David Bowie is … ready!

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Come annunciato ad Aprile, l’imponente mostra “David Bowie is” aprirà i portali per il mondo incantato di Bowie questo 14 Luglio al MAMbo di Bologna Rimarrà aperta fino al 13 Novembre.

david bowie is bolognaDavid Bowie is è una delle mostre di maggior successo degli ultimi anni. E’ una monumentale retrospettiva dedicata alla carriera di David Bowie che si snoda attraverso un percorso di contenuti multimediali.

Lo spettatore è condotto attraverso il processo creativo di Bowie, mettendone in risalto l’incredibile capacità di canalizzare i più ampi movimenti in ambito artistico: design, teatro, moda, letteratura e cultura contemporanea. Un artista capace di osservare e reinterpretare la società con uno sguardo innovatore e che è riuscito a cambiarne per sempre la cultura popolare.

david bowie isVictoria Borackes e Geoffrey Marshhanno, ideatori e curatori della mostra, hanno selezionato più di 300 oggetti dell’archivio personale di David, tra cui:  l’outfit di Ziggy Stardust (1972) disegnato da Freddie Burretti, fotografie di Brian Duffy; le artistiche cover degli album realizzate da Guy Peellaert e Edward Bell; estratti di video e performance live come The Man Who Fell to Earth, video musicali come Boys Keep Swinging e arredi creati per il Diamond Dogs tour (1974). Oltre a oggetti personali quali: i testi originali delle sue canzoni scritti a mano e alcuni dei suoi strumenti.

Velvetgoldmine sarà ovviamente presente in veste ufficiale il 13 Luglio alla conferenza stampa e agli eventi correlati.

Per informazioni, prevendite e per essere sempre aggiornati, il MAMbo ha creato il sito DavidBowieis.it.

Autore

  • Crew DBI

    La Crew al timone di David Bowie Italia | Velvet Goldmine è formata da Daniele Federici e Paola Pieraccini. Daniele Federici è organizzatore di eventi scientifici ed è stato critico musicale per varie testate, tra cui JAM!. E' autore di un libro su Lou Reed del quale ha tradotto tutte le canzoni, prima di farlo con quelle di Bowie. Paola Pieraccini, imprenditrice fiorentina, è presente su VG fin dall'inizio e lo segue dagli anni '70. Entrambi hanno avuto modo di incontrare Bowie come rappresentanti del sito.

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La Crew al timone di David Bowie Italia | Velvet Goldmine è formata da Daniele Federici e Paola Pieraccini. Daniele Federici è organizzatore di eventi scientifici ed è stato critico musicale per varie testate, tra cui JAM!. E' autore di un libro su Lou Reed del quale ha tradotto tutte le canzoni, prima di farlo con quelle di Bowie. Paola Pieraccini, imprenditrice fiorentina, è presente su VG fin dall'inizio e lo segue dagli anni '70. Entrambi hanno avuto modo di incontrare Bowie come rappresentanti del sito.
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Mario Di Ciccio
Mario Di Ciccio
7 anni fa

Davvero stupenda l’emozione di entrare al MAMBO per assistere a questo show, nel quale sono raccolti circa 300 articoli, diligentemente nel tempo conservati nel corso degli anni a cura del David Bowie Archive ed ora mostrato, unica data in Italia, in questo bellissimo e nuovo museo a Bologna. Straordinario vedere quanti giovani sono presenti, affascinati dalla visione che si apre ai loro sensi, passando da una sala all’altra dell’allestimento a cura del V&A Museum, che il prossimo anno farà tappa in Giappone e Taiwan, mentre in quello seguente approderà in U.S.A. e Canada!! Bella anche la sala cinema, comprensiva di panche sulle quali sedersi per assistere alla visione cinematografica su schermo di molti trailer cinematografici del Duca Bianco, compresa la recita teatrale di Elephant Man. Grazie alle cuffie interattive, consegnate all’ingresso della mostra, si accede a camere ordinate in senso cronologico, della vita ed avventure di Bowie, comprensive di vestiti, spartiti dell’epoca relativa, di quadri dipinti per sfuggire alla droga nel periodo berlinese, senza contare degli strumenti musicali, fra i quali spiccano il moog ed il koto, utilizzati per Low ed Heroes. Grandiosa poi la sala finale, nella quale sono stati messi a parete vetrata una quindicina di abiti appartenente a svariate ere Bowiane, disposti quasi a piramide, sulle quali vengono proiettati pezzi tratti da live shows Bowiani memorabili. Bella poi la Bowie Experience, sita al piano inferiore dove ha sede la mostra, attraverso la quale è possibile esser truccati e fotografati come foste David Bowie da parte di ragazzi simpatici. Imperdibile davvero!!
Moplto ricco poi il relativo bookshop con l’imperdibile 45 giri Ragazzo solo, Ragazza sola blue vinyl, venduto unicamente al MAMBO di Bologna, oltre a svariate chicche, fra le quali libri, posters, spille ecc. Davvero un must per i veri Bowiani e credo che mici recherò almeno 5 volte, comodamente raggiungibile col trano Fracciarossa da Torino ed in 15 minuti ci si arriva comodamente a piedi dalla stazione ferroviaria di Bologna!!

