I’ll Take You There | Testo e Traduzione

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I’LL TAKE YOU THERE

(David Bowie, Gerry Leonard)

Today, today is the first of May
Everything around us, everything a lie
Your heart′s beating fast as we race through the dark
Past the really good people who do what they’re told

What will be my name in the USA?
Hold my hand and I′ll take you there
Who will I become in the USA?
Hold my hand and I’ll take you there

Sophie and Lev are running away
These are the days, the days of gloom
Lev can’t smile and Sophie can′t sing
A mile to the future where tomorrow is king

What will be my name in the USA?
Hold my hand and I′ll take you there
Who will I become in the USA?
Hold my hand and I’ll take you there

I don′t need to know, know where you are
Only that you are safe in this world
Then I’ll be content to get on with my life
Eat, drink and sleep, look up at the stars

What will be my name in the USA?
Hold my hand and I′ll take you there
Who will I become in the USA?
Hold my hand and I’ll take you there

What will be my name in the USA?
Hold my hand and I′ll take you there
Who will I become in the USA?
Hold my hand and I’ll take you there

TI CI PORTO IO

(David Bowie, Gerry Leonard)

Oggi, oggi è il primo maggio
Tutto intorno a noi, tutto è menzogna
Ti batte forte il cuore mentre corriamo nel buio
Oltre la gente tanto perbene che fa quel che le dicono

Come mi chiamerò negli USA?
Dammi la mano e ti ci porto io
Chi diventerò negli USA?
Dammi la mano e ti ci porto io

Sophie e Lev stanno scappando
Sono questi i giorni, i giorni bui
Lev non può sorridere e Sophie non può cantare
A un miglio dal futuro, dove il domani è re

Come mi chiamerò negli USA?
Dammi la mano e ti ci porto io
Chi diventerò negli USA?
Dammi la mano e ti ci porto io

Non mi serve sapere, sapere dove sei
Solo che sei al sicuro in questo mondo
Allora mi basterà vivere la mia vita
Mangiare, bere e dormire, alzare gli occhi alle stelle

Come mi chiamerò negli USA?
Dammi la mano e ti ci porto io
Chi diventerò negli USA?
Dammi la mano e ti ci porto io

Come mi chiamerò negli USA?
Dammi la mano e ti ci porto io
Chi diventerò negli USA?
Dammi la mano e ti ci porto io

NOTE

Nasce nell’estate del 2011 a Woodstock, a casa di Gerry Leonard, che per l’occasione si era fatto prestare da un amico una vecchia drum machine Roland, senza dirgli per chi. Insieme a Boss of Me è l’unica canzone delle session di The Next Day che Bowie abbia firmato con qualcun altro. La base fu incisa il 12 settembre al Magic Shop di New York, con Zachary Alford alla batteria e quattro chitarre: Leonard, David Torn, Tony Visconti e Bowie stesso all’acustica, che affiora appena sotto il frastuono, in un suono che guarda dritto agli anni Ottanta; per mesi il brano restò senza parole, finché nella primavera del 2012 Bowie non incise la voce in tre riprese, il 2, il 5 e il 14 marzo. Restò fuori dalla scaletta. Uscì nel marzo 2013 come bonus track dell’edizione deluxe e poi nella ristampa The Next Day Extra. Il tema è quello di Boss of Me e di Love Is Lost, lo sradicamento. Per descrivere Boss of Me Bowie aveva scelto tre parole, displaced, flight, resettlement (sfollato, fuga, reinsediamento), che valgono anche qui.

1 I’ll Take You There: il titolo è quello di un successo degli Staple Singers, primo in classifica negli Stati Uniti nel 1972. Là era un invito gospel verso una terra promessa dove nessuno piange più. Qui la terra promessa sono gli USA, e nessuno garantisce di arrivarci. Dall’originale Bowie prende soltanto il titolo.

2 Today is the first of May: il primo maggio è la festa dei lavoratori, che nel blocco sovietico si celebrava con le grandi parate sulla Piazza Rossa. Bowie ne aveva vista una a Mosca nel 1973, durante il viaggio di ritorno dal Giappone in Transiberiana. In inglese, poi, May Day suona come Mayday, la richiesta di soccorso via radio.

3 What will be my name in the USA?: chi emigrava negli Stati Uniti spesso americanizzava il proprio nome. Speranza o sgomento? Il testo non lo dice. Bowie, newyorkese d’adozione, aveva aperto il concerto per le vittime dell’11 settembre, al Madison Square Garden, con America di Simon & Garfunkel: cercava, disse, una canzone che evocasse smarrimento e incertezza.

4 Sophie and Lev: Lev è un nome russo, quello di Tolstoj, che aveva sposato una Sof’ja. Sophie e Lev si chiamano anche due scrittori sposati fra loro, Lev Grossman e Sophie Gee. La canzone non dice da dove fuggano, né da che cosa.

5 These are the days, the days of gloom: «these are the days» è una formula che Bowie riprende spesso per evocare una minaccia senza nome, da Under Pressure a The Dreamers e Slow Burn.

6 A mile to the future: è la sintassi dei cartelli stradali, come in a mile to the border, a un miglio dal confine. Il futuro è una frontiera, e Sophie e Lev ci sono quasi.

7 I don’t need to know, know where you are: nel bridge chi parla sembra restare indietro. Gli basta sapere l’altro al sicuro, ovunque sia, per tornare a una vita ridotta all’essenziale. Potrebbe essere un genitore o un amante, ma anche chi accompagna i fuggiaschi fino al confine e poi torna indietro da solo.

Note di Daniele Federici

Autore

  • DBI Crew PIC Profile 2

    La Crew al timone di David Bowie Italia | Velvet Goldmine è formata da Daniele Federici e Paola Pieraccini. Daniele Federici è organizzatore di eventi scientifici ed è stato critico musicale per varie testate, tra cui JAM!. È autore di un libro su Lou Reed del quale ha tradotto tutte le canzoni. Paola Pieraccini, imprenditrice fiorentina, è presente su VG fin dall'inizio e lo segue dagli anni '70. Entrambi hanno avuto modo di incontrare Bowie come rappresentanti del sito.

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