ROCK’N’ROLL WITH ME
(Words by Bowie, music by Bowie/Peace)
You always were the one that knew1
They sold us for the likes of you
I always wanted new surroundings
A room to rent2 while the lizards3
lay crying in the heat
Trying to remember who to meet
I would take a foxy4 kind of stand
While tens of thousands
found me in demand5
RITORNELLO
When you rock ‘n’ roll6 with me
No one else I’d rather be
Nobody here can do it for me
I’m in tears again
When you rock ‘n’ roll with me
Gentle hearts are counted down7
The queue is out of sight
and out of sounds8
Me, I’m out of breath, but not quite doubting
I’ve found a door which lets me out!
RITORNELLO (x3)
ROCK’N’ROLL CON ME
(Testi di Bowie, musica di Bowie/Peace)
Tu l’hai sempre saputo1
Ci hanno venduti per gente come te
Ho sempre avuto voglia di cambiare aria
Una stanza in affitto2 mentre le lucertole3
stavano lì a piangere nella calura
Cercando di ricordare chi c’era da incontrare
Prendevo una posa furba e sexy4
Mentre decine di migliaia
scoprivano di volermi5
RITORNELLO
Quando fai rock’n’roll6 con me
Non vorrei essere nessun altro
Nessuno qui può farlo per me
Sono di nuovo in lacrime
Quando fai rock’n’roll con me
Per i cuori gentili è partito il conto alla rovescia7
La fila è senza fine
e senza voce8
Io sono senza fiato, ma dubbi veri non ne ho:
Ho trovato una porta che mi fa uscire!
RITORNELLO (x3)
NOTE
Apre il lato B di Diamond Dogs (1974) ed è la prima canzone firmata a quattro mani su un album di Bowie. Il coautore è Geoffrey MacCormack, amico dai tempi delle elementari a Bromley, che sul disco compare come Warren Peace. Nacque per caso nella casa di Oakley Street, a Chelsea. MacCormack si mise al piano e suonò una sequenza di accordi, Bowie lo fermò, se la fece ripetere e ci costruì sopra ritornello e testo. Pare che la volesse per il musical su Ziggy Stardust, mai realizzato. Fu incisa agli Olympic Studios di Barnes il 15 gennaio 1974, con Mike Garson al piano e all’organo e Bowie alle chitarre. L’attacco di pianoforte ricorda da vicino Lean on Me di Bill Withers. Il canto, poi, va già verso il soul di Young Americans. Dal vivo la fece solo nel 1974. La versione di David Live uscì come singolo americano a settembre, per rispondere alla cover di Donovan. In classifica non entrò nessuna delle due.
1 You always were the one that knew: l’inglese non dice se questo you è un uomo, una donna o una platea intera. Bowie indicò la platea. Nel settembre 1974 un giornalista gli fece notare che i fan cercavano in lui una guida, e lui rispose che la strofa parlava di questo: «Me lo state facendo voi. Smettetela». Anche il for del verso dopo è doppio: venduti in cambio di gente come te, oppure a suo beneficio.
2 A room to rent: letta accanto a 1984 di Orwell, è la stanza che Winston affitta sopra la bottega dell’antiquario per vedersi con Julia, in un’estate torrida. Il you del primo verso sarebbe allora lei, la più scaltra dei due. Il romanzo però entra nel disco in modo esplicito solo dal brano successivo, We Are the Dead.
3 The lizards lay crying in the heat: Bowie non ha mai spiegato da dove vengano queste lucertole. Durante le sedute del disco lavorava con il cut-up di William Burroughs, cioè ritagliava le frasi e le rimescolava. L’immagine potrebbe essere nata così.
4 Foxy: nello slang di quegli anni è sexy, come la Foxy Lady di Jimi Hendrix, ma resta anche l’aggettivo della volpe, furbo. To take a stand, poi, è prendere posizione su qualcosa: qui la posizione diventa una posa.
5 Found me in demand: to be in demand si dice di una merce, o di un artista molto richiesto. Qui sono le decine di migliaia a “trovarlo” richiesto. È linguaggio da mercato, come il sold di poco prima.
6 Rock ‘n’ roll è usato come verbo. Prima di dare il nome a un genere, nello slang dei neri americani l’espressione indicava il sesso, e Bowie le due cose le sovrappone volentieri. A Boston, nel 1974, interruppe il pezzo a metà per spiegarlo al pubblico. Parlava di lui e del cantare, disse, e del fatto che «la musica canta per te».
7 Counted down è il conto alla rovescia: quello di un lancio, o dei minuti prima di salire sul palco.
8 Tre out of in tre versi (out of sight, out of sounds, out of breath), e poi l’out della porta. Out of sight è “a perdita d’occhio” ma anche, in gergo, “fantastico”. Out of sounds invece non esiste. È ricalcato su out of breath: una fila rimasta senza suoni, come lui è rimasto senza fiato. Queue è la coda all’inglese, quella davanti al teatro.
Note di Daniele Federici







