Isn’t It Evening (The Revolutionary) | Testo e Traduzione

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Isn’t It Evening
(The Revolutionary)

(Frank Madeloni/David Bowie)

Some might say
Some stand in the sun
Some are blind
One puts his hand in mine 1
One disappears, his name isn’t written down 2
One dies on the lawn
His face turned away from it all

Isn’t it evening 3

I forget if it’s always this way
I was told it was gold to this day 4
I suppose it was always this way
But the memories won’t quit
And they tell a story so sad

Isn’t it evening

Tears running by
Shaking and terrified
One’s falling down
Nothing remains inside
Broken and cold 5
His faith lies upon the shore
Fading and thin
One face crushed in lavender 6

Isn’t it evening

I forget if it’s always this way
I was told it was gold in its day
I suppose it was always this way
But the memories won’t quit
And they tell a story

Isn’t it evening
Isn’t it evening

Some are blind
One puts his hand in mine

Isn’t it evening
Isn’t it evening

Non è forse sera
(Il rivoluzionario)

(Frank Madeloni/David Bowie)

C’è chi direbbe
C’è chi sta al sole
C’è chi è cieco
Uno mette la sua mano nella mia 1
Uno sparisce, il suo nome non resta scritto 2
Uno muore sul prato
Il viso voltato lontano da tutto

Non è forse sera 3

Non ricordo se è sempre così
Fino a oggi mi hanno detto che era d’oro 4
Immagino sia sempre stato così
Ma i ricordi non mi danno tregua
E raccontano una storia così triste

Non è forse sera

Lacrime che scorrono
Tremanti e atterriti
Uno sta cadendo
Dentro non resta niente
Spezzata e fredda 5
La sua fede giace sulla riva
Sbiadito e scavato
Un volto schiacciato nella lavanda 6

Non è forse sera?

Dimentico se è sempre così
Mi hanno detto che era d’oro, ai suoi tempi
Immagino sia sempre stato così
Ma i ricordi non mi danno tregua
E raccontano una storia

Non è forse sera
Non è forse sera

Alcuni sono ciechi
Uno mette la sua mano nella mia

Non è forse sera
Non è forse sera

NOTE

Il brano nasce nel 2003 ai Looking Glass Studios di New York, mentre Bowie lavora a Reality. Earl Slick prepara il suo primo disco di inediti dopo dodici anni e, quando telefona a Mark Plati per fissare alcune sessioni, scopre che Bowie è in studio. È Bowie a offrirsi di cantare un pezzo. Slick gli dà una cassetta con una mezza dozzina di abbozzi, e il prescelto è il più grezzo: una chitarra ritmica e un accenno di melodia. Bowie scrive il testo, completa la melodia e incide la voce in una o due riprese; Slick suona le chitarre, Plati basso, tastiere e programmazione. Frank Madeloni, nei crediti, è il vero nome di Slick. Il brano esce su Zig Zag (Sanctuary) il 9 dicembre 2003 negli Stati Uniti e il 2 febbraio 2004 in Gran Bretagna. Nel luglio 2024, per l’uscita dell’autobiografia di Slick, Guitar, Bob Clearmountain ne realizza un nuovo missaggio: esce prima in digitale e poi, l’8 novembre, su un 7″ colorato a tiratura limitata, con il radio edit sul lato A e l’extended mix sul lato B. La versione del 2003 è compresa anche in Re:Call 6.

1 One puts his hand in mine: la prima strofa passa in rassegna dei destini. Prima gruppi indistinti, chi sta al sole e chi non vede, poi singole persone: uno resta accanto a chi canta, uno sparisce, uno muore su un prato. Il finale riprende soltanto la cecità di molti e questo gesto, l’unico che resiste fra tante sparizioni.

2 His name isn’t written down: il verso richiama le sparizioni politiche, in cui con la persona scompare anche ogni registro che ne attesti l’esistenza.

3 Isn’t it evening: la domanda retorica chiede conferma di ciò che chi canta sa già, cioè che è calata la sera. Nell’originale manca il punto interrogativo, e la frase resta sospesa fra domanda e constatazione. Il sottotitolo orienta la lettura: la sera è quella di chi ha creduto in un cambiamento e ne vede la fine.

4 I was told it was gold to this day: le due strofe gemelle differiscono per un’espressione sola, qui «to this day», nella seconda «in its day». Nella prima l’oro sembra durare ancora oggi, o almeno se ne parla ancora oggi; nella seconda appartiene a un tempo chiuso. «Gold» è l’età dell’oro dei racconti, quella che chi è venuto prima descrive a chi è venuto dopo.

5 Broken and cold / His faith lies upon the shore: in entrambe le coppie gli aggettivi anticipano il nome del verso successivo. Spezzata e fredda è la fede, sbiadito e scavato è il volto. Fede e volto si richiamano anche nel suono, «faith» e «face».

6 One face crushed in lavender: la lavanda appartiene alla casa, alla biancheria pulita. Qui finisce sotto un volto schiacciato a terra, e il dettaglio domestico avvicina la morte invece di allontanarla.

Autore

  • DBI Crew PIC Profile 2

    La Crew al timone di David Bowie Italia | Velvet Goldmine è formata da Daniele Federici e Paola Pieraccini. Daniele Federici è organizzatore di eventi scientifici ed è stato critico musicale per varie testate, tra cui JAM!. È autore di un libro su Lou Reed del quale ha tradotto tutte le canzoni. Paola Pieraccini, imprenditrice fiorentina, è presente su VG fin dall'inizio e lo segue dagli anni '70. Entrambi hanno avuto modo di incontrare Bowie come rappresentanti del sito.

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