The Little Bombardier | Testo e Traduzione

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THE LITTLE BOMBARDIER

(Bowie)

War made him a soldier
Little Frankie Mear
Peace left him a loser
The little bombardier
Lines of worry appeared with age
Unskilled hands that knew no trade
Spent his time in the picture house
The little bombardier 1

Frankie drank his money
The little that he made
Told his woes to no man
Friendless, lonely days
Then one day, in the ABC 2
Four bright eyes gazed longingly
At the ice-cream in the hand of the little bombardier


Sunshine entered our Frankie’s days
Gone his worries, his hopeless maze
His life was fun and his heart was full of joy
Two young children had changed his aims
He gave them toffees and played their games
He brought them presents with every coin he made

Then two gentlemen called him
Asked him for his name
Why was he friends with the children
Were they just a game?
Leave them alone or we’ll get sore
We’ve had blokes like you in the station before
The hand of authority said “no more” to
The little bombardier
Packed his bags, his heart in pain
Wiped a tear, caught a train
Not to be seen in the town again.

IL PICCOLO SOTTUFFICIALE

(Bowie)

La guerra lo ha reso un soldato
Il piccolo Frankie Mear
La pace lo ha reso un perdente
Il piccolo sottufficiale
Rughe di ansia apparvero con l’età
Mani inesperte che non conoscevano il lavoro
Trascorreva il suo tempo nel cinematografo
Il piccolo sottufficiale 1

Frankie si beveva il suo denaro
Quel poco che racimolava
Non raccontava le sue pene a nessuno
Giorni solitari senza amici
Poi un giorno, all’ABC 2
Quattro occhi luminosi guardarono desiderosi
Il gelato nelle mani del piccolo sottufficiale


La luce del sole entrò nei giorni del nostro Frankie
Finite le sue ansie, il suo labirinto disperato
La sua vita era divertente e il cuore pieno di gioia
Due bambine avevano cambiato i suoi progetti
Dava loro caramelle e giocava con loro
Portava loro doni con ogni moneta che guadagnava

Poi due guardie lo chiamarono
Gli chiesero il suo nome
e perché fosse amico dei bambini
Si trattava solo di un gioco?
Lasciali stare o cominceremo ad arrabbiarci
Ne abbiamo già avuti di tipi come te alla stazione di polizia
La mano dell’autorità disse “basta!”
Al piccolo sottufficiale
Fece i bagagli, col cuore in pena
Si asciugò una lacrima, prese un treno
Non lo rividero più in città.

NOTE

Little Bombardier” fu registrata l’8 e il 9 dicembre 1966 allo Studio 2 della Decca a nord di Londra, insieme alle canzoni “Sell Me A Coat”, “Silly Boy Blue” e “Maid Of Bond Street”. Sebbene Bowie abbia raramente registrato canzoni in tempo 3/4, questo è uno dei due valzer registrati durante queste sessioni, l’altro è “Maid Of Bond Street”.

Canzone d’apertura del secondo lato dell’album di debutto di David Bowie, “Little Bombardier” è la storia di un ex soldato solitario, che scappa dalla città dopo aver fatto amicizia con due bambini.

La canzone sembra essere stata ispirata da “Uncle Ernest”, un racconto di Alan Sillitoe contenuto nella sua raccolta del 1959 La solitudine del maratoneta (1959) (titolo originale: “The Loneliness of the Long Distance Runner”). Il protagonista del racconto di Sillitoe è un solitario tappezziere di mezza età, Ernest Brown, che fa amicizia con due sorelle in età preadolescenziali in un caffè, finendo per indebitarsi pur di comprare loro cibo, bevande e regali.

Con il passare dei giorni e delle settimane, e con l’accorgersi di quanto Ernest dipendesse da loro per la compagnia, di quanto fosse felice di vederle e di quanto fosse palesemente infelice quando non venivano per un giorno – cosa ormai rara – Alma cominciò a chiedere sempre più regali, più cibo, più soldi, ma con un atteggiamento estremamente ingenuo e infantile, in modo che Ernest, nella sua ignara soddisfazione, non se ne accorgesse.

Ma alcuni clienti del bar che entravano ogni giorno non potevano fare a meno di vedere come le ragazze gli chiedessero di comprare loro questo e quello, e come lui cedesse sempre con un carattere troppo buono per essere decorosamente autentico, e senza il minimo segno di rendersi conto di ciò che stava realmente accadendo. Non si sarebbe mai sognato di mettere in discussione le loro richieste, perché per lui quelle due ragazze, che considerava quasi come sue figlie, erano le uniche persone che doveva amare”. Alan Sillitoe, “Uncle Ernest”

Sebbene non vi sia alcuna indicazione che Brown fosse motivato da qualcosa di diverso dalla solitudine, due agenti di polizia lo avvertono di stare lontano dalle ragazze, dicendo che lo stavano tenendo d’occhio da tempo. Schiacciato dalla consapevolezza che il suo tempo con Alma e Joan fosse finito, Brown cerca conforto nel bere.

1 “Bombardier”, che ho visto sempre tradotto “Bombardiere”, è in realtà un grado militare di sottufficiale di alcuni reparti di artiglieria che può tradursi proprio come “sottufficiale” o al massimo come “brigadiere”. La traduzione “bombardiere”, cioè appartenente all’equipaggio di un aereo da bombardamento, è molto poco usato ed è inglese americano.

2 L’ABC potrebbe riferirsi a due luoghi distinti. O al cinema ABC oppure, dato che sta mangiando il gelato che i bambini osservano con desiderio, è più probabile che li incontri in un locale A.B.C. (Aerated Bread Company), un caffè che veniva spesso chiamato “checked” in molti classici della letteratura britannica. Questo significherebbe che la canzone è ambientata in una Londra precedente al 1955, dato che i negozi A.B.C. chiusero quell’anno. I riferimenti al cinematografo suggeriscono, però, che possa trattarsi della prima opzione.

Autore

  • Crew DBI

    La Crew al timone di David Bowie Italia | Velvet Goldmine è formata da Daniele Federici e Paola Pieraccini. Daniele Federici è organizzatore di eventi scientifici ed è stato critico musicale per varie testate, tra cui JAM!. E' autore di un libro su Lou Reed del quale ha tradotto tutte le canzoni, prima di farlo con quelle di Bowie. Paola Pieraccini, imprenditrice fiorentina, è presente su VG fin dall'inizio e lo segue dagli anni '70. Entrambi hanno avuto modo di incontrare Bowie come rappresentanti del sito.

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La Crew al timone di David Bowie Italia | Velvet Goldmine è formata da Daniele Federici e Paola Pieraccini. Daniele Federici è organizzatore di eventi scientifici ed è stato critico musicale per varie testate, tra cui JAM!. E' autore di un libro su Lou Reed del quale ha tradotto tutte le canzoni, prima di farlo con quelle di Bowie. Paola Pieraccini, imprenditrice fiorentina, è presente su VG fin dall'inizio e lo segue dagli anni '70. Entrambi hanno avuto modo di incontrare Bowie come rappresentanti del sito.
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