A Parma, fino al 6 aprile 2026, la galleria Ponti x l’Arte ospita “David Bowie – Hello Starman!”, una collettiva che riunisce oltre venti artisti italiani intorno alla figura del Duca Bianco. La mostra, curata dal giornalista e critico musicale Stefano Bianchi, ha aperto le porte proprio il 10 gennaio, decimo anniversario della scomparsa di Bowie.
Non è una mostra di cimeli o memorabilia. L’idea di fondo è un’altra: far dialogare artisti contemporanei con le mille incarnazioni di Bowie, dallo Ziggy Stardust del 1972 al Blackstar del 2016, passando per l’alieno, l’androgino, il dandy e il profeta. Ogni opera è un frammento di memoria e insieme una riscrittura.
Il curatore: Stefano Bianchi

La scelta del curatore non è casuale. Stefano Bianchi (Milano, 1958) è giornalista professionista e critico musicale: dal 1984 al 1997 è stato redattore del mensile Tutto Musica & Spettacolo, ha collaborato con Buscadero, Musica & Dischi, Max, Jam, Rolling Stone e dirige Coolmag. Da anni divide il suo lavoro tra critica musicale e critica d’arte contemporanea, con un’attenzione particolare alla Pop Art, e cura mostre.
Per i fan di Bowie, però, il punto è un altro: Bianchi è uno dei pochi giornalisti italiani ad aver incontrato l’artista per anni. Quindici anni di interviste faccia a faccia, dal 1987 al 2002, confluiti nel libro For Ever and Ever. I miei 15 anni di David Bowie (GME Books, 144 pagine, con introduzione di Ivan Cattaneo). Non una biografia, ma un reportage giornalistico e personale: il racconto di cosa significava trovarsi di fronte a Bowie, parlarci, registrare le conversazioni su cassette poi conservate come reliquie. Il nostro approfondimento è qui.
Nel 2023 è arrivato il secondo libro: My David Bowie (Massimo Soncini Editore) (qui il nostro approfondimento), un volume illustrato che raccoglie articoli, recensioni e interviste, arricchito da riproduzioni di opere pittoriche e grafiche ispirate a Bowie, con testimonianze esclusive di Tony Visconti e Reeves Gabrels. Curare “Hello Starman!” è, per Bianchi, il passaggio logico successivo: dall’incontro con l’artista al racconto scritto, dal racconto scritto alla mostra.
Gli artisti

L’elenco dei partecipanti comprende nomi noti e meno noti, tutti con qualcosa di preciso da dire su Bowie. Fra i più interessanti per i fan:
Ivan Cattaneo, che per il pubblico italiano ha un legame speciale con l’immaginario bowiano. Cantante, performer e artista visivo, è stato il primo a portare il glam rock in Italia nella prima metà degli anni Settanta. Ha incontrato Bowie di persona nel 1972, a Londra, presentato dal produttore Mark Edwards. “Nel ’72 era già speciale”, ha raccontato in diverse interviste. Il rapporto personale non fu mai idilliaco (Cattaneo non si è mai fatto problemi a definirlo “antipatico e geloso”), ma l’ammirazione artistica è rimasta intatta. Dal 1989, dopo aver abbandonato la musica, Cattaneo si è reinventato come pittore e artista multimediale.
Marco Lodola, uno dei fondatori del Nuovo Futurismo negli anni Ottanta, conosciuto per le sue sculture luminose in plexiglas. Le sue figure pop, colorate e retroilluminate, sono perfette per restituire l’iconografia bowiana.
Carlo Massarini, che non ha bisogno di presentazioni per chi è cresciuto con Mister Fantasy e le sue interviste leggendarie. Giornalista, fotografo, conduttore: la sua presenza nella mostra come autore di opere visive aggiunge un punto di vista unico, quello di chi ha raccontato il rock dalla prima fila per cinquant’anni.
Miky Degni, artista e art director noto a livello internazionale come “il pittore del vino” per la sua tecnica di dipingere usando il vino rosso al posto dei colori tradizionali. Ha curato anche la copertina di For Ever and Ever di Bianchi.
Gli altri artisti in mostra: BeAnna, Vania Benini, Beppe Borella, Riccardo Bonfadini, Tiziana Castelluccio, Patrick Corrado, Alessandro Curadi, Angela Filetti, Zlatan Grgurevic, Giorgio Magarò, Franco Mariani, Salvatore Masciullo, Roberta Musi, Dario Nasuti, Quen, Luca Soncini, Giò Spada, Monica Traversi e © E.T. (Eleonora Tarantino, presidente dell’associazione Ponti x l’Arte).



