Documentario su Bowie il 26 Novembre a Firenze

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bowie festival dei popoli firenze

In occasione della 57esima edizione del Festival dei Popoli a Firenze, verrà proiettato il prossimo 26 Novembre uno splendido documentario su David Bowie.

Si intitola “David Bowie: Man with a Hunderd Faces or the Phantom of Hèrouville” il documentario che sarà proiettato sabato 26 Novembre alle ore 21.00 a Firenze nell’ambito del Festival dei Popoli, il Festival Internazionale del Film Documentario.

La rassegna, giunta alla sua 57esima edizione, si svolgerà dal 25 Novembre al 2 Dicembre e avrà un’intera sezione dedicata alla musica.

David Bowie, Man with a Hundred Faces or The Phantom of Hérouville” è un documentario francese del 2015 di Cristophe Conte (giornalista di Inrockuptibles dal 1990) e Gaëtan Chatainger (musicista e regista francese) che ripercorre le tappe fondamentali della carriera del nostro.

Il documentario è ricco e articolato, dalla durata di 70 minuti, e comprende anche delle belle cover eseguite da alcuni cantanti francesi emergenti.

Eccovi il trailer:

Il biglietto costa Euro 7,00. Il documentario sarà proiettato in lingua originale con sottotitoli sia in italiano che in inglese presso il nuovo Cinema La Compagnia, Via Cavour 50/R, Firenze alle ore 21.00

Programma del Festival: link

Sito del Festival: link

It’s Gonna Be Me | Testo e Traduzione

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IT’S GONNA BE ME

(David Bowie)

Hey Jack, I better shake it off,
put her out of my head
Thinking I balled
just another young girl last night
Oh brother!
I left a woman in that morning bed
Been on that trip so many times
Good god! Was it really yesterday?

I’ve tried so many, many, many,
many, many, many ways
I’ve lied
and taken off into the day
Leaving another girl
to weep over the breakfast tray

Loved her before I knew her name,
hit me Jack, ‘cause I’m
Gonna love her way

CHORUS
(Come back, my babe)
Come back, my babe
Be holy again, I gave her
(I gave her)
Ooh, maybe, maybe
(Ooh maybe)
Gotta give her, ooh baby, baby
(Ooh baby)
That kind of love
Can only destroy, I gave her
(I gave her)
Ooh maybe, maybe
(Ooh maybe)
Get it down if I’m gonna be her baby,
‘cause
(Ooh baby)
Gonna be me
(It’s gonna be me)

There was no rein to check me
When all of those little things
walked on by
Oh! But I couldn’t really
stammer out a word
When that angel
stuck in my mind
Oooooh, looking for love won’t hold me back
(No!) I’m gonna love her way

CHORUS

Just playing that latest record
Waiting for the telephone to ring
Wiped out and bitter
with a bag clutched in her hand
All the cars sound like
they’re pulling in the drive
Hmmm, no, no, no

I see her now
A little tear running down her cheek
Lost, let down
People looking for me
I want to race down her street
And knock hard, hard, hard
on the door until
Until she breaks down into my arms like a
Treasured toy
and I feel her pain

I’ll be so strong, again and again
Come back my baby
I’ll hold you again, I’ll take you
(I’ll take you)
Ooh, baby, baby, baby
(Ooh baby)
We’re gonna have, ooh baby, baby
(Ooh baby)
My kind of love
Can only bring you joy, I’m gonna
(I’m gonna)
Yeah, baby
(Ooh baby)
Yeah, I’ll give you baby, baby
(Ooh baby)
‘Cause it’s gonna be me
(It’s gonna be me)
Hmmmm

SARO’ IO

(David Bowie)

Ehi Jack, è meglio che me la scrolli di dosso,
togliermela dalla testa
Penso di aver scopato
solo un’altra ragazza ieri sera
Oh, fratello!
Ho lasciato una donna in quel letto la mattina
Ho fatto questa esperienza così tante volte
Buon Dio! Era davvero ieri?

