RI-VEDERE… RI-SENTIRE….
Si rinnova l’emozione (ma con qualche perplessità)….

La visita è stata interessante perchè ero con un amico che come me visitò anche l’edizione originale a Londra e l’allestimento della tappa berlinese, ma anche con un’amica che vedeva il tutto per la prima volta. Rispetto alle due edizioni da me già visitate devo dire con rammarico che questa tappa italiana presenta non pochi difetti. A comiciare dal punto di vista tecnico: non sempre il passaggio da un audio all’altro seguendo l’allestimento funzionava; l’audio in cuffia non è di altissima qualità; nella sala dove si può passare da un video all’altro, il passaggio non sempre è perfetto; nel salone grande non sempre è sufficiente avvicinarsi agli schermi per ottenere l’audio corrispondente; e lungo tutto il percorso le varie zone non sono ben isolate e quindi anche con le cuffie ad alto volume si sente sempre in sottofondo l’audio del salone principale. A Londra questo non succedeva. Dal punto di vista del materiale presente, direi che c’è quasi un terzo di cose in meno rispetto a Londra: qui la sala della fase giovanile è ridotta al minimo, anche se rimane il bellissimo allestimento a palcoscenico con diapositive in loop. All’uscita della mostra manca del tutto la vetrina finale che conteneva altri dieci abiti di scena (è vero che ce ne sono di più nei soppalchi del salone grande). A Berlino c’era addirittura una sala in più (non presente nemmeno a Londra) con foto del periodo passato nella capitale tedesca: con un pochino di sforzo si poteva allestire una galleria fotografica dei concerti italiani e delle presenze televesive italiane di Bowie! Le sale centrali con i costumi, la “cascata” di libri e le video-interviste è abbastanza completa,ma risente di spazi abbastanza ristretti. Anche il salone dei grandi video è più piccolo di quanto già visto. E il bookshop? Semplicemente risibile: a Londra e a Berlino ci si era trovati in vere e proprie mini librerie dedicate a Bowie; qui invece la scelta è meno che scarsa.
Eppure …. sono uscito ugualmente contento dalla visita: perchè la potenza dei video, la bellezza dei costumi, l’aspetto culturale dell’esperienza Bowie nella sua (quasi) totalità emergono comunque.

Queste sono le mie impressioni: se dovessi dare dei voti, beh 10 alla mostra di Londra che fu un’emozione unica nel suo genere; 9,5 a quella di Berlino; un onesto 8 (forse 😎 a questa di Bologna che oltretutto è poco pubblicizzata: a Berlino anche a un mese dopo l’apertura certe zone della città erano tappezzate di manifesti, qui a Bologna solo uno striscione in via Indipendenza e uno in via don Minzoni a due passi dalla sede espositiva. Per rientrare dell’enorme spesa (si sussurra un milione di euro) devono fare un’operazione di marketing decisamente più capillare.
Pierluigi Heathen958
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