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David Bowie: You’re Not Alone al Lightroom di Londra. Cosa c’è dietro lo show immersivo

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David Bowie You're Not Alone Testata

Il sito ufficiale di David Bowie lo sta spingendo parecchio: dal 22 aprile 2026, al Lightroom di King’s Cross a Londra, apre David Bowie: You’re Not Alone, un nuovo show “immersivo” dedicato a Bowie. Le virgolette sono d’obbligo, perché la parola “immersivo” nel 2026 può significare qualsiasi cosa, da un capolavoro tecnologico a un proiettore puntato su un muro. Per un fan italiano che deve prendere un aereo e prenotare un albergo, conviene capire bene di cosa si tratta.

Cos’è il Lightroom (e cosa non è)

Il Lightroom non è un museo, non è una galleria, e non è nemmeno un cinema, anche se a quello somiglia più di quanto i suoi promotori vorrebbero ammettere.

È uno spazio sotterraneo a King’s Cross, progettato dallo studio 59 Productions con Haworth Tompkins: pareti alte undici metri e pavimento come superfici di proiezione a 360 gradi, più un sistema audio spaziale HOLOPLOT di tutto rispetto. Dal 2023 ha ospitato una serie piuttosto eterogenea di produzioni: lo show di debutto dedicato a David Hockney, un documentario sulle missioni Apollo narrato da Tom Hanks, uno show sulla moda legato a Vogue, un visualizer per i Coldplay e un documentario sui dinosauri per famiglie.

Il meccanismo è sempre lo stesso: si entra in una grande stanza buia, ci si siede (se si trova posto sulle panche) o si resta in piedi, e si guarda un film proiettato su tutte le pareti per circa 50-60 minuti. La proiezione è in loop, quindi si può entrare e uscire in qualsiasi momento.

Le recensioni degli show precedenti sono state contrastanti. Il Time Out ha liquidato lo show di Hockney come “un documentario di un’ora su quattro schermi, costoso e non particolarmente speciale” e ArtReview ha parlato di “sovraccarico sensoriale pieno di cliché”. Molti visitatori si sono però detti colpiti dall’impatto della scala e dell’audio. La critica più ricorrente riguarda soprattutto il prezzo: 25 sterline (circa 30 euro) per un’ora di proiezioni sono una cifra che va pesata con attenzione.

Cosa promette lo show su Bowie

David Bowie Youre Not Alone 1

Il team creativo, in questo caso, è il motivo principale per non liquidare tutto come un’operazione puramente commerciale. Alla regia c’è Mark Grimmer, direttore creativo della celebre mostra David Bowie Is al V&A, insieme a Tom Wexler. Il sound design è di Gareth Fry, pluripremiato ai Tony e agli Olivier, anche lui già al lavoro su David Bowie Is. Due nomi che conoscono il materiale di Bowie come pochi al mondo e sanno come farlo funzionare in uno spazio.

Lo show è realizzato con il David Bowie Estate e attinge dall’archivio di New York. Il materiale comprende performance storiche, interviste rare e filmati mai visti prima, da Space Oddity a , passando per Diamond Dogs e “Heroes”. La voce narrante è esclusivamente quella di Bowie, attraverso un montaggio di centinaia di interviste lungo cinque decenni di carriera. Nessun commentatore esterno, nessun esperto che spiega Bowie: solo lui.

La struttura è per capitoli tematici (teatralità, spiritualità, songwriting, creatività) e l’intenzione è andare oltre i personaggi per raccontare l’uomo. Grimmer lo spiega così: “piuttosto che alimentare il mito dell’alieno, lo show vuole celebrare Bowie come campione della creatività umana. Un rovesciamento interessante, almeno sulla carta”.

Un dettaglio tecnico che potrebbe fare la differenza: ogni traccia musicale è stata riconfigurata da Fry appositamente per il sistema audio spaziale del Lightroom. Chi ha vissuto l’esperienza audio Sennheiser di David Bowie Is sa quanto il suono possa trasformare il rapporto con materiale già conosciuto.

