
In diretta · Raiuno · giovedì 21 ottobre 1999
«Secondo te c’è il futuro?»
Giovedì 21 ottobre 1999 David Bowie è ospite della terza puntata di Francamente me ne infischio, lo show di Adriano Celentano in diretta su Raiuno. Canta Thursday’s Child, poi si siede accanto al padrone di casa per un’intervista che in Italia nessuno ha più dimenticato.
Il titolo è la prima domanda di Celentano.
«Dato che ci siamo incontrati qui, non è necessario che ci incontriamo in futuro»
David Bowie a Celentano, nella traduzione andata in onda
La serata
In diretta dalla Caproni
Francamente me ne infischio va in onda per quattro giovedì, dal 7 al 28 ottobre 1999, in diretta dall’ex fabbrica Caproni di Milano. Accanto a Celentano c’è Francesca Neri, la regia è di Paolo Beldì. Tra una canzone e l’altra passano filmati sulla fame e sulle guerre, e il conduttore porta volentieri il discorso sui mali del mondo.
Quella sera, oltre a Bowie, ci sono i Jamiroquai, Ray Charles, Gianni Morandi, Teo Teocoli e i percussionisti francesi Les Tambours du Bronx. L’Unità del mattino annuncia la puntata per le 20.50 e promette «altre sorprese».
Bowie è in giro per l’Europa a presentare Hours, nei negozi da poco più di due settimane. A Milano arriva dopo tre studi televisivi in cinque giorni.
- 16 ottobre Germania, Wetten, dass..?
- 19 ottobre Madrid, Cosas que importan
- 20 ottobre Parigi, Nulle part ailleurs
- 21 ottobre Milano, Francamente me ne infischio

Sul palco la band si presenta con i ruoli scambiati: Gail Ann Dorsey, la bassista, è alla chitarra, e Mark Plati è al basso. Thursday’s Child fila via senza intoppi.
Poi Bowie raggiunge Celentano su una panca bianca in mezzo allo studio, con un auricolare per la traduzione simultanea. Da lì in avanti le cose si complicano.
Raiuno Thursday’s Child e l’intervista, per intero
Parola per parola
L’intervista
Qui sotto c’è tutto quello che si sono detti. Di Bowie riportiamo le parole in inglese e, subito dopo, la traduzione simultanea andata in onda, che non è sempre stata fedele e a parer nostro non ha aiutato i due a capirsi.
David Hello
Adriano Hello… Secondo te c’è il futuro?
David Ahah for me? Ya. For you?
Traduttore Secondo me? E secondo te?
Adriano Sì
David Ok ahah
Adriano Nel mondo ci sono, lo sappiamo che nel mondo c’è tanta gente, c’è troppa gente che soffre la fame, che muore di fame.
David Ya
Adriano Tu pensi che, secondo te può cambiare questa cosa? Pensi che ci sarà un modo? Tu hai provato a pensare?
David Yes absolutely. Only if this add, at a governmental and political level, a commitment to actually make some change. If this is half hearted, the change will be half hearted. But it’s a major universal commitment that needs to be made. But who to instigate that? It has to come from the people we elected to power to make that commitment.
Traduttore Certo, solo se ci fosse un impegno politico governativo per fare questo cambiamento. Questo è l’unico modo per apportare un cambiamento. Quindi dev’esserci un impegno a livello universale e profondo ma chi deve dar origine a questo? Deve essere la gente che è al potere a dar inizio a questo movimento.
Adriano E secondo te perché la gente tarda a dare questo movimento? Forse per la bramosia di stare…
David Don’t ask me!
Traduttore Non chiederlo a me!
Adriano No certo no, ti faccio queste domande perché io tante volte mi chiedo, provo, mi domando e dico, cerco di organizzare, come, come se fosse una cosa in cucina, come se si dovesse preparare da mangiare, delle cose, come potrebbero risolversi le cose del mondo. Cerco di organizzarle così perché io non sono un politico, perché sono uno che anch’io mi sorprendo quando vedo la televisione e vedo certe cose, certe cose che abbiamo visto anche qui. Uhm, tante volte mi chiedo ma come, come si potrebbe fare, ecco, io per esempio penso, per esempio ti dico cosa penso io, io penso che se tutti i ricchi si mettessero d’accordo del mondo, per cercare di, di pensare anche un po’ a quelli che stanno male, eh, forse questo si può fare, eh, cioè, è un’organizzazione… sembra…
David I think it’d be very important for anybody to tie a least percentage of what they make every year towards organizing a charity world course towards […] a course but it’s even better sense if, of say, a country that has its national product of something like two hundred billion dollars to tie a small percentage of that […] But it really needs to be instigate at a governmental level. But […] of course an individual should do something.
