RAI2 “Odeon” e altre interviste | Roma, Ottobre 1977

David Bowie 1977 Odeon testata 2

Roma, ottobre 1977

Cinque giorni a Roma con “Heroes” in valigia

Nell’ottobre del 1977 David Bowie non ha ancora mai portato un suo tour in Italia. Arriva a Roma per presentare “Heroes”, che uscirà di lì a pochi giorni, e ci resta cinque giorni: una conferenza stampa per pochi giornalisti scelti, due lunghe interviste per le riviste, la radio e due passaggi su Rai 2, a Odeon e a L’altra domenica. Concerti non ne fa, ma è la prima volta che il pubblico italiano lo vede così da vicino.

Il filmato di Odeon dura circa un quarto d’ora e per molti anni è rimasto introvabile negli archivi della Rai. Dal gennaio 2026 fa parte, insieme all’intervista di Fiorella Gentile e a un’intervista radiofonica, della raccolta David Bowie, incontri ravvicinati pubblicata da Rai Teche su RaiPlay.

In questa pagina


La cronaca

Il diario romano

David Bowie con la sigaretta negli studi dove si registra Odeon, Roma 1977
Foto © 1977 Piero Togni
  • All’arrivo A Fiumicino lo aspetta un ricevimento. Ai giornalisti dice subito che farà un concerto dal vivo al Colosseo.
  • Sabato 8 Conferenza stampa in un «lussuoso hotel romano». I giornalisti invitati sono pochi e Bowie ha voluto sapere chi sono e per quali testate lavorano. Si presenta in camicia, pantaloni e zoccoli, e parla per tre quarti d’ora. In sala c’è anche la troupe di Odeon.
  • Lunedì 10 Il Corriere della Sera pubblica la sua intervista. La sera Radio 2 ne trasmette un’altra nel programma 21 e 29.
  • In quei giorni Registra per Odeon negli studi della RCA e incontra Fiorella Gentile per L’altra domenica. Aldo Bagli di Ciao 2001 lo segue per tre giorni e annota che Bowie è riuscito a «sparire misteriosamente» tre volte, lasciando «con un palmo di naso» il suo entourage.
  • Venerdì 14 Esce “Heroes”.
  • Domenica 30 Arriva in edicola il numero 43 di Ciao 2001 con l’intervista di Bagli.

Al Corriere Bowie dice: «Sono ricco, non so nemmeno quanto. Voglio fare, l’anno prossimo, un concerto gratis a Roma, fra le rovine del Colosseo». Gli chiedono anche della frase sul fascismo che gli aveva attribuito Playboy, e lui risponde che le sue dichiarazioni «non sono mai un fatto politico ma teatrale». Qualche giorno dopo, parlando con Bagli, il concerto gratuito si è già spostato all’Arena di Verona.

«Non ho la minima idea di cosa sarò l’anno venturo: un pazzo scatenato, un figlio dei fiori, un dittatore o un reverendo. Chi lo sa?»

David Bowie a Odeon

Rai 2 · Odeon. Tutto quanto fa spettacolo

Da Marte a Berlino

Odeon era il rotocalco di spettacolo del Tg2, ideato da Brando Giordani ed Emilio Ravel e fatto di servizi brevi montati a ritmo veloce. A Bowie dedica quasi un quarto d’ora, con il titolo «David Bowie: da Marte a Berlino» e la firma di Ludovica Ripa di Meana.

Il servizio è girato negli studi della RCA. Bowie è solo, senza band, con il giubbotto di pelle che portava in quei mesi. Suona il tema di Sense of Doubt a un pianoforte a coda, con lo stivale appoggiato sullo sgabello, poi passa al mellotron e a un sintetizzatore italiano, lo Steelphon S900. Canta anche “Heroes”. È tutto in playback e il sintetizzatore, a guardarlo bene, sembra spento.

Mentre suona, una voce fuori campo legge in italiano frasi prese da sue vecchie interviste. Una è rimasta famosa: «Ho smesso di essere omosessuale molto tempo fa». Nell’intervista vera e propria Bowie si definisce apolitico: «Tutto quello che dico è provocatorio. È un pretesto per fare del teatro».