E il David Bowie Centre al V&A East?

Per chi valuta un viaggio a Londra, c’è un’altra tappa da considerare, e per certi versi più sostanziosa. Da settembre 2025 è aperto il David Bowie Centre al V&A East Storehouse di Stratford, est di Londra. È l’archivio permanente (e gratuito, con prenotazione) che ospita i 90.000 oggetti della collezione personale di Bowie, donata dall’Estate al museo.

Non è la riproposizione di David Bowie Is: è un archivio vivo, con esposizioni a rotazione e la possibilità, tramite il servizio “Order an Object”, di richiedere di visionare specifici pezzi della collezione. L’esposizione è più contenuta e meno spettacolare di David Bowie Is, ma offre qualcosa che nessun altro luogo al mondo può dare: il contatto diretto con il materiale. Lettere di rifiuto da case discografiche, appunti su Post-it per progetti mai realizzati, i bozzetti per lo spettacolo teatrale The Spectator ambientato nella Londra del Settecento, annotazioni a margine con quella calligrafia un po’ infantile che ormai tutti riconosciamo.
Qui trovate il nostro approfondimento sul David Bowie Centre.

Vale la pena?

Chi si aspetta di trovarsi davanti ai costumi di Ziggy o di sfogliare i taccuini di Bowie resterà deluso: qui non c’è nessun oggetto fisico, solo proiezioni e audio. Ma il team creativo viene dall’esperienza di David Bowie Is, la collaborazione con l’Estate e l’accesso all’archivio sono reali, e la promessa di materiale filmato inedito, se mantenuta, ha un peso specifico per qualsiasi fan serio.

Il formato del Lightroom resta un limite concreto: per quanto la tecnologia sia sofisticata, si tratta pur sempre di guardare un film in una stanza. Se il contenuto è forte (e con Grimmer e Fry al timone c’è ragione di crederlo), l’esperienza potrebbe funzionare. Se invece il materiale inedito si rivela meno inedito del previsto, il rischio è di pagare 30 euro per un documentario molto grande.

Il consiglio per chi viene dall’Italia? Se organizzate un viaggio a Londra per Bowie, la combinazione ideale è visitare entrambi: il David Bowie Centre al V&A East per la profondità e il contatto con gli oggetti reali, You’re Not Alone al Lightroom per l’esperienza sensoriale e i filmati. Se dovete sceglierne uno solo, il David Bowie Centre è gratuito, permanente e probabilmente vi resterà addosso più a lungo.

Ultimo dettaglio: il Lightroom ha già iniziato a esportare i propri show in Corea del Sud, Cina, Stati Uniti ed Europa tramite una partnership con Culturespaces. Potrebbe arrivare anche più vicino a noi.

Informazioni pratiche

Dove: Lightroom, 12 Lewis Cubitt Square, King’s Cross, Londra N1C 4DY(dieci minuti a piedi dalla stazione di King’s Cross St Pancras)

Quando: dal 22 aprile al 28 giugno 2026

Biglietti: da £25 per gli adulti, da £15 per studenti e under 18, gratuito per i bambini sotto i 3 anni in slot selezionati

Prenotazioni: lightroom.uk

David Bowie Centre al V&A East: ingresso gratuito con prenotazione, vam.ac.uk

Autore

  • DBI Crew PIC Profile 2

    La Crew al timone di David Bowie Italia | Velvet Goldmine è formata da Daniele Federici e Paola Pieraccini. Daniele Federici è organizzatore di eventi scientifici ed è stato critico musicale per varie testate, tra cui JAM!. È autore di un libro su Lou Reed del quale ha tradotto tutte le canzoni. Paola Pieraccini, imprenditrice fiorentina, è presente su VG fin dall'inizio e lo segue dagli anni '70. Entrambi hanno avuto modo di incontrare Bowie come rappresentanti del sito.

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