Traduttore Sarebbe importantissimo, tutti dovrebbero tentare di donare una percentuale di quello che guadagnano ogni anno a, diciamo, alle organizzazioni di carità per varie cause, sarebbe anche meglio se un paese che ha un pil elevato, circa duecentomila dollari, duecento miliardi di dollari, scusate, se donasse una percentuale di questo pil a persone che invece sono più povere. Bisogna comunque agire a livello governativo, dev’essere il governo a iniziare queste cose ma ovviamente anche gli individui possono fare molto, le singole persone quindi.
Adriano Sì certo, sono d’accordo. E secondo te si può fare eh qualcosa per, per far cessare le guerre nel mondo, sempre eh anche questo…
David I don’t know!
Traduttore Non lo so…
Adriano No, non si può fare? E allora come si fa?
David I’m not the person to ask!
Traduttore Non sono la persona adatta a cui fare queste domande…
Adriano E adesso siamo sotto…
David I’m getting radio Moscow
Adriano Ma io, ma io non voglio…
Traduttore Ho qui radio Mosca nel mio, nel mio orecchio, ho radio Mosca che interferisce
Adriano No però io non voglio farti…
David I’ve lost it. They’re gone.
Traduttore Li ho persi, se ne sono andati.
Adriano Sì, no, io però non voglio farti una domanda per, per avere la spiegazione, voglio soltanto sapere cosa ne pensi tu. Io so che sei uno che pensa…
David Ahah
Adriano Tu hai la faccia di uno che pensa. Non ti chiedo di, non ti chiedo di avere la risposta giusta oppure di avere la formula giusta per salvare il mondo, voglio sapere, sapere soltanto cosa ne pensi…
David I promise, I promise that I won’t start any wars!
Traduttore Promess… prometto che non darò inizio ad alcuna guerra! Questo sì.
Adriano E secondo te…
David This is all an individual can do. This is my individual promise.
Traduttore Questo è comunque un impegno mio individuale, è una promessa mia personale
Adriano Sì certo, e secondo te io invece darò inizio a una guerra?
David I met you this afternoon, I doubt it.
Traduttore Lo dubito, l’ho già detto oggi pomeriggio ma lo dubito.
Adriano Oh grazie, sei un amico.
David World peace.
Adriano Vai via?
David World peace. Right here, right now, on this programme. No more wars, world peace. See what we can do. Two individuals.
Traduttore Facciamo pace, qui, in questo programma, in questo posto decidiamo che ci sarà la pace mondiale! Non ci sarà più nessuna guerra! Fantastico! Vediamo cosa riusciamo a fare. Due persone si sono impegnate.
Adriano Perfetto, tu in Inghilterra e io in Italia. Ok? Sai cosa c’è? Che per fare questa cosa qui, adesso, per, per adempiere a questo impegno che ci siamo dati bisogna che io adesso m’imparo subito l’inglese. Io l’unica cosa che so è “you understand?”.
David You understand?
Traduttore You understand, vero.
Adriano Tu pensi che ci vedremo in futuro?
David Having met in this occasion we never need to meet in the future
Traduttore Dato che ci siamo incontrati qui non è necessario che ci incontriamo in futuro.
Adriano Bella risposta questa. Beh, devo dire che è stato un piacere conversare con te perché io ti ho sempre ammirato…
David Good to talk to you and good to sing for you.
Traduttore È stato bello parlare con te e anche cantare per te.
Adriano Sì! Grazie, però l’hai detto un po’ in fretta. Quasi come se te ne volessi andare subito. Quasi come se volessi troncare il discorso.
David You wanna learn me sing one song? Oh do you mean the conversation?
Traduttore Vuoi dire che volevo troncare la conversazione così rapidamente? È questo che intendevi?
Adriano Sì no
David Hey don’t stop me talking I’ll talk all night long! You’re kidding me? You don’t even know you don’t even wanna begin talking to me! I can talk under that fucking carpet, man!
Traduttore Ho parlato per tutta la sera non fermatemi state scherzando? Non sai neanche cosa vuol dire, non puoi neanche iniziare a parlare con me! Ti posso parlare anche sotto il tappeto!