Renzo Stefanel ha scritto su Rockit che l’immagine di Bowie in Italia è cambiata per due motivi, e che il primo è stato questo servizio (il secondo, nel 1981, il film Christiane F.). Fino ad allora da noi era poco considerato. Il singolo di “Heroes” arrivò al numero 12 in classifica.

Nota. Sulla data di messa in onda le fonti non concordano. Questa pagina ha sempre indicato il 13 o il 20 ottobre; altrove si legge martedì 1º novembre 1977, in prima serata. Se hai un Radiocorriere di quelle settimane, scrivici.

Le fotografie

Odeon, le foto di Piero Togni


Rai 2 · L’altra domenica

Al tavolino con Fiorella Gentile

David Bowie e Fiorella Gentile camminano sotto un pergolato, Roma 1977
Bowie e Fiorella Gentile, Roma 1977

L’altra domenica era il programma di Renzo Arbore su Rai 2. A intervistare Bowie è la giornalista Fiorella Gentile, e la troupe li riprende all’aperto, a un tavolino sotto un pergolato, con due bicchieri di birra davanti.

Parlano del rapporto tra i giovani e il rock, di che cosa significhi suonare dal vivo e di chi siano gli eroi del titolo.

Le fotografie

Le foto dell’intervista di Fiorella Gentile


La stampa · Ciao 2001, n. 43, 30 ottobre 1977

Intervista romana

Per far conoscere il nuovo album “Heroes”, David Bowie si è lanciato in questi giorni in un tour promozionale che ha incluso anche il nostro paese, dove vorrebbe tornare per suonare.

Come sapete David è un profondo amatore dell’Italia e dei suoi prodotti più tipici, dal vino ai sigari, del suo patrimonio monumentale-storico e forse anche dello stato di decadenza in cui questa versa da parecchi anni. Il cantante si è fermato a Roma per ben cinque giorni: ha preso parte a programmi televisivi e radiofonici, ha partecipato a numerosissime interviste e conferenze stampa. Ed in tutto questo “concedersi” al pubblico e agli addetti ai lavori ha trovato anche il tempo di sparire misteriosamente tre volte lasciando con un palmo di naso tutto il suo acidissimo e severissimo entourage. Abbiamo passato con David diverse ore (tralasciamo quelle formali dei ricevimenti all’aeroporto Leonardo Da Vinci) nelle quali si è creato un feeling veramente eccezionale dove il Bowie uomo è emerso pensiamo in quasi tutta la sua pienezza e le sue angosce esistenziali. Anzi quando ci siamo lasciati il cantante ci ha detto: “Non ti sembra che la musica sia stata messa un pochino da parte. Mi hai fatto veramente felice: ho avuto la possibilità di levarmi per un attimo i panni del divo, che viene a raccontare due luoghi comuni ad una folla affamata di simili cose”. David è un ragazzo gentilissimo, piuttosto disponibile al contatto umano ed intellettuale, un abile giocoliere che studia profondamente il suo interlocutore. Ma in ogni cosa che ha fatto in questo suo soggiorno romano c’è stata sempre una componente di distacco, di pacato disinteresse, che ha un alcunché di aristocratico e di cerebrale. I momenti in cui abbiamo parlato con lui sono stati diversi nel tempo: perciò vi proponiamo un resoconto unico di tre giorni di incontri, confessioni, risate tremende (Per David il ridere come vedremo è una cosa importantissima). L’ intervista è divisa in due momenti, uno musicale e l’altro intellettuale-umano, che nella realtà non sono stati così separati. e che noi abbiamo scisso soltanto per comodità espositiva

Ciao 2001 E’ indubbio che con “Low” e poi con il recente “Heroes” si è aperto per te un nuovo momento creativo. Quali sono i suoi tratti pertinenti?

David Bowie In realtà il tratto pertinente è uno soltanto: la spontaneità. Non ti spaventare a prima vista questa affermazione potrebbe sembrare contraddittoria, ma invece non lo è affatto. Dopo essermi messo nei panni di Ziggy Stardust e poi in quelli dell’ Intrattenitore (sfrutta-mode) ho deciso di crearmi una mia personale, e scusa la doppia ripetizione, dimensione artistica, in poche parole, con questi due album, ho fatto quello che ho voluto liberamente, senza nessun tipo di condizionamento esterno che potesse influenzare le mie scelte. In questo senso “Low” ed “Heroes” sono spontanei.

