Waiting in the Sky: un viaggio nel Cuore di Ziggy Stardust

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David Bowie Waiting in the Sky testata

Il 20 aprile, in occasione del Record Store Day, la Parlophone pubblicherà il vinile “Waiting in the Sky (Before the Starman Came to Earth)”, ovvero la primissima versione dell’album “The Rise and fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars” prima che prendesse la sua forma definitiva.

David Bowie Waiting in the Sky 2

Nel vasto universo musicale di David Bowie, poche delle sue maschere brillano tanto intensamente quanto quella di Ziggy Stardust, l’androginico messaggero spaziale che ha catturato la nostra immaginazione (anzi, quella collettiva) nel 1972. Con l’annuncio di “Waiting in the Sky (Before the Starman Came to Earth)“, previsto per il Record Store Day del 20 aprile 2024, noi fan potremo intraprendere un viaggio nel tempo verso le sue origini. L’album in edizione limitata, tratto dai nastri stereo originali di Trident Studios della registrazione del 15 dicembre 1971, offre uno squarcio nella tela della genesi di uno degli album più amati del nostro: “The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars“.

Waiting in the Sky” si distingue per una scaletta che diverge significativamente dall’album definitivo che conosciamo e amiamo. Al posto di “Starman“, troviamo “Round and Round“, una cover di Chuck Berry, e “Amsterdam” di Jacques Brel, che chiude il lato A. Il lato B presenta due dei brani del periodo più amato da noi appassionati e che non trovarono posto sulla versione finale dell’album: “Holy Holy” e “Velvet Goldmine“. Queste differenze non sono solo una curiosità per i collezionisti; rappresentano una finestra sul processo creativo di Bowie e sulle decisioni che hanno plasmato Ziggy Stardust.

Non è quindi una raccolta di tracce scartate, ma un invito a esplorarne le radici; e offre una nuova prospettiva su come Bowie, insieme ai suoi fedeli Spiders from Mars, abbia sperimentato e rifinito la visione che avrebbe definitivamente lanciato la sua carriera verso lo stardom globale.

LE TRACCE

Come dicevamo, la tracklist di “Waiting in the Sky” differisce da quella di “Ziggy Stardust”, con quattro canzoni che non sono state incluse nell’album finale.

La presenza di “Round and Round” al posto di “Starman” è particolarmente significativa. “Starman” è diventata una delle canzoni più conosciute e rappresentative di Bowie, un inno che ha contribuito a definire l’era glam rock e a cementare la figura di Ziggy Stardust nella cultura popolare. La sostituzione con una cover di Chuck Berry suggerisce un Bowie ancora radicato nel rock’n’roll classico, prima di spostarsi verso il suono più ‘futuristico’ e originale che caratterizza “Starman“. “Amsterdam“, la cover di Jacques Brel, mostra il lato più teatrale e drammatico che però si richiama a un gusto che torna ai primi anni formativi di Bowie, allontanandosi dall’immaginario di Ziggy Stardust. Questa traccia è in contrasto maggiore con il materiale più orientato al rock glam di “Ziggy Stardust”, sebbene poi in tour avrebbe eseguito magistralmente “My Death“, sembre di Brel.

Holy Holy” è una nuova incisione con i The Spiders del brano del 1971. Durante il 1971, Bowie pubblicò “Holy Holy” come singolo, mentre contemporaneamente lavorava all’album “Hunky Dory“. Questo brano rappresenta un momento significativo nella carriera di Bowie, in quanto mostra la sua capacità di sperimentare con diversi stili musicali e di creare musica che sfidava le convenzioni dell’epoca. Accompagnata, sul lato B, da “Black Country Rock”, non fu inclusa nell’album “The Man Who Sold the World” nè, appunto, su “Ziggy Stardust“. Alla fine la versione qui presente uscì nel 1974 come lato B di “Diamond Dogs“.

Velvet Goldmine” è considerata da molti un classica perduto dell’era Ziggy, una traccia che Bowie stesso ha spesso menzionato nei suoi appunti e interviste.

