I PRAY, OLE’
(David Bowie)
Let’s say goodbye till tomorrow
With a word sincere
How do you make it through the night?
I hope to God you’re still here
I pray, Olé
Can you make, can you make it through?
Can you make, can you make it through?
Can you make it through?
Can you make, can you make it through?
(x2)
Can you make, can you make it through?
I pray, Olé
It’s a God eat God world,
it’s a dog’s tomorrow
And the song and the wind
Brings nothing but sorrow
I pray Olé, I pray Olé, I pray Olé
Can you make, can you make it through?
Can you make, can you make it through?
Can you make it through?
Can you make, can you make it through?
(x3)
Ba ba, ba ba ba ba ba ba ba ba
IO PREGO, OLE’
(David Bowie)
Salutiamoci, a domani
Con una parola sincera
Come fai a superare la notte?
Dio voglia che tu sia ancora qui
Io prego, olé
Ce la fai, ce la fai a superarla?
Ce la fai, ce la fai a superarla?
Ce la fai a superarla?
Ce la fai, ce la fai a superarla?
(x2)
Ce la fai, ce la fai a superarla?
Io prego, olé
È un mondo dove Dio sbrana Dio
è un domani da cani
E la canzone e il vento
Non portano che dolore
Io prego, olé; Io prego, olé; Io prego, olé
Ce la fai, ce la fai a superarla?
Ce la fai, ce la fai a superarla?
Ce la fai a superarla?
Ce la fai, ce la fai a superarla?
(x3)
Ba ba, ba ba ba ba ba ba ba ba
NOTE
Esce il 27 agosto 1991 come bonus track della ristampa su CD di Lodger pubblicata dalla Ryko. Le note di copertina la presentano come un inedito del 1979 e accreditano Bowie alla chitarra, Brian Eno al sintetizzatore, Dennis Davis alla batteria e George Murray al basso; il missaggio è datato 1991 e porta la firma di Bowie e del tecnico David Richards. Il suono però è un altro. Batteria e chitarre ricordano da vicino Tin Machine II, che si missava in quegli stessi mesi, il riff richiama White Room dei Cream e l’attacco ricalca quello di Look Back in Anger rifatta nel 1988. Tony Visconti, sentito il brano, non l’ha riconosciuto e lo esclude dalle sessioni di Lodger e di Scary Monsters (And Super Creeps). Con ogni probabilità Bowie, mentre rimetteva mano a Look Back in Anger, riascoltò i vecchi nastri e ne ripescò qualche frammento su cui costruire un pezzo quasi del tutto nuovo, testo compreso. Lo stesso trattamento toccò ad Abdulmajid, uscita nella ristampa di “Heroes”. Nel 1993 Bowie pensò perfino di ricavare da quei frammenti un intero album «perduto» del periodo berlinese. Un disco mai esistito.
1 I Pray, Olé: una preghiera e, subito dopo, olé, il grido con cui il pubblico della corrida accompagna i passaggi del torero e che poi è finito sugli spalti degli stadi. Sacro e spettacolo stanno nella stessa riga.
2 Can you make it through?: to make it through the night vuol dire reggere fino al mattino, passare indenni una notte difficile. Il coro ha lo stesso fraseggio di Take me to the heart, il ritornello di Pretty Pink Rose, un pezzo scartato dai Tin Machine che Bowie incise nel 1990 con Adrian Belew.
3 It’s a God eat God world: rovescia dog eat dog, il mondo dove cane mangia cane e ognuno sbrana l’altro per sopravvivere. Dog letto al contrario dà god. Così la legge del branco passa a Dio, o agli dèi, che si divorano fra loro. Il gioco di parole e il cinismo sono quelli dei testi dei Tin Machine.
4 A dog’s tomorrow: ricalca a dog’s life, la vita da cani. Nei testi di Bowie il cane è da sempre la bestia che distrugge, da Diamond Dogs a We Are the Dead fino a Fall Dog Bombs the Moon.
Note di Daniele Federici







