“Heroes” (1977) | Discografia

david bowie heroes
01Beauty and the Beast3:32
02Joe the Lion3:05
03“Heroes”6:07
04Sons of the Silent Age3:15
05Blackout3:50
06V-2 Schneider3:10
07Sense of Doubt3:57
08Moss Garden5:03
09Neuköln4:34
10The Secret Life of Arabia3:46

I brani sono composti da David Bowie a eccezione di “Heroes”, Moss Garden, Neukoln scritte da David Bowie e Brian Eno e The Secret Life of Arabia, scritta da David Bowie, Brian Eno e Carlos Alomar.

Informazioni

Data di Uscita
14 Ottobre 1977

Registrazione
Hansa Studio by the Wall, Berlino Ovest – Luglio/Agosto 1977

Produzione
David Bowie, Tony Visconti

Recensione

Heroes” è il dodicesimo album di David Bowie, pubblicato nel 1977. Si tratta del secondo capitolo della cosiddetta “trilogia berlinese”, iniziata con “Low” e conclusa con “Lodger“, e dell’unico interamente registrato a Berlino Ovest, negli storici Hansa Studio by the Wall. L’album è considerato uno dei capolavori dell’artista inglese, capace di fondere rock sperimentale, elettronica, ambient e influenze krautrock in un sound avveniristico e coinvolgente.

La genesi di “Heroes” è legata alla collaborazione tra Bowie e il suo amico e collega Iggy Pop; nel 1977 aveva pubblicato due album prodotti e scritti a metà con Bowie: “The Idiot” e “Lust for Life“. Dopo aver accompagnato Pop come tastierista nel suo tour europeo, Bowie si ritirò a Berlino per lavorare al suo nuovo progetto, insieme al produttore Tony Visconti e al musicista Brian Eno, già presente in “Low“. Al gruppo si aggiunse anche il chitarrista Robert Fripp dei King Crimson, che arrivò direttamente dagli Stati Uniti per registrare le sue parti in un solo giorno.

Le sessioni di registrazione si svolsero tra luglio e agosto del 1977, in un clima di grande creatività e spontaneità. La maggior parte dei brani furono composti sul momento in studio, con le liriche scritte da Bowie al microfono. Il risultato fu un album che rifletteva lo zeitgeist dell’epoca della guerra fredda, simbolizzato dalla città divisa dal muro. Come “Low“, anche “Heroes” segue una struttura bipartita: il lato A contiene brani più convenzionali e rock, mentre il lato B è composto da tracce prevalentemente strumentali e atmosferiche.

La traccia che dà il titolo all’album è una delle più celebri di Bowie e della storia del rock. Si tratta di una classica storia d’amore contrastato, in cui due amanti si incontrano sotto il muro di Berlino. Il testo è ispirato da una scena reale che Bowie vide dalla finestra dello studio: Visconti che baciava la sua amante Antonia Maaß. La canzone è caratterizzata da una progressione musicale crescente e da una performance vocale intensa e drammatica di Bowie, che sfrutta diverse tecniche di registrazione per creare effetti di eco e riverbero.

Il brano fu pubblicato come primo singolo estratto dall’album il 23 settembre 1977, ma non ebbe molto successo commerciale all’epoca. Solo negli anni successivi fu rivalutato come uno dei classici di Bowie e come un inno alla libertà e alla speranza. Fu reinterpretato da numerosi artisti nel corso degli anni, tra cui i Blondie, i Wallflowers, Peter Gabriel e i Motörhead.

Gli altri brani dell’album non sono da meno in termini di qualità e originalità. Beauty and the Beast è un pezzo funky e ritmato, con una chitarra distorta e un sintetizzatore che ricorda una sirena. Joe the Lion è un omaggio al pittore Chris Burden, famoso per le sue performance estreme. Sons of the Silent Age è una ballata malinconica e nostalgica, con un arrangiamento orchestrale. Blackout è un brano frenetico e caotico, che riflette lo stato d’animo di Bowie durante il suo periodo di dipendenza dalla cocaina.

Il lato B si apre con V-2 Schneider, un tributo al membro dei Kraftwerk Florian Schneider, uno dei gruppi tedeschi influenzarono il sound di Bowie. Moss Garden è un brano ambientale, con Bowie che suona il koto, uno strumento tradizionale giapponese. The Secret Life of Arabia è un pezzo dance, con una melodia orientaleggiante e un testo surreale.

Heroes” ha lasciato un’impronta indelebile nella storia della musica. Grazie alla sua capacità di sperimentare nuovi generi e sonorità e di riflettere lo zeitgeist dell’epoca della guerra fredda, con la Berlino divisa dal muro come simbolo. La collaborazione con Iggy Pop, il lavoro di produzione di Tony Visconti e la partecipazione di musicisti del calibro di Brian Eno e Robert Fripp hanno contribuito a creare un sound avveniristico e coinvolgente. “Heroes”, con la sua traccia omonima, è diventato un inno alla libertà e alla speranza e un classico del rock, rivisitato da numerosi artisti nel corso degli anni.

di Daniele Federici

Musicisti

David Bowie
(voce, pianoforte, chitarre, tastiere, sassofoni, koto)
Carlos Alomar
(chitarra)
George Murray
(basso)
Dennis Davis
(batteria)
Brian Eno
(sintetizzatori, tastiere, trattamenti di chitarra)
Robert Fripp
(chitarra)
Antonia Maas, Tony Visconti
(cori)

CREDITI
Sukita
(foto di copertina)
Colin Thurston
(ingegnere)

Low

ALBUM PRECEDENTE

Low (1977)
david bowie stage

ALBUM SUCCESSIVO

Stage (1978)
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