WE SHALL GO TO TOWN
(David Bowie)
No more delight or crawling around 1
Whisper the word hold my hand 2
Never forget those who refuse you
Never forget who you’ve been
And you will fight with demons 3
And we shall go to town
And we’ll eat between the rich men 4
And we’ll dream if we don’t go down 5
Follow the lights stay on the outside
The only way in is swollen with tears 6
Don’t bring your things just let me serve you 7
Only the fool turns around
And you will fight with demons
And we shall go to town
And you will wear your best shoes 9
And we’ll dance if we don’t go down
And we’ll dance if we don’t go down
ANDREMO IN CITTà
(David Bowie)
Basta col piacere, basta strisciare in giro 1
Sussurra la parola, tienimi la mano 2
Non dimenticare mai chi ti respinge
Non dimenticare mai chi sei stato
E combatterai con i demoni 3
E andremo in città
E mangeremo tra i ricchi 4
E sogneremo se non andiamo a fondo 5
Segui le luci, resta fuori
l’unica via per entrare è gonfia di lacrime 6
Non portare le tue cose, lascia che ti serva 7
Solo uno stolto si volta indietro
E combatterai con i demoni
E andremo in città
E metterai le scarpe più belle 9
E balleremo se non andiamo a fondo
E balleremo se non andiamo a fondo
NOTE
Nasce durante le sessioni di ‘hours…’, l’ultimo disco che Bowie scrive e produce insieme a Reeves Gabrels. Doveva entrare nell’album. Poi resta fuori e finisce come retro su uno dei CD del singolo Thursday’s Child, uscito il 20 settembre 1999, con il titolo stampato sbagliato (We Shall All Go to Town). Per Gabrels era il pezzo che avrebbe dato peso a tutto il disco, anche alle canzoni più leggere, e anni dopo ha indicato la sua esclusione come parte dell’ultima goccia. A quel punto se n’era già andato: l’ultima volta che suona con Bowie è il 23 agosto 1999, per VH1 Storytellers, quasi un mese prima che il singolo esca. È stato lui a raccontarne la storia: due innamorati così sfigurati che, ogni volta che si erano fatti vedere in giro, la gente li aveva presi a sassate. Stanchi di vivere nell’ombra, una sera indossano gli abiti migliori, vanno a cena in un ristorante elegante e si prendono la loro notte in città, pur sapendo che quasi certamente finirà male. Gabrels la paragonava a The Elephant Man, e Bowie quel personaggio lo conosceva da dentro: nel 1980, a Broadway, era stato John Merrick senza trucco protesico, con la deformità affidata soltanto al corpo. È un pezzo lento e torbido, su un ritmo da marcia funebre, con il basso fretless di Mark Plati che sale di continuo e la voce di Bowie bassa e distorta, che trascina le sillabe oltre la battuta. Alla batteria dovrebbe esserci Sterling Campbell, ma le fonti non concordano e i crediti non lo dicono. Plati ricorda che la incisero «in un battito di cuore» e che nell’assolo, una cosa «di bellezza spezzata». La canzone è tornata nella ristampa doppia di ‘hours…’ del 2004 e in Re:Call 5, dentro il cofanetto Brilliant Adventure (1992-2001) del 2021. Il titolo gioca su un’espressione idiomatica: to go to town significa fare le cose in grande, darci dentro senza risparmiarsi. Qui però vale anche alla lettera, andare in città, cioè uscire allo scoperto. E shall non esprime un dovere ma una decisione già presa: andremo, costi quel che costi.
1 No more delight or crawling around: una doppia rinuncia. Lo strisciare è la vita nascosta a cui i due sono stati costretti, il piacere quel poco che si concedevano al riparo dagli sguardi. Adesso si esce allo scoperto.
2 Whisper the word hold my hand: senza punteggiatura il verso ha due letture. Possono essere due richieste in fila, oppure una sola, in cui la parola da sussurrare è proprio «tienimi la mano».
3 And you will fight with demons: to fight with significa combattere contro qualcuno, ma anche combattere al suo fianco; l’italiano «combattere con» conserva la stessa ambiguità, e i demoni possono essere il nemico oppure i compagni di battaglia di chi, agli occhi degli altri, è già un mostro.
4 And we’ll eat between the rich men: è il ristorante elegante della storia. La preposizione è insolita: non among, «tra», ma between, che fa pensare a due persone strette fra file di ricchi, esposte agli sguardi da ogni lato.
5 If we don’t go down: to go down è cadere, affondare, crollare in uno scontro, finire male. Nel ritornello fa rima con town e ne è il rovescio: salire in città oppure andare a fondo. Per i due, del resto, la posta è la vita. Quella, nelle parole di Gabrels, poteva essere la loro ultima notte sulla terra.
6 The only way in is swollen with tears: swollen si dice di un fiume in piena e di occhi gonfi di pianto. L’unica via d’accesso è allagata dalle lacrime che costa entrare.
7 Just let me serve you: to serve è il verbo del cameriere che porta i piatti in tavola e quello di chi si mette al servizio di un altro. Qui valgono tutti e due.
8 Only the fool turns around: ha il passo di un proverbio. Nel disco da cui la canzone fu esclusa il passato si congeda (in Thursday’s Child Bowie chiede di vederlo per lasciarlo andare), ma qui l’ordine ha un rovescio: poche righe prima c’era l’invito a non dimenticare mai chi si è stati. Ricordare sì, voltarsi no. È il divieto dei racconti antichi, dalla moglie di Lot, trasformata in statua di sale mentre fugge da Sodoma, a Orfeo, che perde Euridice sulla soglia degli inferi. Anche qui qualcuno fa strada, con le luci da seguire.
9 And you will wear your best shoes: gli abiti migliori di cui parlava Gabrels, l’eleganza come prova di coraggio. Le scarpe da mettere per andare a ballare riportano a Let’s Dance, sedici anni prima, quando erano rosse e il ballo era un blues. Stavolta il ballo ha una condizione. Non andare a fondo.
Note di Daniele Federici






