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Record Store Day 2026: Hallo Spaceboy e Outside tornano su vinile

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David Bowie Record Store Day 2026 Outside Hallo Spaceboy Testata

Il 18 aprile 2026, mentre centinaia di collezionisti faranno la fila davanti ai negozi di dischi indipendenti di mezzo mondo con il terrore negli occhi e il portafoglio che piange, Parlophone piazzerà sul bancone due uscite di Bowie che condividono un DNA comune: l’era 1. Outside, quel meraviglioso, controverso, ostico ritorno alle armi con Brian Eno che nel settembre 2025 ha compiuto trent’anni. Due uscite che, va detto subito, hanno più sostanza di quanto il format “edizione limitata per il Record Store Day” lascerebbe sospettare.

“Moondust will cover you…”

Hallo Spaceboy: il 12″ rosa neon con la sorpresa nell’archivio

David Bowie Record Store Day 2026 Outside Hallo Spaceboy 4

La prima delle due uscite è un EP su vinile rosa neon da 12 pollici dedicato a Hallo Spaceboy, terzo e ultimo singolo estratto da 1.Outside. Sei remix su due facciate: i cinque mix che nel 1996 uscirono sparsi tra il 12″ promo americano e i vari formati del singolo, qui finalmente riuniti su un unico disco, più un remix inedito. Mancano la versione album originale e l’extended mix dei Pet Shop Boys uscito su Disco 4 nel 2007, quindi non è tutto. Ma è la raccolta più completa mai pubblicata su vinile dei remix del singolo, e include una traccia che nessuno ha mai sentito.

Per chi non ricordasse il contesto: Hallo Spaceboy nacque da un brano strumentale di Reeves Gabrels intitolato Moondust, e nella versione album è una bestia industriale che Bowie stesso definì “Jim Morrison che incontra l’industrial rock, una versione heavy metal dei Doors”. Bellissima, ma non esattamente un singolo da classifica. Serviva un intervento chirurgico.

Nel novembre 1995, Neil Tennant dei Pet Shop Boys, fan di Bowie da sempre, va a vedere l’Outside Tour al Wembley Arena (una delle quattro serate londinesi, tra il 14 e il 18 novembre). Dopo il concerto, nel backstage, Tennant incontra Bowie per la prima volta di persona. Gli dice che Hallo Spaceboy, eseguita come encore, sarebbe un ottimo singolo. Bowie concorda, e aggiunge: “Ma forse dovreste remixarlo voi”. Qualche giorno dopo richiama per formalizzare la proposta. E così fu.

Quello che i Pet Shop Boys fecero tra l’11 e il 15 dicembre 1995 ai Mayfair Studios di Londra non fu un semplice remix: fu una ricostruzione totale. Tennant spogliò il brano della sua rabbia industriale, aggiunse l’elettronica e i cori tipici dei PSB, e — colpo di genio — interpolò frammenti di Space Oddity nel testo, trasformando Hallo Spaceboy nel terzo capitolo di una trilogia che includeva anche Ashes to Ashes. L’idea venne da Chris Lowe: prendere i testi di Space Oddity, tagliarli e riassemblarli secondo la tecnica del cut-up di Burroughs; quella stessa tecnica che Bowie aveva usato per scrivere brani come Blackout e We Are the Dead. I Pet Shop Boys, in sostanza, stavano usando un trucco bowieano contro Bowie stesso. In un’intervista radiofonica dell’epoca, David disse di aver amato il risultato, ma ammise che sentendo il secondo verso per la prima volta aveva pensato che Tennant avesse avuto un bel coraggio a fare a pezzi i suoi testi e cantarseli lui.

David Bowie Outside Tour Roma 9 luglio 1996 Foto 1 Tania Bucci
Foto per gentile concessione di Tania Bucci)

Il risultato? Il singolo di maggior successo commerciale di Bowie negli anni Novanta: numero 12 in UK, primo in Lettonia (sì, in Lettonia), e piazzamenti in tutta Europa. Uscì il 19 febbraio 1996 su CD e come 7″ in vinile rosa. Questo dettaglio cromatico è ripreso da Parlophone trent’anni dopo con il rosa neon di questa uscita RSD. Lo stesso giorno, Bowie ricevette l’Outstanding Contribution to Music ai Brit Awards e si esibì con i Pet Shop Boys sul palco; lui che si agitava come un indemoniato, Tennant che cantava con la sua compostezza soprannaturale. Per l’occasione, David indossava un paio di kitten heels di Katherine Hamnett, un orecchino di Vivienne Westwood e un completo di Thierry Mugler, il tutto disponibile per la consultazione al David Bowie Archive presso il V&A East Storehouse, se siete quel tipo di feticisti (e probabilmente lo siete).