Ciao 2001 Ma la loro musica non sembra essere spontanea…

David Bowie Lo è in realtà. Quando siamo entrati in studio per incidere Heroes Brian Eno ed io non avevamo nessuna idea sul che fare. Poi ci siamo messi a comporre, seguendo però uno schema abbastanza preciso: prima di tutto sceglievamo una sequenza orizzontale di note, dopo ognuno di noi si ritirava in una stanza e la elaborava a suo piacimento. Passato uno spazio di tempo preciso e delimitato, ci incontravamo e miscelavamo le nostre elaborazioni…

Ciao 2001 Da quello che tu hai detto, possiamo capire che si tratti di un tipo di spontaneità piuttosto guidata. Avete addirittura seguito, nel modo di composizione del materiale, dei principi matematici e filosofici ben precisi.

David Bowie Hai centrato il problema, io credo ancora molto in categorie come libertà, creatività e così via, ma sopra di tutte però deve essere posto per l’ ordine, l’ armonia razionale ed unificatrice. Non si può improvvisare niente. senza un minimo di studio e di criterio e neanche la musica sfugge a questa legge.

Ciao 2001 Insieme con Fripp ed Eno hai dato vita ad un sodalizio artistico non indifferente.

David Bowie Più che artistico lo definirei intellettuale. Quando tre persone si incontrano e lo fanno al di là degli interessi economici che ne potrebbero derivare allora ci sono anche dei motivi che superano la professione stessa. Siamo tre caratteri molto diversi, che però trovano il punto di contatto nel riso, nel ridere con la mente, nell’ auto-ironia. Quando lavoriamo intorno ad un qualcosa di musicale, il più del tempo lo passiamo a ridere, mettendo in una atroce disperazione Toni Visconti che invece considera il suo lavoro sacro ed irraggiungibile dell’ umano riso.

Ciao 2001 Sempre tornando ad Heroes secondo noi, questo tuo nuovo album è classificabile senza dubbio come d’avanguardia. Anche nella prima facciata, assistiamo ad uno stravolgimento del codice rock, ed una sua disintegrazione..

David Bowie Stiamo creando invece un nuovo linguaggio musicale, che riesca a trascendere dall’ elemento moda: nulla in questa nuova lingua deve prevalere rispetto ad un singolo componente.

Ciao 2001 Appena hai messo piede in Italia, la prima dichiarazione che hai fatto è stata la seguente: farò un concerto dal vivo al Colosseo… Cosa c’ è di vero?

David Bowie Essere artisti vuole dire per me essere dei provocatori inveterati. Comunque qualcosa di vero c’è; la mia voglia di suonare in Italia. Il mio management sta prendendo contatti per un concerto gratuito nel giugno prossimo nell’Arena di Verona. Penso che sarebbe divertente: adoro il carattere estremamente ricettivo degli Italiani.

«Essere artisti vuole dire per me essere dei provocatori inveterati.»

Nota. Il concerto all’Arena non si fece. Per vedere Bowie su un palco italiano si dovette aspettare il giugno 1987, con il Glass Spider Tour.

Ciao 2001 Nella tua carriera musicale hai mandato nella disperazione più nera molti dei tuoi fans, anche qui da noi, quando hai smesso di indossare i panni di Ziggy Stardust.

David Bowie Nel giro di un anno si cambiano una marea di indumenti, di occhiali e così via, anche un artista che si rispetti non può indossare dei costumi di scena per molto tempo. Finirebbe per inaridirsi completamente per diventare un manichino senza un’anima. Ti immagini che noia per me andare sul palco ancora con quegli abiti colorati, con tutta quella porporina. No, al momento opportuno bisogna anche saper dire basta.

Ciao 2001 Inoltre hai anche riportato alla vita artistica due personaggi piuttosto difficili come Lou Reed ed Iggy Pop. Hai dovuto faticare?