Pierluigi - heathen958
Pierluigi - heathen958
7 anni fa

ieri ho visitato la mostra DavidBowieIs al MAMBo di Bologna. La visita è stata interessante percheè ero con un amico che come me visitò anche l’edizione originale a Londra e l’allestimento della tappa berlinese, ma anche con un’amica che vedeva il tutto per la prima volta. Rispetto alle due edizioni da me già visitate devo dire con rammarico che questa tappa italiana presenta non pochi difetti. A comiciare dal punto di vista tecnico: non sempre il passaggio da un audio all’altro seguendo l’allestimento funzionava; l’audio in cuffia non è di altissima qualità; nella sala dove si può passare da un video all’altro, il passaggio non sempre è perfetto; nel salone grande non sempre è sufficiente avvicinarsi agli schermi per ottenere l’audio corrispondente; e lungo tutto il percorso le varie zone non sono ben isolate e quindi anche con le cuffie ad alto volume si sente sempre in sottofondo l’audio del salone principale. A Londra questo non succedeva. Dal punto di vista del materiale presente, direi che c’è quasi un terzo di cose in meno rispetto a Londra: qui la sala della fase giovanile è ridotta al minimo, anche se rimane il bellissimo allestimento a palcoscenico con diapositive in loop. All’uscita della mostra manca del tutto la vetrina finale che conteneva altri dieci abiti di scena (è vero che ce ne sono di più nei soppalchi del salone grande). A Berlino c’era addirittura una sala in più (non presente nemmeno a Londra) con foto del periodo passato nella capitale tedesca: con un pochino di sforzo si poteva allestire una galleria fotografica dei concerti italiani e delle presenze televesive italiane di Bowie! Le sale centrali con i costumi, la “cascata” di libri e le video-interviste è abbastanza completa,ma risente di spazi abbastanza ristretti. Anche il salone dei grandi video è più piccolo di quanto già visto. E il bookshop? Semplicemente risibile: a Londra e a Berlino ci si era trovati in vere e proprie mini librerie dedicate a Bowie; qui invece la scelta è meno che scarsa.
Eppure …. sono uscito ugualmente contento dalla visita: perchè la potenxza dei video, la bellezza dei costumi, l’aspetto culturale dell’esperienza Bowie nella sua (quasi) totalità emergono comunque.
La mia amica che vedeva la mostra per la prima volte si è emozionata ad ogni sala, era sbalordita e sopraffatta dalla quantità e qualità di messaggi cultutrali che quegli “oggetti” trasmettono. Ha visitato la mostra con lo spirito giusto (e con un pò di aiuto: perchè l’allestimento non segue quasi mai – e a mio parere giustamente – l’ordine cornologico per cui per un neofita può non essere facilissimo orientarsi in questa pioggia torrenziale di informazioni).
Queste sono le mie impressioni: se dovessi dare dei voti, beh 10 alla mostra di Londra che fu un’emozione unica nel suo genere; 9,5 a quella di Berlino; un onesto 8 a questa di Bologna che oltretutto è poco pubblicizzata: a Berlino anche a un mese dopo l’apertura certe zone della città erano tappezzate di manifesti, qui a Bologna solo uno striscione in via Indipendenza e uno in via don Minzoni a due passi dalla sede espositiva. Per rientrare dell’enorme spesa (si sussurra un milione di euro) devono fare un’operazione di marketing pubblicitario più convinta.

Pierluigi - heathen958
Pierluigi - heathen958
7 anni fa

chiarimento: quando parlo della sala “berlinese” non intendo quella presente in tutte e tre le edizioni da me visitate (quindi anche qui a Bologna) con i quadri di Bowie, le copertine di dischi, il moog, il koto, le chiavi del suo appartamento (emnozionante, dal punto di vista psicoanalitico le chiavi di casa sono LA CASA e quindi è davvero speciale che lui si sia conservato proprio quelle di Hauptstrasse) e i filmati di Berlino; volevo specificare che a Berlino c’era addirittura una sala in più con foto e lettere della fase berlinese, comprese foto di scena del film Gigolò e gli originali del breve scambio epistolare fra lui e la Dietrich che qui a Bologna non ci sono.

Pierluigi - heathen958
Pierluigi - heathen958
7 anni fa

sul “Sole 24Ore” di oggi articolo su Bowie. Dalle premesse della mostra, illustra l’ampiezza e la qualità del lascito culturale (non solo musicale) di David. Articolo breve, ma decisamente corretto, ben sstrutturato e per la maggior parte sottoscrivibile