REVOLUTIONARY SONG 1
(David Bowie, Jack Fishman)
When people call us revolutionary 2
They’re just tryin’ to see
All that we choose
When all we want is everybody free
The universe would be one brotherhood
It isn’t wrong to be prepared to fight
Together to unite if we believe
In giving everything our heart and soul
Until we reach the goal we should achieve
It shouldn’t matter if we’re brown or white 3
Yellow or black as night to anyone
We’re all born equal with the self same rights 4
Sharing the same daylight under the sun
If loving freedom makes equality of opportunity
is where I’m revolutionary
Constantly, fervently, firmly
Revolutionary
CANZONE RIVOLUZIONARIA 1
(David Bowie, Jack Fishman)
Quando la gente ci dà dei rivoluzionari 2
cerca solo di capire
le scelte che facciamo
mentre noi vogliamo solo che tutti siano liberi
e l’universo sarebbe un’unica fratellanza
Non è sbagliato essere pronti a batterci
Insieme per unirci, se crediamo
nel mettere cuore e anima in ogni cosa
finché non raggiungeremo la meta che ci spetta
Non dovrebbe importare a nessuno se siamo olivastri o bianchi, 3 gialli o neri come la notte
Nasciamo tutti uguali, con gli stessi identici diritti 4
e condividiamo la stessa luce sotto il sole
Se amare la libertà porta all’uguaglianza delle opportunità,
è lì che sono rivoluzionario
con costanza, con fervore, con fermezza
Rivoluzionario
NOTE
Unico contributo musicale di Bowie a Just a Gigolo (in Germania Schöner Gigolo, armer Gigolo), il film diretto da David Hemmings e uscito a Berlino il 16 novembre 1978. Bowie è Paul von Przygodski, ufficiale prussiano che torna dalla Grande Guerra in una città dove per lui non c’è più posto, e finisce a fare il gigolò per vedove facoltose. Accanto a lui ci sono Kim Novak, Sydne Rome e Marlene Dietrich, al suo ultimo film. Il brano Bowie lo compose e lo registrò fra una ripresa e l’altra, e suonò quasi tutti gli strumenti. Ne uscirono tre parti. La sua voce si sente nella prima e nella terza.
La canzone è firmata con Jack Fishman, che curò anche la colonna sonora Just a Gigolo uscita nel 1979, e porta il nome dei Rebels. In Giappone fu pure un singolo, in versione accorciata. Il film, però, andò male con la critica e con il pubblico. Bowie non lo difese mai: per lui erano «trentadue film di Elvis riuniti in uno».
1 Revolutionary Song: sulla colonna sonora e sul singolo il titolo era David Bowie’s Revolutionary Song, nelle ristampe è diventato The Revolutionary Song. I Rebels sono una sigla di comodo. Dietro c’è Bowie, con musicisti rimasti senza nome.
2 When people call us revolutionary: la parola arriva da fuori, ed è quasi un’accusa. Chi la usa cerca solo di dare un nome a scelte che non capisce, mentre chi canta chiede una cosa semplice: che tutti siano liberi. Nel finale la stessa parola torna in prima persona. Stavolta è rivendicata.
3 It shouldn’t matter if we’re brown or white: è la vecchia classificazione delle razze per colori, corrente nell’inglese dell’epoca. Brown indicava le popolazioni di carnagione olivastra, dall’India all’America latina.
4 We’re all born equal with the self same rights: selfsame rafforza same, «proprio lo stesso». Il verso riecheggia il primo articolo della Dichiarazione universale dei diritti umani del 1948 («Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti») e, più indietro, il «tutti gli uomini sono creati uguali» della Dichiarazione d’indipendenza americana.
Note di Daniele Federici







