAAL“.
Il disco è una testimonianza della versatilità e della curiosità di Bowie, che si cimenta con il repertorio brechtiano in chiave acustica e minimalista. Un’opera di transizione alla ricerca di una strada creativa dopo il successo degli anni ’70.
“In Bertolt Brecht’s BAAL” rappresenta un’opera teatrale e musicale pubblicata da David Bowie nel 1982. Basata sul lavoro teatrale di Bertolt Brecht, il disco costituisce un’opera di transizione per Bowie, che stava ancora cercando la sua strada creativa dopo il successo degli anni ’70.
Il concept album, composto da cinque tracce, offre una visione inquietante e provocatoria del personaggio di Baal, un poeta maledetto. Bowie, noto per la sua capacità di trasformarsi in vari personaggi musicali, si immerge in questo ruolo con una convinzione sorprendente.
Il disco si apre con Baal’s Hymn, un brano cupo e incisivo che introduce l’atmosfera tetra che permea l’intero lavoro.
Il punto culminante dell’album è rappresentato da Remembering Marie A., una canzone dai toni malinconici che esplora le relazioni umane.
Altro brano degno di nota è The Drowned Girl, che offre un’esperienza sonora particolarmente intensa. Le percussioni e gli accordi di chitarra creano una sensazione di drammaticità, mentre Bowie sfoggia una performance vocale di grande impatto.
L’album chiude con Baal’s Hymn (reprise), che richiama il brano di apertura, offrendo una chiusura circolare al lavoro. Questo disco dimostra la versatilità di Bowie come musicista e attore, confermando la sua capacità di immergersi completamente nei personaggi che interpreta.
Nel contesto dell’epoca, com’era ovvio, “In Bertolt Brecht’s BAAL” non ottenne un grande successo commerciale. Rimane un’opera interessante per i fan di Bowie e per coloro che apprezzano il teatro musicale sperimentale. Il disco è un’ulteriore testimonianza della continua evoluzione artistica di Bowie e della caparbia volontà di esplorare sempre nuove rotte creative.
È un’opera che si contraddistingue per l’oscurità e la forza interpretativa. Bowie offre una prova coinvolgente, rendendo affascinante il personaggio di Baal. Nonostante il suo impatto limitato nell’industria musicale, il disco rimane un tesoro quasi nascosto per gli appassionati di Bowie e per coloro che cercano un’esperienza musicale non convenzionale.
Il disco rappresenta anche un altro importante passaggio: è l’ultima incisione a essere effettuata presso gli studi Hansa di Berlino ed è anche l’ultima collaborazione con l’amico e produttore Tony Visconti per almeno 20 anni. Torneranno a collaborare solo nel 2002 con l’album “Heathen“.
di Daniele Federici
Musicisti
David Bowie(voce)
Hans-Joachim Glas
(direttore d’orchestra)
Eckehard Scholl
(piano)
Bernd Machus
(bandoneon)
Ingo Cramer
(chitarra)
Michael Bucher
(tuba)
Thomas Hoffmann
(batteria)
Erwin Milzkott
(flauto)
Joachim Welz
(clarinetto)
David Kreitner
(sassofono alto)
Axel-Glenn Müller
(sassofono basso)
René Waintz
(tromba)
Ralf Armbruster
(trombone)
Uwe Weniger
(viola)
Rolf Becker
(violoncello)
Ulrich Berggold
(contrabasso)
CREDITI
John Timbers
(foto di copertina)
Frank Massereel
(illustrazioni incise nel legno)
Partridge Rushton
(design)
Andrew Christian
(art direction)
John Willet
(note di copertina edizione 2018)
Dominique Muldowney
(arrangiamenti)





ULTIMI COMMENTI