NO CONTROL
(Music: Bowie/Eno – Lyrics: Bowie)
Stay away from the future
Back away from the light
It’s all deranged1
no control
Sit tight in your corner
Don’t tell God your plans2
It’s all deranged
No control
If I could control tomorrow’s haze
The darkened shore wouldn’t bother me
If I can’t control the web, we weave3
My life will be lost in the fallen leaves4
Every single move’s uncertain
Don’t tell God your plans
It’s all deranged
No control
I should live my life on bended knee
If I can’t control my destiny
You’ve gotta have a scheme
You’ve gotta have a plan5
In the world of today, for tomorrow’s man
No control
Stay away from the future
Don’t tell God your plans
It’s all deranged
No control
Forbidden words, deafen me
In memory, no control
See how far a sinful man
Burns his tracks, his bloody robes
You’ve gotta have a scheme
You’ve gotta have a plan
In the world of today, for tomorrow’s man
I should live my life on bended knee
If I can’t control my destiny
No control
I can’t believe
I’ve no control
It’s all deranged
I can’t believe I’ve no control
It’s all deranged
Deranged
Deranged
NESSUN CONTROLLO
(Musica: Bowie/Eno – Testi: Bowie)
Stai lontano dal futuro
Allontanati dalla luce
È tutto allo sbando1
Nessun controllo
Stattene buono nel tuo angolo
Non raccontare a Dio i tuoi piani2
È tutto allo sbando
Nessun controllo
Se potessi controllare la foschia di domani
La riva oscura non mi turberebbe
Se non posso controllare la tela che tessiamo3
La mia vita si perderà tra le foglie cadute4
Ogni singola mossa è incerta
Non raccontare a Dio i tuoi piani
È tutto allo sbando
Nessun controllo
Dovrei passare la vita in ginocchio
Se non posso controllare il mio destino
Devi avere un progetto
Devi avere un piano5
Nel mondo di oggi, per l’uomo di domani
Nessun controllo
Stai lontano dal futuro
Non raccontare a Dio i tuoi piani
È tutto allo sbando
Nessun controllo
Parole proibite, mi assordano
Nella memoria, nessun controllo
Guarda fino a che punto un peccatore
Brucia le sue tracce, le sue vesti insanguinate6
Devi avere un progetto
Devi avere un piano
Nel mondo di oggi, per l’uomo di domani
Dovrei passare la vita in ginocchio
Se non posso controllare il mio destino
Nessun controllo
Non riesco a credere
di non avere alcun controllo
È tutto allo sbando
Non riesco a credere di non avere alcun controllo
È tutto allo sbando
Allo sbando
Allo sbando
NOTE
Nona traccia di 1. Outside (1995), firmata da Bowie e Brian Eno. Nasce alla Hit Factory di New York il 20 gennaio 1995, l’ultimo giorno di Eno in studio. La sera prima Eno aveva abbozzato la base con il fonico David Richards; la mattina ci aggiunse una linea discendente di campane. Poi arrivò Bowie. Al primo ascolto aveva già l’ossatura del pezzo, e in un’ora la voce era incisa: «cinque centri in cinque giorni», annotò Eno nel diario. Suonano Carlos Alomar e Reeves Gabrels alle chitarre, Yossi Fine al basso, Joey Baron alla batteria, Eno ai sintetizzatori. Il programma del tour la assegna a Nathan Adler, il detective del caso Baby Grace. Della trama, però, resta poco.
Per la melodia Bowie pescò in due canzoni della sua infanzia: Inchworm di Frank Loesser, cantata da Danny Kaye nel film Il favoloso Andersen (1952), e Well, Did You Evah! di Cole Porter. Porter l’aveva scritta per il musical Du Barry Was a Lady (1939), e nel 1956 la ripresero Bing Crosby e Frank Sinatra nel film Alta società. Bowie non la cantò mai dal vivo, e sul vinile Excerpts from Outside non c’è. Nel 1998 la base accompagnò un suo appello per War Child alle radio olandesi. Nel 2016, con un testo nuovo di Jonathan Coulton, è finita nel musical di SpongeBob.
1 It’s all deranged, no control: deranged è ciò che è uscito dall’ordine, la mente squilibrata e il meccanismo scombinato. È la stessa formula del segue di Nathan Adler che introduce I’m Deranged, e la stessa resa, «allo sbando». Il controllo perduto è una vecchia ossessione di Bowie: in The Man Who Sold the World (1970) la voce giurava «I never lost control».
2 Don’t tell God your plans: viene da un proverbio yiddish, «L’uomo fa progetti e Dio ride», che circola anche nella forma «Se vuoi far ridere Dio, raccontagli i tuoi piani». La questione del piano Bowie se la porterà dietro fino a No Plan, scritta vent’anni dopo per Lazarus.
3 The web we weave: eco di un distico di Walter Scott, dal poema Marmion (1808), diventato proverbiale in inglese: «Oh, what a tangled web we weave / When first we practise to deceive!», che intricata tela tessiamo quando cominciamo a ingannare. La tela è la ragnatela. Ed è l’intreccio delle bugie.
4 The darkened shore, the fallen leaves: la riva buia e la vita che si perde tra le foglie cadute parlano di morte. L’accostamento è antico: nell’Eneide (libro VI) e nel terzo canto dell’Inferno le anime che si accalcano sulla riva del fiume dei morti sono foglie che cadono d’autunno.
5 You’ve gotta have a scheme / You’ve gotta have a plan: scheme è il progetto, ma anche la macchinazione. Qui Bowie cambia voce. Intona lo slogan ottimista che le strofe avevano appena smentito. Eno lo annotò così: «C’è un passaggio stupendo in cui richiama quel modo di cantare dei musical di Broadway, quando l’eroe guarda verso il sole, con un braccio teso verso il futuro, e canta a gola spiegata, in un modo glorioso, sincero, commovente nella sua fiducia. È un modo di cantare che appartiene alla metà di questo secolo, l’epoca dei grandi sogni per il futuro. Si è manifestato nel teatro totalitario (per esempio l’opera rivoluzionaria cinese) e nei musical di Broadway. Vederlo trovare il punto esatto tra sincerità e parodia è stata una delle cose più affascinanti che abbia mai visto in uno studio. Mi chiedo se si renda conto di quanto sia bravo in questo genere di cose. Spesso le persone danno per scontato il proprio talento. È buffo che la canzone si chiami No Control, perché questa sua interpretazione è un modello di controllo» (Diario. A year with swollen appendices).
6 See how far a sinful man / Burns his tracks, his bloody robes: burns his tracks incrocia to cover one’s tracks, far sparire le tracce, con il fuoco: il peccatore brucia le prove, comprese le vesti sporche di sangue. In una storia di delitto cantata dal detective, è l’assassino che cancella gli indizi. Le «bloody robes» erano già in Teenage Wildlife (1980), indossate dalle «levatrici della storia».
Note di Daniele Federici