Gli eventi collaterali
Accanto alla mostra si sono tenuti alcuni appuntamenti molto interessanti.
Il Gabinetto del Dottor Caligari di Giorgio Magarò. Una rilettura del capolavoro espressionista di Robert Wiene del 1920, con una colonna sonora nuova, ispirata all’universo musicale di Bowie. Chi conosce il legame tra Bowie e l’espressionismo tedesco (pensate al periodo berlinese, all’influenza del cinema di Fritz Lang, alla copertina di “Heroes” ispirata a Egon Schiele) sa che l’accostamento è tutt’altro che forzato.
Just For One Day. Spettacolo multimediale nato nel gennaio 2016, pochi giorni dopo la morte di Bowie, che integra musica, immagini e performance in un’esperienza immersiva. Una reazione a caldo trasformata in opera.
Perché può interessare ai fan
“Hello Starman!” non è la prima mostra d’arte contemporanea dedicata a Bowie e non sarà l’ultima. Ma ha il merito di nascere in Italia, di essere curata da qualcuno che Bowie lo ha conosciuto davvero per quindici anni, e di mettere insieme artisti che con Bowie hanno un rapporto che va oltre la semplice fascinazione estetica. Ivan Cattaneo lo ha incontrato a Londra nel 1972. Carlo Massarini lo ha intervistato per decenni. Il legame tra Bowie e l’arte italiana esiste, anche se non sempre viene raccontato.
C’è tempo fino al 6 aprile 2026 per visitarla. L’ingresso è gratuito, e vale la pena seguire l’attività di Ponti x l’Arte anche dopo la chiusura: l’associazione ha già in programma altri eventi per il 2026.
Informazioni
| Mostra | David Bowie – Hello Starman! |
| Date | 10 gennaio – 6 aprile 2026 |
| Dove | Ponti x l’Arte, Borgo Guazzo 20/A, Parma |
| Curatore | Stefano Bianchi |
| Ingresso | Gratuito |
| Sito | pontixlarte.eu |









È raro poter vedere un’esposizione che unisca la musica all’arte pop creando un’esperienza performativa di cultura contemporanea che va oltre l’estetica complessa di un mondo ultraveloce che sembra ieri ma che ha seminato la sensibilità di intendere e vedere l’oggi con una prospettiva e visione verso il futuro.
La pop art in senso lato tocca tutta la realtà del secondo ‘900. E ancora oggi non è possibile leggere il cambiamento senza quell’esperienza incredibile di visione di un futuro/presente come se fossimo immersi in un campo quantistico di energia vitale. La mostra di Parma è un viaggio che tocca tante sensazioni: dalla musica al cinema, dall’arte in senso stretto all’estetica più generale, dalla filosofia di vita alla letteratura. Tutto è esposto nella galleria proprio come nella mission di Ponti per l’arte… senza un confine appunto. David Bowie sembra quasi un pretesto per definire un’epoca irripetibile ma che oggi è copiata da Lady Gaga, Achille Lauro più nell’atteggiamento esteriore che nella musica e da altri che purtroppo hanno declinato nelle versioni più volgari.
La mostra di Parma è un punto di partenza per guardare al presente con una vision colta e la consapevole speranza che l’esperienza vitale della cultura pop ci aiuti a guardare il cambiamento in atto con la lucidità che richiede il momento.
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