Ho provato in tanti, tanti, tanti modi,
molti, molti, molti modi
Ho mentito
e sono andato via di giorno
Lasciando un’altra ragazza
a piangere davanti al vassoio della colazione

L’ho amata ancor prima di conoscerne il nome,
dammi un pugno, Jack, perché io
amerò a modo suo

RITORNELLO
(Torna, piccola mia)
Torna, piccola mia
Sii di nuovo benedetta, le ho dato
(Le ho dato)
Ooh, forse, forse
(Ooh forse)
Devo darle, ooh baby, baby
(Ooh piccola)
Quel tipo di amore
Può solo distruggere, le ho dato
(Le ho dato)
Ooh forse, forse
(Ooh forse)
Prendi nota se devo essere il suo ragazzo,
perché
(Ooh tesoro)
Sarò io
(Sarò io)

Non c’era alcun freno per controllarmi
Quando tutte quelle piccole cose
passavano accanto a me
Oh! Ma non riuscivo a
balbettare una parola
Quando quell’angelo
si è impressa nella mia mente
Oooooh, cercare l’amore non mi tratterrà
(No!) Amerò a modo suo

RITORNELLO

Sta suonando l’ultimo disco
Aspettando che il telefono squilli
Distrutta e amareggiata
con una borsa stretta in mano
Tutte le macchine sembrano
stiano entrando nel vialetto
Hmmm, no, no, no

La vedo ora
Una piccola lacrima che le scorre sulla guancia
Persa, delusa
La gente mi cerca
Voglio correre lungo la sua strada
e bussare forte, forte, forte
alla porta finché
Finché non crollerà tra le mie braccia come un
giocattolo prezioso
e io sentirò il suo dolore

Sarò così forte, sempre e comunque
Torna tesoro mio
Ti stringerò di nuovo, ti prenderò
(Ti prenderò)
Ooh, tesoro, tesoro, tesoro
(Ooh tesoro)
Avremo, ooh piccola, piccola
(Ooh tesoro)
Il mio tipo di amore
Può solo portarti gioia, io lo farò
(“Io lo farò”)
Sì, piccola
(Ooh piccola)
Sì, ti darò tesoro, tesoro
(Ooh tesoro)
Perché sarò io
(Sarò io)
Hmmmm

NOTE

Il brano “It’s Gonna Be Me” è una delle canzoni che furono scartate dall’album “Young Americans“, registrato nel 1974 a Philadelphia. Il titolo originale della canzone era “Come Back My Baby” e faceva parte di un progetto chiamato “The Gouster“, la versione originale dell’album “Young Americans“. Bowie scartò alcuni brani per inserire due collaborazioni con John Lennon: “Fame” e “Across The Universe” e cambiò titolo all’album.

It’s Gonna Be Me” è una ballata soul in 6/8, con un arrangiamento minimale basato sul pianoforte di Mike Garson e sulle voci di Bowie e dei suoi coristi Luther Vandross, Ava Cherry e Robin Clark.

È rimasta inedita fino al 1991, quando fu inclusa come bonus track nella ristampa in CD di Young Americans. Nel 2016, la versione originale di The Gouster è stata pubblicata nella raccolta Who Can I Be Now? (1974-1976), insieme ad altri due outtake: “Who Can I Be Now?” e “John, I’m Only Dancing (Again)“.

“It’s Gonna Be Me” è una gemma nascosta nel repertorio di Bowie, una canzone che mostra il suo talento e la sua curiosità artistica, ma che fu sacrificata per seguire una direzione diversa. Come disse il produttore Tony Visconti: “La performance vocale di David fu un evento una tantum nella vita. Non credo che l’abbia mai cantata dal vivo“.

Registrata dall’11 al 18 agosto 1974, fu in realtò eseguita dal vivo; ma solo in pochissime degli ultimi concerti del Philly Dog Tour.