Accanto ai due remix dei Pet Shop Boys (il 7″ Remix e il 12″ Remix), l’EP include tre versioni firmate da Dave Ball, proprio quello dei Soft Cell mancato recentemente, e Ingo Vauk: il Lost In Space Mix, il Double Click Mix (l’unico dei tre a mantenere la voce di Tennant) e l’Instrumental Mix. Questi remix partono dalla base dei PSB per andare in direzioni più sperimentali, a metà strada tra progressive house e la pista da ballo di un club berlinese alle quattro del mattino.

E poi c’è la vera sorpresa: il Tim Simenon Mix, inedito assoluto. Simenon, per chi non lo conoscesse, è il cervello dietro Bomb the Bass, quello di Beat Dis, il produttore di Buffalo Stance di Neneh Cherry e Crazy di Seal e aveva già lavorato con Bowie nell’era Outside. Aveva remixato The Hearts Filthy Lesson (il Good Karma Mix) e We Prick You, e in una celebre intervista ha raccontato che Bowie si era presentato in studio con Damien Hirst, avevano ballato in giro per un po’ e poi se n’erano andati. Tipico. Ma questo remix di Hallo Spaceboy non era mai emerso: cinque minuti e nove secondi che giacevano nell’archivio da quasi trent’anni. Perché sia rimasto nel cassetto fino ad oggi è un mistero che nessun comunicato stampa si è degnato di spiegare.

Tracklist

Lato 1

  1. Hallo Spaceboy (7″ Remix) (4:27) — Pet Shop Boys
  2. Hallo Spaceboy (12″ Remix) (6:44) — Pet Shop Boys
  3. Hallo Spaceboy (Lost In Space Mix) (6:34) — Dave Ball & Ingo Vauk

Lato 2

  1. Hallo Spaceboy (Double Click Mix) (7:48) — Dave Ball & Ingo Vauk
  2. Hallo Spaceboy (Instrumental Mix) (7:46) — Dave Ball & Ingo Vauk
  3. Hallo Spaceboy (Tim Simenon Mix) (5:09) — inedito

Traccia originale prodotta da David Bowie & Brian Eno. Co-prodotta e ingegnerizzata da David Richards.

Excerpts from Outside: il fantasma che ritorna in vinile trasparente

David Bowie Record Store Day 2026 Outside Hallo Spaceboy 32

La seconda uscita è quella che farà brillare gli occhi ai vinilisti più irriducibili: Excerpts from Outside, tagliato a mezza velocità utilizzando i remaster approvati da Brian Eno nel 2021, stampato su vinile trasparente. L’epigrafe in testa a questo articolo, “Moondust will cover you…”, non è casuale: sono le ultime parole del poeta e pittore Brion Gysin prima di morire nel 1986, e Bowie le recitò durante le session di 1.Outside, sopra uno strumentale di Reeves Gabrels intitolato appunto Moondust. Da quello strumentale nacque Hallo Spaceboy. Tutto torna.

David Bowie Outside Tank Girl 2

Per capire cosa sia Excerpts from Outside bisogna fare un passo indietro. Quando 1.Outside uscì il 25 settembre 1995, la versione CD conteneva l’intero ciclo di 75 minuti, The Nathan Adler Diaries: A Hyper-cycle, ventesimo album in studio di Bowie, un concept album ambientato nell’anno 1999, con un detective di arte-crimine che indaga su omicidi rituali. Ma 75 minuti su un singolo vinile non ci stanno. La soluzione fu pubblicare una versione abbreviata su LP intitolata appunto Excerpts from Outside: tredici tracce che condensano la suite perdendo per strada alcuni segue e monologhi recitati, ma mantenendo l’ossatura musicale. Una versione che molti fan, quelli che nel 1995 ancora resistevan al CD e comprarono il disco in vinile, conoscono meglio dell’album completo.

Per anni, Excerpts from Outside è stato l’unico modo per ascoltare l’album su vinile. Poi, nel 2021, la versione integrale è finalmente arrivata su doppio LP come parte del box set Brilliant Adventure (1992–2001), ed è stata successivamente pubblicata anche singolarmente. Ma la versione abbreviata originale era fuori catalogo da oltre un decennio, e per molti fan rimane la versione “giusta” su vinile, quella che conosci, quella su cui hai formato la tua relazione con il disco.