L’impatto culturale di queste differenze è notevole. “Waiting in the Sky” è una visione alternativa dell’album che ha definito un’era, mostrando come le scelte creative possono alterare radicalmente la direzione di un progetto artistico. Per i musicologi e i fan accaniti, queste tracce rappresentano una sorta di “what if” storico, permettendo loro di speculare su come sarebbe potuta essere la ricezione di “Ziggy Stardust”. Sembrerebbe proprio che la Parlophone abbia deciso di dedicare una nuova serie di pubblicazione a questi ipotetici “What If”, come era stato fatto precedentemente con “Hunky Dory” e la sua versione iniziale “Divine Simmetry“.

Riassumendo:

  1. “Round and Round”: Al posto di Starman, uno dei brani registrati nel febbraio 1972, troviamo questa cover di Chuck Berry. Il brano fu successivamente pubblicato come lato B del singolo Drive-In Saturday nel 1973.
  2. “Amsterdam”: Inizialmente prevista come chiusura del lato A, questa versione di Jacques Brel è stata poi utilizzata come lato B del singolo Sorrow nel 1973.
  3. “Holy Holy”: Uno degli outtake favoriti dai fan. Questa versione con gli The Spiders è stata pubblicata come lato B del singolo Diamond Dogs nel 1974.
  4. “Velvet Goldmine”: Un classico perduto dell’era Ziggy, Bowie lo definiva spesso “He’s A Goldmine” o “She’s A Goldmine”. Registrato durante le sessioni di Ziggy, è stato rilasciato solo nel 1975, insieme alla versione ri-registrata di Space Oddity.

TRACKLIST

Lato A:

  1. Five Years
  2. Soul Love
  3. Moonage Daydream
  4. Round And Round
  5. Amsterdam

Lato B:

  1. Hang On To Yourself
  2. Ziggy Stardust
  3. Velvet Goldmine
  4. Holy Holy
  5. Star
  6. Lady Stardust

COPERTINA E PRODUZIONE

David Bowie Waiting in the Sky 3

La produzione di “Waiting in the Sky” merita una menzione speciale. L’album è stato inciso su un tornio Neumann VMS80 personalizzato, utilizzando i master originali restaurati a 192kHz, senza alcuna elaborazione aggiuntiva. Questo approccio dovrebbe garantire all’ascoltatore un sound quanto più vicino possibile alla musica come è stata originariamente registrata.

La copertina di “Waiting in the Sky” è uno scatto di Brian Ward che immortala una delle primissime versioni del personaggio di Ziggy Stardust: i capelli non sono ancora quel rosso ‘pel di carota’ che tutti conosciamo. Le due facce interne delle buste del vinile sono le ante dei due scatoloni delle registrazioni agli Trident Studios.

VALE LA PENA?

Come per il precedente capitolo della serie (da noi ribattezzata) “what if”, “Divine Simmetry“, si tratta di un discorso del tutto personale. E’ superfluo: quanto contenuto in questo disco, sarà presente nel cofanetto “Rock n Roll Star!” in uscita a giugno. Se siete dei collezionisti la risposta è scontata. Se siete dei fan di lunga data, troverete queste pubblicazioni una riproposizione di materiale già noto e di cui siete già in possesso sotto altre (spesso innumerevoli) forme. Potrebbe però risultarvi interessante avere questo materiale raccolto in maniera più organica e tematica su un disco. Si tratta comunque di una pubblicazione del tutto superflua, relegata al mercato di appassionati del vinile che è il Record Store Day. Per i neofiti vale lo stesso discorso: se non siete collezionisti, potrete tranquillamente accontentarvi della versione digitale che siamo sicuri uscirà subito dopo.

ACQUISTO

Come tutte le pubblicazioni del Record Store Day, saranno distribuite nei negozi fisici e successivamente si riuscirà ad acquistarle online tramite i negozi che li metteranno a disposizione. Sarà stampato in 18.000 copie e il costo dovrebbe essere, come sempre, di 30/35 euro.

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