John I’m Only Dancing | Testo e Traduzione

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JOHN, I’M ONLY DANCING

(David Bowie)

Well, Annie’s pretty neat,
she always eats her meat
Joe is awful strong,
bet your life, he’s putting us on
Oh lordy, oh lordy,
you know I need some loving
I’m moving, touch me!

(CHORUS)
John, I’m only dancing
She turns me on,
but I’m only dancing
She turns me on,
don’t get me wrong
I’m only dancing

Oh, shadow love was quick and clean,
life’s a well thumbed machine
I saw you watching from the stairs,
you’re everyone that ever cared
Oh lordy, oh lordy,
you know I need some loving
I’m moving, touch me!

CHORUS (x2)
Dancing,
won’t someone dance with me?
Touch me! Ohhh

JOHN, STO SOLO BALLANDO

(David Bowie)

Beh, Annie è abbastanza ordinata,
mangia sempre la sua carne
Joe è incredibilmente forte,
puoi scommetterci, ci sta prendendo in giro
Oh Dio, Oh Dio,
sai che ho bisogno di un po’ d’amore
Mi sto muovendo, toccami!

(RITORNELLO)
John, sto solo ballando
Lei mi eccita,
ma sto solo ballando
Lei mi eccita,
non fraintendermi
Sto solo ballando

L’amore nell’ombra è stato veloce e pulito,
la vita è una macchina molto sciupata
Ti ho visto osservarmi dalle scale,
sei l’unico che mi sia mai interessato
Oh Dio, oh Dio,
sai che ho bisogno di un po’ d’amore
Mi sto muovendo, toccami!

RITORNELLO (x2)
Ballare,
qualcuno vuole ballare con me?
Toccami! Ohh!

NOTE

Di questo brano esistono tre versioni: una registrata durante le sessions di Ziggy Stardust, un’altra registrata durante le sessioni di Aladdin Sane (la cosidetta “sax version”) e una terza in versione Philly Sound (John, I’m Only Dancing Again) registrata durante le sessions di Young Americans. La sua prima comparsa è nella B-side di Starman, e poi in altre compilation. Su album ufficiale è presente nella ristampa Rykodisc 1990 di Ziggy Stardust. È stato eseguito dal vivo nel tour del 1972, in quello del 1973, e in quello di Diamond Dogs. È stato anche ripreso nel Sound+Vision tour.

David Bowie Is: bye bye we love you

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david bowie is bologna

Ieri alle 23.30 il MAMbo ha spento definitivamente le luci della mostra David Bowie Is, che si è rivelata un grande successo di pubblico.

david bowie is japanDavid Bowie Is ha chiuso e si prepara ad emigrare in estremo oriente. Affascinerà ed emozionerà i fan nipponici che avranno modo di vederla a Tokyo a partire dal prossimo 8 gennaio. Tornerà poi in Europa, a Barcellona.

L’inaugurazione quindi coinciderà con il 70esimo compleanno di Bowie, e siamo sicuri che sarà un evento speciale.

Partita da Londra nel 2013, dopo essere stata a Chicago, San Paolo, Toronto, Parigi, Berlino, Melbourne e Groningen, è approdata al MAMbo di Bologna lo scorso 14 Luglio per la sua unica tappa italiana.

Il successo non era affatto scontato.

Non eravamo sicuri, e non lo erano neanche gli organizzatori della mostra, del successo che una mostra del genere avrebbe potuto ottenre in Italia. Ci speravamo, più che altro. Ma puntare ad un pubblico più vasto e generico, oltre allo zoccolo duro dei fan, non era certo impresa facile. E il successo è andato, invece, al di là di ogni più rosea aspettativa: più di 130.000 visitatori. Un vero e proprio record per una mostra, numeri che hanno superato la speranza di arrivare a 90.000 visite, che era quello che si prefissavano gli organizzatori.