David Bowie Le maggiori fatiche le ho compiute nel convincere i discografici che Lou ed Iggy erano ancora degli artisti in grado di combinare qualcosa di buono. Per il resto non ho avuto problemi: Lou sa quello che vuole e di solito crea dei film incredibili ai quali non partecipa assolutamente. Al contrario Iggy è un sensitivo, un ragazzo alla ricerca di un qualcosa che non troverà mai. Si entusiasma per tutto e per niente. Gli opposti che, come vedi, vengono sempre a toccarsi.

Ciao 2001 In alcune tue dichiarazioni hai espresso dei pareri non molto ottimisti sul futuro dell’uomo.

David Bowie E mi hanno accusato di essere nazista soltanto perché ho detto che l’Inghilterra sta andando sempre di più verso una dittatura. Con te preferisco scendere su considerazioni generali: come causa c’è la rivoluzione industriale e come effetto la divisione del lavoro: è risultato uno sviluppo disarmonico delle capacità umane. Oggi, ad esempio, poche persone riescono a vivere in una casa riuscendo ad essere completamente autosufficienti. Tu, sei in grado di riparare un rubinetto che si rompe, oppure un elettrodomestico che fonde?

Ciao 2001 No

David Bowie E questo non conoscere l’ambiente in cui si vive sta portando la razza umana su di un pericoloso precipizio: il caos, il disordine, un tipo di anarchia che è sempre consentita da chi ha in mano le redini. Viviamo in un tipo di società che è permissiva e repressiva al tempo stesso.

Ciao 2001 La tua interpretazione dei fatti attuali è riconducibile al tipo di pensiero negativo, che ad esempio è esploso in Francia quest’anno?

David Bowie Non del tutto perché al centro dei miei interessi non c’è la sola speculazione filosofica. Oggi l’unico discorso culturale valido da fare è quello che ipotizzi una sempre maggiore conoscenza dell’uomo sulle macchine, La nostra vita è ormai determinata dalle macchine ed il non saperle usare in maniera razionale potrebbe anche significare la nostra fine. Guarda ad esempio sul piano ecologico quello che è accaduto: nel giro di cinquanta anni sono stati distrutti mari, fiumi, aria pura. Smettiamo di sognare, ed apriamo gli occhi. L’ uomo ha sempre la tendenza a non essere operativo: è capace di discutere per anni sull’esistenza di un fenomeno, senza però sentire l’esigenza di andare a vedere a che cosa (da un punto di vista positivo) questo possa servire. La frattura uomo-ambiente è ormai quasi insanabile e le macchine non fanno che aumentarla giorno dopo giorno.

Ciao 2001 Tu però non ipotizzi un ritorno bucolico?

David Bowie No, assolutamente, non sono così stupido e reazionario (David ha usato proprio questi termini).

Ciao 2001 Al contrario di molte rock star tu David hai anche una vita intellettuale piuttosto intensa.

David Bowie Uno dei miei principali difetti è proprio quello di intellettualizzare ogni cosa che faccio e che dico, anche la più piccola. Ma sai, ritengo che la vita, che il vivere sia una scienza e non imparare almeno i fondamenti di questa dottrina significa soltanto non accostarsi a questa scienza; quindi, non saper vivere o detta in maniera più ultimativa non vivere.

Ciao 2001 Sarai ancora per molto tempo assorbito in questa campagna promozionale?

David Bowie Si, ma prima di andare in America, mi concederò due settimane di riposo in Scozia, da mio figlio Zowie che non vedo da diverso tempo. E so che ha bisogno di me.

Le fotografie

David Bowie con Aldo Bagli

Grazie a Cristina Salvi, che ci ha autorizzato a pubblicare queste foto inedite dell’intervista con Aldo Bagli.


La stampa · Sound, ottobre 1977

«Voglio comunicare soprattutto con me stesso»

Di passaggio in Italia, il cantante inglese ha voluto incontrare la stampa per presentare il suo ultimo album e fare il punto sulla sua carriera e sulla musica pop d’oltremanica.

