“My David Bowie”: un nuovo libro di interviste e recensioni

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My David Bowie Stefano Bianchi Alessandro Curadi Testata

“My David Bowie” di Stefano Bianchi, un nuovo libro su David Bowie, è appena uscito per l’editore Massimo Soncini.

Il panorama bibliografico su David Bowie è congestionato dalle pubblicazioni, e le librerie dei fan hanno ormai esaurito lo spazio disponibile per accogliere nuovi volumi sul proprio beniamino.

Ma se a parlare è proprio David Bowie, magari un angolino lo si trova. Perché “My David Bowie” è il risultato di 15 anni di incontri e conversazioni tra il giornalista e David. Il percorso di Stefano Bianchi nella stesura del libro è descritto come un viaggio meditato nel tempo, culminato dalla necessità di elaborare il lutto dopo la scomparsa di Bowie nel 2016. Le musicassette delle interviste, conservate come reliquie, sono finalmente venute alla luce per questo libro, che riflette un’epoca musicale unica attraverso gli occhi di chi l’ha vissuta da vicino.

Il tentativo, a detta dell’autore, è quello di esplorare le intricate metamorfosi dell’artista attraverso interviste, conferenze stampa e articoli giornalistici. D’altronde Stefano Bianchi è giornalista attivo dal 1986. Ha lavorato come redattore presso Tutto Musica & Spettacolo dal 1984 al 1997. La sua carriera come critico musicale include collaborazioni con diverse testate, tra cui Buscadero, Musica & Dischi, Max, e molte altre. Bianchi ha pubblicato diversi libri nel corso degli anni, concentrati su artisti come i Guns N’ Roses e John Cale. E ha già pubblicato su Bowie il precedente “Forever and ever“.

Insomma, una penna che sa scrivere.

Ad aprire il libro con un’introduzione è Ivan Cattaneo, cantante pop degli settanta e ottanta, che ha condiviso con Bianchi la sua passione: “Quante volte con Stefano abbiamo parlato di David Bowie. Incontrato nei Seventies (io) e negli Eighties (lui). Fino a coglierlo insieme in tutta la sua iconicità, nel 2015 a Parigi, nella mostra kolossal intitolata Bowie is ”.

Il giornalista e critico musicale Paolo Bertazzoni, sempre all’inizio del libro, riflette: “Il David Bowie intervistato da Stefano Bianchi: l’uomo che nel 1997 disserta di equilibrio, serenità e sinestesia, ma anche il lead vocalist che preferisce stare in disparte quando è con i Tin Machine, nel 1991”.

Bianchi divide da anni la sua attività tra critica musicale e arte. Naturalmente, l’attenzione è rivolta anche alla cura iconografica di “My David Bowie“. Copertine autografate dei CD, biglietti dei concerti, tour program, e opere di artisti come Edo Bertoglio, Ivan Cattaneo e altri, contribuiscono a dipingere un ritratto visivo del Duca Bianco.

Ma non è solo a Bowie a parlare attraverso le interviste. Il libro attinge infatti anche alle testimonianze di coloro che con lui hanno collaborato in maniera più stretta nel corso degli anni, e che condividono riflessioni sulla propria esperienza e sull’impatto duraturo dell’artista. Qualche scorcio: Tony Visconti «Senza David Bowie vivremmo in un mondo più grigio. Ha dipinto la sua musica con colori straordinari. E alcuni di quei colori li ha inventati»; il pianista Mike Garson «Bowie è stato un fantastico “casting director”. Sapeva scegliere con cognizione i musicisti adatti alla musica del momento»; il chitarrista Reeves Gabriels «Tutto quello che ho fatto è stato far notare a David che poteva tornare a seguire il suo cuore…»; il batterista Hunt Sales «Stanno realizzando Barbie e sneakers. Ormai è la David Bowie Incorporated. E la trovo insapore»; il sassofonista Donny McCaslin «Continuano a ispirarmi la generosità del suo spirito, l’impegno a realizzare la sua visione artistica senza compromessi»; la cantante Cherry Vanilla «Continuano a ispirarmi la generosità del suo spirito, l’impegno a realizzare la sua visione artistica senza compromessi».

My David Bowie” si presenta anche come una guida all’ascolto, abbracciando l’intera discografia del Duca Bianco, comprese le rarità. Il libro scandisce le trasformazioni musicali di Bowie attraverso le interviste ma anche attraverso le recensioni che Bianchi ha scritto all’uscita dei vari album.

Più di ogni altra cosa, è però un atto di amore di Bianchi verso un artista che tanto ha ammirato e che è racchiuso in quel “My” del titolo. E nelle parole della moglie Eleonora che, appresa la notizia della scomparsa di Bowie al telefono, riesce solo a dire: “e adesso come faccio a dirlo a Stefano?”.

ACQUISTO

Il libro, disponibile al prezzo di €24,00, conta 192 pagine e presenta un formato di cm. 24 x 24 con legatura in brossura. Può essere acquistato in libreria e sui consueti store online: IBS, Mondadori Store e ovviamente Amazon.

Autore

  • Crew DBI

    La Crew al timone di David Bowie Italia | Velvet Goldmine è formata da Daniele Federici e Paola Pieraccini. Daniele Federici è organizzatore di eventi scientifici ed è stato critico musicale per varie testate, tra cui JAM!. E' autore di un libro su Lou Reed del quale ha tradotto tutte le canzoni, prima di farlo con quelle di Bowie. Paola Pieraccini, imprenditrice fiorentina, è presente su VG fin dall'inizio e lo segue dagli anni '70. Entrambi hanno avuto modo di incontrare Bowie come rappresentanti del sito.

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Crew DBI
La Crew al timone di David Bowie Italia | Velvet Goldmine è formata da Daniele Federici e Paola Pieraccini. Daniele Federici è organizzatore di eventi scientifici ed è stato critico musicale per varie testate, tra cui JAM!. E' autore di un libro su Lou Reed del quale ha tradotto tutte le canzoni, prima di farlo con quelle di Bowie. Paola Pieraccini, imprenditrice fiorentina, è presente su VG fin dall'inizio e lo segue dagli anni '70. Entrambi hanno avuto modo di incontrare Bowie come rappresentanti del sito.
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