David Bowie Is fotoQuattro mesi entusiasmanti per tutti coloro che amano Bowie, ma anche un’inaspettata affluenza di persone semplicemente curiose che hanno potuto così approfondire o scoprire uno degli artisti più importanti degli ultimi cinquant’anni. L’interesse è stato così forte che le ultime tre settimane hanno messo a dura prova l’organizzazione del MAMbo, con lunghissime code e biglietti esauriti.

Un’organizzazione (quasi) impeccabile.

Per una volta l’Italia non ha sfigurato, e ne siamo orgogliosi: a parte l’imbarazzante gestione della pagina facebook della mostra, tutto il resto dell’organizzazione ha funzionato perfettamente. A partire dall’allestimento, che è stato uno dei migliori finora visti, per arrivare ai commessi, all’ufficio stampa, al dipartimento educativo e ai bravissimo ragazzi della Experience Bowie! che con le loro attività educative e di intrattenimento, realizzate dal Dipartimento educativo del MAMbo, hanno coinvolto bambini e adulti a rielaborare gli stimoli ricevuti dalla mostra con attività ludiche e laboratori.

David Bowie Is fotoIl nostro speciale: il ricordo che rimarrà della mostra.

E’ stato un viaggio bello ed emozionante per il quale non potremo mai smettere di ringraziare. Si sono spenti i riflettori ma i ricordi rimarrano per sempre, immortalati nei vostri racconti, le vostre foto, le nostre: rimarrà il nostro bellissimo speciale a imperitura memoria.

Rimane anche l’orgoglio e la gioia di vedere il “nostro” David finalmente apprezzato come era doveroso anche in Italia. Diciamolo chiaramente: avere David Bowie Is qui in Italia ci ha aiutati tutti a compensare la mancanza e il dolore.

David Bowie Is TogetherUn doveroso ringraziamento

Da parte nostra non può che arrivare un ringraziamento speciale a tutto il MAMbo e alla BPM Concerti per l’attenzione riservataci: per averci invitati alla Preview e all’inaugurazione, per averci concesso un speciale autorizzazione per fotografare la mostra durante l’apertura e averci dato così la possibilità di avere una splendida galleria fotografica, e soprattutto per averci accolto e coinvolto nel “raduno” spontaneo di Velvet Goldmine insieme a David Bowie Fans Italia dello scorso 6 Novembre (qui la galleria fotografica), compilando anche la playlist della giornata.

E come insegna Bowie: Sometimes I feel/That I need to move on/So I pack a bag/And move on.

Grazie MAMbo.

Qui potete leggere il comunicato stampa diffuso che troverete su molti siti.

CONCORSO: vinci una copia di “Sono l’uomo delle stelle”.

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bowie sono l'uomo delle stelle concorso
Partecipa al concorso di Velvet Goldmine per vincere una copia di David Bowie: Sono l’uomo delle stelle.

sono-l-uomo-delle-stelle concorsoInizia questa settimana un concorso legato alla recente pubblicazione del libro Sono l’ uomo delle stelle, edito da  Il Saggiatore. Il libro è disponibile da qualche settimana su Amazon e nelle migliori librerie.

David Bowie: Sono l’uomo delle stelle è la traduzione italiana di Bowie on Bowie, una raccolta di fondamentali contributi critici apparsi sulle maggiori riviste musicali inglesi e americane e delle interviste rilasciate nel corso di 35 anni di carriera del nostro.

E’ in palio una copia del libro!

Il vincitore sarà sorteggiato fra tutti coloro che invieranno in un’ unica email le risposte esatte ai tre quesiti che saranno inseriti a sorpresa in questa sezione news nei prossimi giorni.

I partecipanti dovranno inviare un’ unica email contenente le tre risposte esatte a info@davidbowieitalia.it.  Le email ricevute prima della pubblicazione dell’ultima domanda non saranno considerate valide.

La prima domanda:

Un brano di Bowie è stato composto partendo da alcune note suonate a caso dal piccolo figlio di Visconti sul pianoforte dello studio. Bowie scrisse il testo ispirandosi ad un disco acquistato in un negozio vicino ad una stazione ferroviaria. Di che brano parliamo?