Di passaggio in Italia, il cantante inglese ha voluto incontrare la stampa per presentare il suo ultimo eccellente album “Heroes” e fare il punto della situazione sulla sua carriera e sulla musica pop d’oltremanica in generale. Quando me lo dicono, stento a crederci: David Bowie a Roma! Una notizia eccezionale, soprattutto per chi (come il sottoscritto), pur facendo parte della cerchia degli “addetti ai lavori”, si considera tuttora un appassionato, un amante di qualsiasi tipo di musica, purché interessante e sincera. Naturalmente, il musicista non è venuto nella capitale per esibirsi (purtroppo!), bensì per incontrare la stampa, presentare il suo ultimo album “Heroes” e trascorrere qualche giorno di vacanza in una delle sue città preferite; non è molto, se vogliamo, ma non ci possiamo lamentare: finalmente abbiamo occasione di parlare con uno dei migliori musicisti internazionali, di chiarire direttamente con lui certi punti, di mettere a fuoco con una certa precisione la sua immagine. L’appuntamento è fissato per sabato 8 ottobre in un lussuoso hotel romano; pochi i giornalisti invitati, lo stesso Bowie vuol sapere chi sono e per quali testate lavorano; è presente anche la troupe di “Odeon”: Dopo una breve attesa, Bowie fa il suo ingresso in sala: appare abbastanza riposato, sereno, parla con calma, non è assolutamente una “superstar”, anzi, è il primo a rompere il ghiaccio con una battuta. Il suo abbigliamento è estremamente semplice: camicia, pantaloni, zoccoli. L’intervista ha inizio e andrà avanti per circa tre quarti d’ora: logicamente, riportiamo soltanto i momenti salienti.

Dopo una prima domanda sulle idee politiche del cantante (“…le mie dichiarazioni in proposito riguardano soltanto il mio paese, l’Inghilterra; tra l’altro, sono apolitico…” precisa Bowie), si comincia a parlare della situazione musicale inglese. 

David Bowie Oggi, in Gran Bretagna, assistiamo ad una rinascita della musica bianca, le vecchie proposte di gente come MC5 e Stooges, i principali esponenti del Detroit Sound (non quello della Motown, evidentemente) vengono prese nuovamente in considerazione. Peraltro, il rock and roll inglese è estremamente diverso da quello d’oltreoceano. In compenso, anche se può sembrare strano, trovo che il punk-rock e il reggae siano molto vicini tra loro.

Visto che abbiamo toccato il tasto del punk, la prossima domanda è ovvia… Cosa pensi del punk?

David Bowie Secondo me, i punk rockers hanno fatto male ad uscire dalle cantine, dai loro locali; il punk doveva rimanere un fenomeno ‘underground’, uscendo allo scoperto si è suicidato. Oltretutto, pochi dei sedicenti gruppi punk possono essere considerati tali; nel 1970 nacque un gruppo, Third World War, composto esclusivamente da operai: la loro carriera durò tre anni, ma, vi assicuro, quella era una vera “punk band”! Comunque, non capisco perché chiediate a me un’opinione sul punk: sono così importanti e valide le mie idee?” 

Qualcuno, soprattutto in Italia, ti considera punk… 

David Bowie Sono troppo vecchio per far parte del mondo punk, e poi vi sono altre ragioni… Ho lasciato questa corona di spine a Lou Reed, Iggy Pop, etc …

«Sono troppo vecchio per far parte del mondo punk. Ho lasciato questa corona di spine a Lou Reed e a Iggy Pop.»

Ancora una domanda sul punk: a cosa è dovuto, secondo te, il grande successo di questa musica? 

David Bowie Al fatto che tutti possono suonarla. Molti ragazzi, assistendo ai miei concerti, si sono detti: ‘se uno come David Bowie, che non sa suonare molto bene nessuno strumento e non ha una gran voce, ottiene tanto successo, posso provarci anche io, e così…” 

Non sappiamo quante rockstar avrebbero rilasciato una dichiarazione del genere, dato che generalmente ognuna di loro tende a considerarsi il miglior musicista del mondo, ma andiamo avanti. Qualcuno fa notare che i suoi ultimi lavori sono molto differenti dai primi 

David Bowie Inizialmente, suonavo e cantavo ciò che volevo, poi dopo aver raggiunto un certo successo, ho avuto la tentazione di avvicinarmi di più ai gusti del pubblico, di accontentare tutte le sue richieste; oggi, finalmente, ho ricominciato a fare ciò che voglio.

