Quarant’anni. Quarant’anni da quando un tipo di Brixton con i capelli cotonati e le calzamaglie più discusse della storia del cinema ci ha convinto che un Re dei Goblin poteva essere sexy, ridicolo e commovente nello stesso fotogramma. Quarant’anni da Labyrinth, il film che non piacque a nessuno nel 1986 e che oggi non c’è millennial al mondo che non sappia citare a memoria.
E la colonna sonora? La colonna sonora ha avuto una storia ancora più strana del film.
Dal 17 aprile 2026 torna nei negozi la colonna sonora di Labyrinth in una nuova Crystal Edition su vinile trasparente, rimasterizzata in digitale. L’edizione standard è già disponibile da qualche settimana, ma la versione crystal clear è quella che i collezionisti aspettavano: il disco era fuori catalogo su vinile da anni, e i prezzi sul mercato dell’usato erano diventati proibitivi.
La tracklist è quella classica, dodici brani divisi tra le cinque canzoni di Bowie e le sette tracce dello score orchestrale-sintetico di Trevor Jones:
Lato A:
Opening Titles Including Underground / Into the Labyrinth / Magic Dance / Sarah / Chilly Down / Hallucination
Lato B:
As the World Falls Down / The Goblin Battle / Within You / Thirteen O’Clock / Home at Last / Underground
L’edizione è limitata (massimo 4 copie per acquirente in diversi store online), il che la dice lunga sulla domanda attesa.
Quel disco strano in mezzo al deserto degli anni Ottanta

Per capire Labyrinth bisogna capire dove si trovava Bowie nel 1986. Tre anni prima, Let’s Dance aveva venduto oltre dieci milioni di copie e lo aveva trasformato in una pop star da stadi. Il problema è che Let’s Dance era un disco talmente riuscito da diventare una trappola: tutti lo copiavano, lui compreso. Tonight (1984) era stato un’ombra sbiadita di quella formula. Never Let Me Down (1987) sarebbe stato ancora peggio.
In mezzo, c’è Labyrinth. E forse è il momento più onesto e libero del Bowie anni Ottanta.
L’idea era nata nel 1983, durante il Serious Moonlight Tour. Jim Henson aveva raggiunto Bowie negli Stati Uniti, gli aveva mostrato i bozzetti di Brian Froud e un video di The Dark Crystal, il suo film precedente per cui Trevor Jones aveva già composto lo score. Bowie raccontò poi di aver sempre voluto scrivere musica per un film adatto ai bambini di tutte le età. L’accordo ufficiale arrivò solo nel febbraio 1985, pochi mesi prima dell’inizio delle riprese.
Le canzoni: cinque pezzi tra genio e leggerezza
Le sessioni di registrazione si tennero tra l’aprile e il giugno 1985 a Londra, con sovraincisioni a New York tra ottobre e novembre dello stesso anno. Alla produzione c’era Arif Mardin, il produttore turco-americano che aveva già arrangiato gli archi e sintetizzatori su Tonight e che nel corso della carriera aveva messo le mani su dischi di Aretha Franklin, Bee Gees, Norah Jones. Uno che sapeva il fatto suo, insomma.

Partiamo da Underground, il brano che apre e chiude il film. Bowie aveva scritto una canzone sul fascino della fuga, sull’underground come alternativa al mondo degli adulti. Il pezzo di per sé è un pop-soul tirato a lucido, forse fin troppo, ma quello che lo rende speciale sono i musicisti chiamati in studio: ai cori gospel c’erano Luther Vandross e Chaka Khan (sì, avete letto bene), insieme a Cissy Houston (la madre di Whitney), Fonzi Thornton e il Radio Choir della New Hope Baptist Church. Alla chitarra blues, nientemeno che Albert Collins, il Master of the Telecaster. Al pianoforte, Richard Tee. Un parterre che avrebbe meritato un disco intero.
Underground raggiunse la posizione numero 21 in UK, la numero 6 in Nuova Zelanda e in Irlanda, la 7 in Olanda. Non un successo clamoroso, ma solido. Il singolo vendette circa 300.000 copie nel mondo.
Poi c’è Magic Dance, e qui bisogna arrendersi: è un tormentone. Una di quelle melodie che ti si infilano in testa e non escono più, con Bowie che fa il verso a se stesso, gioca col nonsense (“You remind me of the babe / What babe? / The babe with the power”), canta con un neonato tra le braccia circondato da pupazzi. Il verso ritarda la gratificazione fino a un salto di un’ottava che arriva come una liberazione, e il ritornello funziona su un botta e risposta con i coristi dove sono loro a guidare e Bowie a rispondere. I fan di Bowie puristi magari la snobbano, ma provate a non cantarla dopo averla sentita.
As the World Falls Down è probabilmente il gioiello nascosto del disco. Una ballad romantica costruita su progressioni pop classiche, con una linea di basso di cinque note di Will Lee che tiene insieme tutto. La melodia del verso sale gradualmente e poi cade, come il titolo promette. Era stata pensata come singolo natalizio nel 1986, con un video già pronto diretto da Steve Barron, ma fu ritirata all’ultimo momento, probabilmente per non intralciare i piani del nuovo album in studio. Un peccato, perché è una delle melodie più belle che Bowie abbia scritto in quel decennio.
Chilly Down è la traccia più anomala: un funk spigoloso con una linea di pianoforte discendente che ricorda Absolute Beginners e un cambio di tonalità fuori chiave che spiazza (un Mi bemolle nel bel mezzo di un pezzo in La maggiore). Fu il primo brano scritto per il film, registrato durante le sessioni di Absolute Beginners nel giugno 1985. Le voci nel film sono dei pupazzisti (tra cui Danny John-Jules, poi celebre come Cat in Red Dwarf), ma sotto si sente ancora la traccia guida di Bowie.
Within You chiude l’arco narrativo del Goblin King: un recitativo quasi isterico, con un tempo instabile, senza una melodia vera e propria. Non è il pezzo più riuscito del lotto, ma ha un’intensità teatrale che nel contesto del film funziona, quando Jareth crolla e il labirinto si disfa intorno a lui.
La rivalutazione