Chi non conosce la risposta a questa domanda può comunque trovarla, ovviamente, sul sito (sezione Testi e Traduzioni).

Buona fortuna a tutti!

(ringraziamo Il Saggiatore per averci gentilmente concesso la copia del libro)

BOWIE L’EUROPEO: mostra di Auliac a Bologna

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Bowie l'europeo auliac a bologna

BOWIE L’EUROPEO: le foto di Philippe Auliac in mostra a Bologna dal 10 Novembre al 19 Gennaio 2017, raccontano il periodo europeo di David Bowie.

auliac bowie bologna europeo
© Philippe Auliac

Sarà inaugurata domani 10 novembre alle ore 19.30 la mostra fotografica BOWIE – L’EUROPEO presso la Biblioteca di San Giorgio in Poggiale a Bologna, che vedrà esposta una selezione di scatti di Philippe Auliac. Si tratta di un evento all’interno della rassegna Spritzbook 3.

Come si evince dal titolo, il periodo soggetto della mostra sarà quello che ha visto Bowie, a cavallo degli anni ’70, smettere i panni della rockstar e trasferirsi in completo anonimato a Berlino.

Sull’orlo dell’autodistruzione, completamente in balia della paranoia indotta dalla cocaina, Bowie si gettò prima nell’esoterismo e nella magia nera per poi rendersi conto che solo un cambiamento radicale lo avrebbe salvato da se stesso. Sempre più interessato ad un certo tipo di musica elettronica di matrice tedesca, i Kraftwerk su tutti, Bowie vide in Berlino il luogo ideale per rigenerarsi e trovare nuovi stimoli: la divisione tra Est e Ovest, il muro, lo scontro tra due mondi. Tutte cose che insieme provocavano un fermento culturale quasi rivoluzionario.

auliac bowie bologna europeoPrima di approdare a Berlino viaggia in treno per l’Europa: Amsterdam, Stoccolma, Mosca. A Parigi si ferma per registrare Low. E finalmente la capitale tedesca che diventerà il simbolo della sua rinascita artista e che lo aiuterà a produrre con i suoi stimoli e le sue atmosfere quei due capolavori che sono “Heroes” e Lodger.

E proprio questo passaggio fondamentale della vita personale e artistica di David Bowie che viene raccontato nei 20 scatti di Philippe Auliac, il grande fotografo francese che ha cominciato a immortalare Bowie nel 1976 per i successivi trent’anni.

La mostra è organizzata da ONO Arte Contemporanea in collaborazione con Genus Bononiae.

Opening, giovedì 10 novembre, dalle ore 19.30
Biblioteca di San Giorgio in Poggiale
Via Nazario Sauro, 22 – Bologna

Orari: Dal lunedì al venerdì dalle 09.00 alle 13.00. Il martedì dalle 09.00 alle 17.00

Celebrating David Bowie

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Celebrating David Bowie

Celebrating David Bowie: il prossimo gennaio una seria di concerti benefici in ricordo di Bowie.

Celebrating David BowieNon solo i due documentari della BBC, ma il prossimo gennaio è stata annunciata dal sito ufficiale anche una serie di concerti benefici dal titolo “Celebrating David Bowie“.
Gennaio 2017 avrebbe visto David Bowie compiere 70 anni ma è, purtroppo, anche il primo anniversario della sua scomparsa. Così l’omaggio si fa doveroso e serio e per questo si unirà per celebrarlo una nutrita schiera di amici e musicisti che hanno collaborato con lui. I nomi sono tanti, a cominciare dal fido pianista Mike Garson, amatissimo anche dai fan, e che a fianco di Bowie ha attraversato quattro decadi. Non mancano i chitarristi come Adrian Belew e Earl Slick, Mark Plati, Gerry Leonard, la bassista Gail Ann Dorsey, i batteristi Sterling Campbell e Zachary Alford e le coriste Holly Palmer e Cat Russel.
Lo slogan è “Bowie People performing Bowie Music Bowie Style” (Amici di Bowie che esegue musica di Bowie nello stile di Bowie).
I dettagli devono essere ancora svelati e lo saranno nelle prossime settimane: sappiamo che si tratterà di una serie di concerti in diverse città e in diverse date e che probabilmente ci saranno degli ospiti speciali.
I ricavi dei concerti saranno devoluti ad associazioni benefiche.
Probabilmente i dettagli appariranno sul sito messo su per l’occasione e che per ora contiene solo un’immagine e una musica un poco inquietanti:  link