Ora torna, e torna bene: taglio a mezza velocità (half-speed mastering) a partire dai remaster del 2021 approvati da Eno. Per chi non fosse familiare con il processo, il taglio a mezza velocità è una tecnica in cui il tornio incide il master a metà della velocità normale, permettendo una maggiore precisione nel tracciare i solchi e risultando teoricamente in una resa più dettagliata delle alte frequenze e una migliore separazione stereo. Parlophone ha utilizzato questa tecnica per tutta la serie di ristampe bowiane degli ultimi anni con risultati che, come sanno i nostri lettori dopo l’articolo su Station to Station, dividono la community audiofila tra entusiasti e più scettici. Su un album denso e stratificato come Outside, con le sue sovrapposizioni industriali, i loop elettronici e le chitarre distorte di Reeves Gabrels, sarà interessante vedere da che parte cade la moneta.

Tracklist

Lato 1

  1. Leon Takes Us Outside (Edited Version)
  2. Outside
  3. The Hearts Filthy Lesson
  4. A Small Plot of Land
  5. Segue – Baby Grace (A Horrid Cassette)
  6. Hallo Spaceboy

Lato 2

  1. The Motel (Edited Version)
  2. I Have Not Been to Oxford Town
  3. The Voyeur of Utter Destruction (As Beauty)
  4. Segue – Ramona A. Stone / Am With Name
  5. We Prick You
  6. Segue – Nathan Adler
  7. I’m Deranged

Prodotto da David Bowie & Brian Eno. Co-prodotto e ingegnerizzato da David Richards presso i Mountain Studios di Montreux.

Nota per i completisti: le due tracce indicate come “Edited Version” (Leon Takes Us Outside e The Motel) sono versioni accorciate rispetto all’album completo, fedeli agli edit della pubblicazione originale su vinile del 1995.

Il verdetto: per chi sono queste uscite?

Parliamoci chiaro: 1.Outside non ha bisogno di riabilitazione. Chi lo capisce lo ha sempre capito, chi non lo capisce continuerà a non capirlo, e va bene così. Ma è un fatto che questi trent’anni gli hanno dato ragione su tutta la linea. La paranoia da sorveglianza, l’arte-crimine, le identità che si sfaldano. Nel 1995 sembrava fantascienza pretenziosa, nel 2026 sembra il telegiornale delle otto. E musicalmente, il metodo delle improvvisazioni guidate con Eno (le famose “character cards” con cui ogni musicista riceveva un personaggio e un umore da interpretare) produsse qualcosa che non somiglia a nient’altro nella discografia di Bowie. Una band mostruosa (Gabrels, Garson, Campbell, Kızılçay, Dorsey) lasciata libera di esplorare, e poi scolpita in studio. Lo stesso Bowie ci credeva abbastanza da portare l’album in tour con i Nine Inch Nails nella leg americana e poi con Morrissey in Europa (che mollò dopo nove date). Un disco che non voleva necessariamente piacere, e che per questo continua a piacere a chi lo ha capito.

L’EP di Hallo Spaceboy è l’acquisto obbligato per chi vuole il remix inedito di Tim Simenon e la soddisfazione di avere tutti i remix del singolo originale del 1996 in un unico oggetto fisico. Il vinile rosa neon è un bell’oggetto in sé, e la tracklist è generosa: oltre quaranta minuti di musica. Per chi ama la serata del 19 febbraio 1996, la stessa in cui Jarvis Cocker invase il palco durante Earth Song di Michael Jackson, regalandoci uno dei momenti più surreali nella storia dei Brit Awards, questo EP è un pezzo di quel mondo.

Excerpts from Outside in half-speed su vinile trasparente è per chi ama l’album ma non ha mai posseduto questa versione (fuori catalogo da più di dieci anni, ricordiamo), o per chi vuole mettere alla prova il taglio a mezza velocità su un disco così denso e stratificato. Se avete già il doppio LP del 2021 con la versione integrale e siete soddisfatti della resa sonora, potreste ragionevolmente passare. Ma se siete il tipo di persona che legge questo sito, probabilmente non passerete affatto.

Appuntamento al 18 aprile. La sveglia alle sei non ve la metterà nessun altro.


Le due uscite saranno disponibili esclusivamente presso i negozi di dischi indipendenti aderenti al Record Store Day il 18 aprile 2026. Come sempre, quantità limitate e nessuna prenotazione.

Autore

  • DBI Crew PIC Profile 2

    La Crew al timone di David Bowie Italia | Velvet Goldmine è formata da Daniele Federici e Paola Pieraccini. Daniele Federici è organizzatore di eventi scientifici ed è stato critico musicale per varie testate, tra cui JAM!. È autore di un libro su Lou Reed del quale ha tradotto tutte le canzoni. Paola Pieraccini, imprenditrice fiorentina, è presente su VG fin dall'inizio e lo segue dagli anni '70. Entrambi hanno avuto modo di incontrare Bowie come rappresentanti del sito.

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