Alla lettera «Ehi, non impedirmi di parlare, vado avanti tutta la notte! Scherzi? Non ti conviene nemmeno cominciare, a parlare con me! Posso parlare anche sotto quel fottuto tappeto, amico!». In onda «parlerò tutta la notte» è diventato «ho parlato per tutta la sera», e la parolaccia è sparita.
Adriano Ah sì! È una proposta questa? Ahahahah ti ringrazio David. Tu sei forte. Spero di incontrarti ancora presto. Ciao.
David Ciao.
Ringraziamo Federica per la trascrizione.
Il giorno dopo
Dieci milioni davanti alla tv
- 10.072.000 spettatori nella prima parte della puntata
- 36,01% di share, con una punta del 47,35%
- 12 milioni superati più volte nel corso della serata
I numeri escono sull’Unità del 23 ottobre. Il giorno prima l’agenzia Adnkronos aveva sentito l’entourage di Bowie, che giurava di averlo visto lasciare lo studio «divertito e niente affatto indispettito». Le domande concordate erano cinque, più o meno quelle che Celentano ha poi fatto. Del disco, però, il Molleggiato non aveva detto una parola.
Il pubblico intanto compra. Thursday’s Child era entrata nella classifica italiana a settembre, al numero 17, e il 30 ottobre ci torna alla stessa posizione.
Sei settimane dopo
«Credo che sia un idiot»
Bowie torna a Milano all’inizio di dicembre. Sabato 4, in mattinata, incontra i giornalisti all’hotel Four Seasons di via Gesù. Arriva con un’ora di ritardo per colpa della nebbia, che la sera prima ha rallentato il suo volo. Qualcuno gli chiede di Celentano: lo capiva bene, quella sera?
David Bowie
«Ho capito molto bene cosa voleva dire e credo che sia un idiota. Alla fine sono riuscito a cantare la mia canzone, che era l’unica ragione della mia presenza allo show. Probabilmente non mi inviterà più, peccato»
Milano, 4 dicembre 1999. Dalla Repubblica del 6 dicembre.
Adriano Celentano
«Caro Bowie, io sarò un idiota, ma certamente essere quotato in Borsa quantomeno ti rende confuso»
5 dicembre 1999. Dal Corriere della Sera del 6 dicembre.
Sul Corriere della Sera Mario Luzzatto Fegiz annota che in inglese «idiot» suona un po’ più morbido di «idiota».
Nota della redazione
Che cosa vuol dire «idiot»
In inglese «idiot» è una parola di tutti i giorni. Si dice a un amico che ha dimenticato le chiavi, a sé stessi dopo una gaffe, a chi guida male. Indica uno sciocco, qualcuno che si sta comportando in modo stupido, e nel parlato britannico pesa più o meno quanto da noi «scemo» o «stupido».
L’italiano «idiota» ha la stessa origine, il greco idiótes, che indicava il privato cittadino e poi l’inesperto. Da noi però suona più duro: è un insulto pieno, che si usa per ferire. Tradurre parola per parola alza quindi il tono di un gradino.
Resta un giudizio poco gentile, e Bowie lo sapeva. Ma detto con il tono affabile che, secondo il Corriere, aveva tenuto fino a quel momento, era più vicino a «mi è sembrato uno sciocco» che all’insulto finito sui giornali.
La Crew di David Bowie Italia
Il resto del sabato Bowie lo passa a giocare a pallone e poi sul palco dell’Alcatraz, davanti a 2.500 persone. Domenica 5 è da Fabio Fazio a Quelli che il calcio. Fazio aveva mandato una «talpa» alla conferenza stampa e non si lascia scappare l’occasione: imita Celentano («sei forte David, sei forte») e promette all’ospite che non gli chiederà una ricetta per far cessare le guerre.
La replica di Celentano arriva mentre la trasmissione è ancora in onda. Spiega anche da dove veniva l’idea dell’intervista: Bowie, a Parigi, aveva detto di partecipare volentieri perché Celentano era «socialmente impegnato». «Illudendomi quindi che dicesse la verità, durante lo show cercai di coinvolgerlo sul piano sociale, constatando invece che lui era “socialmente impegnato” solo a promuovere il suo disco».
Le immagini
Fermo immagine
Dodici fotogrammi della diretta di Raiuno, tra la canzone e l’intervista.
Fonti. L’Unità, 21 e 23 ottobre 1999; Adnkronos, 22 ottobre 1999; Rockol, 4 dicembre 1999; Corriere della Sera, 6 dicembre 1999 (Mario Luzzatto Fegiz); la Repubblica, 6 dicembre 1999 (Giacomo Pellicciotti).



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