Ecco la cosa curiosa. Quando uscì, Labyrinth non piacque quasi a nessuno tra i critici. Il film incassò poco, la colonna sonora fu considerata un lavoro minore. Ma col tempo è successo qualcosa.
Paste Magazine e Gigwise lo hanno inserito nelle loro classifiche delle 50 migliori colonne sonore cinematografiche di sempre. MovieWeb lo ha messo al primo posto tra le migliori colonne sonore degli anni Ottanta. Screen Rant ha scritto che le canzoni di Bowie per Labyrinth sono “earworm assoluti che contribuiscono alla sua eredità quanto Ziggy Stardust e tutto il resto”.
C’è chi si è spinto oltre. Il critico musicale Ashley Naftule ha sostenuto che Labyrinth è il momento in cui Bowie suona “vivo e presente” in un decennio in cui spesso non lo era. La tesi è provocatoria ma ha un fondo di verità: liberato dalla pressione di dover fare Arte con la A maiuscola, Bowie si era ritrovato a scrivere canzoni divertite, sciolte, sincere. Naftule arriva a dire che queste “canzoncine per bambini” sono “il Bowie più rilevante culturalmente della fine degli anni Ottanta”. E se ci pensate, ha ragione: chiedete a qualsiasi trentenne-quarantenne quale disco di Bowie degli anni Ottanta conosce meglio, e la risposta, molto spesso, sarà proprio questo.
Le altre celebrazioni del quarantennale
La ristampa del vinile non è l’unica cosa in programma. Il 2026 è un anno pieno per Labyrinth.
A gennaio il film è tornato nelle sale americane in un restauro 4K distribuito da Fathom Entertainment, con un’introduzione speciale di Brian Henson (figlio di Jim e voce di Hoggle nel film originale). Per ora non c’è una data italiana confermata per la proiezione in 4K, anche se il sito Comingsoon.it auspicava una distribuzione anche da noi “come fortunatamente sta accadendo sempre più spesso con film celebrati”. Se arriveranno novità, ve le segnaleremo.
In Regno Unito, ad aprile, parte il tour “Jim Henson’s Labyrinth: In Concert”: il film proiettato su grande schermo con la colonna sonora eseguita dal vivo. Tredici date tra Oxford, Brighton, Liverpool, Glasgow, Edimburgo, Manchester, Birmingham e altre città. In autunno il tour si sposta in Nord America con una sessantina di date. Nessuna tappa europea continentale annunciata per ora, purtroppo.
Per chi è in Italia, Labyrinth resta disponibile in streaming gratuito su Plex. Non è la stessa cosa del grande schermo, ma intanto ci si arrangia.
Tracklist completa della ristampa
Per i completisti, ecco il dettaglio:
- Opening Titles Including Underground (David Bowie) — 3:21
- Into the Labyrinth (Trevor Jones) — 2:12
- Magic Dance (David Bowie) — 5:13
- Sarah (Trevor Jones) — 3:12
- Chilly Down (David Bowie) — 3:44
- Hallucination (Trevor Jones) — 3:02
- As the World Falls Down (David Bowie) — 4:51
- The Goblin Battle (Trevor Jones) — 3:31
- Within You (David Bowie) — 3:30
- Thirteen O’Clock (Trevor Jones) — 3:06
- Home at Last (Trevor Jones) — 1:49
- Underground (David Bowie) — 5:57
Dove acquistare
Al momento le due nuove edizioni sono disponibili su uDiscover Music. Saranno poi disponibili su Amazon, IBS e tutti i negozi di dischi.
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