Remembering Marie A. 1
(Bertolt Brecht, Dominic Muldowney)
It was a day in that blue month September
Silent beneath the plum trees’ slender shade
I held her there
My love, so pale and silent
As if she were a dream that must not fade
Above us in the shining summer heaven
There was a cloud my eyes dwelled long upon
It was quite white and very high above us
Then I looked up
And found that it had gone 2
And since that day, so many moons in silence
Have swum across the sky and gone below
The plum trees surely have been chopped for firewood
And if you ask, how does that love seem now
I must admit, I really can’t remember
And yet I know what you are trying to say
But what her face was like, I know no longer
I only know I kissed it on that day
As for the kiss, I long ago forgot it
But for the cloud 3 that floated in the sky
I know that still and shall forever know it
It was quite white and moved in very high
It may be that the plum trees still are blooming
That woman’s seventh child 4 may now be there
And yet that cloud had only bloomed for minutes 5
When I looked up
It vanished on the air
ricordando Marie A. 1
(Bertolt Brecht, Dominic Muldowney)
Era un giorno di quel settembre azzurro,
in silenzio, sotto l’ombra sottile dei susini.
La strinsi a me,
il mio amore, così pallido e silenzioso,
come un sogno che non doveva svanire.
Sopra di noi, nel cielo splendente d’estate,
c’era una nuvola che rimasi a guardare a lungo:
era bianchissima, e altissima sopra di noi.
Poi alzai lo sguardo
e non c’era più. 2
E da quel giorno tante lune, in silenzio,
hanno nuotato nel cielo e sono tramontate.
I susini li avranno di certo abbattuti per farne legna.
E se mi chiedi che ne è di quell’amore,
devo ammettere che proprio non lo ricordo.
Eppure so bene cosa vuoi dire.
Ma il suo viso, com’era, non lo so più:
so solo che quel giorno lo baciai.
Quanto al bacio, l’ho scordato da tempo,
tranne la nuvola 3 che fluttuava nel cielo:
quella la ricordo ancora e la ricorderò per sempre,
era bianchissima e passava altissima.
Forse i susini fioriscono ancora
e quella donna sarà ormai al settimo figlio. 4
Eppure quella nuvola era fiorita solo per pochi minuti: 5
quando alzai lo sguardo
svanì nell’aria.
NOTE
Seconda traccia di David Bowie in Bertolt Brecht’s Baal, l’EP uscito per la RCA nel febbraio 1982. Le cinque canzoni vengono da Baal, il primo dramma di Bertolt Brecht, che Alan Clarke girò per la BBC nell’estate 1981 con Bowie nella parte del poeta vagabondo che seduce chiunque e finisce per uccidere il suo migliore amico, e che andò in onda il 2 marzo 1982. Nel film Bowie canta accompagnato solo dal banjo; per il disco Dominic Muldowney arrangiò i brani per un’orchestrina da teatro di quindici musicisti berlinesi, registrata agli Hansa Studios nel settembre 1981. Produceva Tony Visconti, che con Bowie non avrebbe più lavorato per quasi vent’anni. Il testo inglese di Remembering Marie A. è di John Willett, studioso e traduttore di Brecht, che curò anche l’adattamento.
Brecht scrisse la poesia il 21 febbraio 1920, in treno verso Berlino, e la pubblicò nel 1924; nel 1927 entrò nel Libro di devozioni domestiche. Non era nata per Baal: nella versione della BBC prende il posto di un’ode alla latrina, e Baal la canta in una taverna dopo aver umiliato davanti a tutti la signora per bene che ha appena sedotto. La melodia viene da una canzonetta francese del 1875, Tu ne m’aimais pas! di Charles Malo, nota in Germania come Verlor’nes Glück, “felicità perduta”.
1 Remembering Marie A.: in tedesco Erinnerung an die Marie A., ricordo di Marie A. Il primo titolo era Sentimentales Lied Nr. 1004, canzone sentimentale numero 1004, con un occhio al catalogo delle conquiste di Don Giovanni. Marie A. sarebbe Marie Rose Amann, una ragazza di Augusta che Brecht aveva conosciuto in una gelateria nel 1916.
2 And found that it had gone: guardava la nuvola da un pezzo, eppure quando alza gli occhi non c’è più. Il verbo di Brecht è aufsehen, sollevare lo sguardo: nel frattempo lo aveva abbassato, con ogni probabilità sulla ragazza, e lo stesso verso, appena variato, torna a chiudere la canzone.
3 But for the cloud: but for significa “se non fosse per”, “tranne”. L’inglese si presta a due letture: il bacio è dimenticato tutto tranne la nuvola, oppure il bacio è dimenticato e la nuvola no. Brecht è più netto: “Und auch den Kuß, ich hätt’ ihn längst vergessen / Wenn nicht die Wolke dagewesen wär”, anche il bacio l’avrei dimenticato da tempo, se non ci fosse stata la nuvola. Del bacio resta qualcosa solo perché è legato alla nuvola. “Tranne” tiene aperte tutte e due le strade.
4 That woman’s seventh child: la ragazza pallida della prima strofa adesso è “quella donna”, e forse ha già sette figli: Baal ne parla come di un’estranea, senza più nemmeno l’iniziale del nome.
5 Had only bloomed for minutes: Brecht usa lo stesso verbo per i susini e per la nuvola (blühn, blühte), e Willett lo conserva. I susini forse fioriscono ancora ogni primavera; la nuvola è fiorita una volta sola, per pochi minuti.
Note di Daniele Federici