Uno dei presenti vuole sapere perché Bowie si è esibito, in passato, indossando abiti femminili, ed il musicista, per la prima ed unica volta nel corso dell’incontro, perde il sorriso. 

David Bowie Sia ben chiaro: non mi sono mai vestito da donna! Il mio scopo è sempre stato quello di portare nella musica rock Brecht e il teatro giapponese; talvolta ho fatto ricorso a travestimenti, ma non ho mai indossato abiti femminili. Ogni personaggio da me interpretato (Ziggy Stardust, a metà strada tra un extraterrestre e un mimo nipponico, o il protagonista di “Diamond Dogs”, un incrocio tra un essere strano ed un portoricano, etc..) era la sintesi delle fasi precedenti. Su di me sono state scritte tante cose: si è arrivati persino a descrivere travestimenti che non avevo mai usato! Una volta, leggendo un articolo che parlava di determinati vestiti che io avrei indossato in una certa occasione, ho detto: “Ehi, è una buona idea! Domani andrò ad acquistarli”. Oggi non ricorro più ai travestimenti perché, interpretando troppi personaggi, si rischia di diventare nevrotici.

Il film “L’uomo che cadde sulla terra”, da te interpretato, ha ottenuto un buon successo; prevedi di girarne altri? 

David Bowie Certamente! L’anno prossimo interpreterò la parte di un famoso pittore espressionista in un film che dovrebbe ripetere il successo del precedente.

Nota. Il pittore era Egon Schiele. Il film, che doveva intitolarsi Wally, non fu mai girato.

A questo punto, la conferenza stampa ha assunto l’aspetto più consueto: domande brevi, risposte telegrafiche o quasi. Qual è la cosa che ti preoccupa maggiormente? 

David Bowie Le situazioni troppo semplici. Preferisco incontrare difficoltà in ciò che faccio, mi stimola a tentare nuove strade.

Quanto guadagni? (Ebbene sì, gli è stato chiesto anche questo). 

David Bowie Non quanto la gente crede. Buona parte di miei guadagni vengono immediatamente investiti in nuove iniziative.

E’ facile per te comunicare con il pubblico? 

David Bowie Vedi, fino a poco tempo fa, cercavo di comunicare con lui, ora cerco di comunicare soprattutto con me stesso.

Fortunatamente verso la fine l’incontro ha ripreso un tono informale… 

David Bowie Parlando più in generale, devo dire che non apprezzo molto quei tastieristi che usano il sintetizzatore per imitare, più o meno, il suono degli altri strumenti. Il sintetizzatore è già di per sé un vero e proprio strumento e come tale va usato. Personalmente, non sono mai stato tanto bene come ora, sono felicissimo di collaborare con gente come Eno e, in particolare, Robert Fripp.

Quali musicisti segui in questo periodo?

David Bowie Soltanto uno: Edgar Froese, un vero e proprio “mostro” di bravura.” 

E con questa affermazione, la conferenza ha termine. In generale, considerando anche le risposte di David a domande che non abbiamo riportato nell’articolo, il cantante inglese ha dimostrato (ma nessuno aveva dubbi in proposito) di essere un personaggio estremamente simpatico, intelligente e colto. Speriamo di incontrarlo nuovamente in futuro, magari in occasione di un suo concerto italiano. Voi che ne dite?

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Fonti. Ciao 2001, n. 43, 30 ottobre 1977 (Aldo Bagli); Sound, ottobre 1977 (Mauro Eusebi); Corriere della Sera, 10 ottobre 1977; Rai Teche, David Bowie, incontri ravvicinati, gennaio 2026; Renzo Stefanel, «Piccoli Bowie d’Italia», Rockit. Fotografie di Odeon © 1977 Piero Togni.

Autore

  • DBI Crew PIC Profile 2

    La Crew al timone di David Bowie Italia | Velvet Goldmine è formata da Daniele Federici e Paola Pieraccini. Daniele Federici è organizzatore di eventi scientifici ed è stato critico musicale per varie testate, tra cui JAM!. È autore di un libro su Lou Reed del quale ha tradotto tutte le canzoni. Paola Pieraccini, imprenditrice fiorentina, è presente su VG fin dall'inizio e lo segue dagli anni '70. Entrambi hanno avuto modo di incontrare Bowie come rappresentanti del sito.

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