David Bowie: Last Five Years e Bowie at the BBC

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“David Bowie: Last Five Years” e “Bowie at the BBC”: due nuovi film su David Bowie prodotti dalla BBC andranno in onda a Gennaio in occasione del primo anniversario dalla scomparsa e da quello che sarebbe dovuto essere il suo 70esimo compleanno.

david-bowie-last-five-years-2La BBC Two ha annunciato quello che sarà il seguito del bellissimo documentario David Bowie: Five Years del 2013: si chiamerà The Last Five Years, documentario prodotto e diretto da Francis Whately. Anche il nuovo film, come il precedente, conterrà immagini di archivio mai viste prima e interviste inedite. Tra le cose più interessanti, la traccia vocale originale che Bowie registrò per Lazarus, anche questa totalmente inedita. David Bowie: The Last Five Years verterà sugli ultimi tre progetti di Bowie degli ultimi cinque anni: The Next Day (Blackstar) e il musical Lazarus.

Francis Whately ha spiegato: “Ho sempre sperato di poter realizzare un altro film su Bowie perchè siamo riusciti solo a scalfire la superficie con il primo. Non credevo che sarebbe avvenuto così presto. Ad ogni modo, vista la straordinaria creatività di Bowie negli ultimi cinque anni della sua vita, ho avuto la possibilità di esaminare di nuovo tutta la sua carriera e andare oltre la visione semplicistica che fosse basata unicamente sul cambiamento: Bowie il camaleonte, ch-ch-changes e via così. Invece, vorrei mostrare come i cambiamenti fossero molto spesso superficiali, e come i temi fondamentali della sua opera abbiamo mantenuto una grande coerenza: alienazione, mortalità e successo”.

next dayIl film vedrà riuniti i membri originali della band di The Next Day, insieme al produttore Tony Visconti, per far rivivere il processo produttivo delle tracce più importanti dell’album. Saranno presenti anche interviste ai registi dgli ultimi video di Bowie, incluso quello di Stars (Are Out Tonight).

Lo scopo è anche di esplorare il legame dell’album con il vecchio catalogo, e di indagarne le tematiche e i riferimenti musicali che si intrecciano con i vecchi lavori.

Per quanto riguarda  (Blackstar), si comincerà con la visita al celebre 55 bar a New York dove Bowie incontrò per la prima volta il quartetto jazz che sarebbe diventato il suo gruppo nell’album più importante della sua carriera, il suo canto del cigno e racconterà di come  (Blackstar) sia diventato un grandioso epitaffio.

Un accesso esclusivo allo sceneggiatore, al registra e al cast di Lazarus permetterà invece di raccontare la genesi del progetto fino alla sua realizzazione finale, puntanto l’obiettivo sulla stretta connessione tra l’opera e la carriera di Bowie, tra il protagonista Thomas Jerome Newton e Bowie stesso.

Guarda il trailer qui.

bowie at the bbcL’altro documentario, che andrà in onda su BBC Four, si intitolerà Bowie at the BBC e sarà una compilation di rare registrazioni delle sue apparizioni alla BBC che copriranno tutta la sua carriera, dal 1964 ai giorni nostri. Potremo vedere performance leggendarie e conosciute insieme ad altre semisconosciute, interviste e approfondimenti dei vari personaggi che hanno costellato la sua galassia: la prima intervista ad un David Jones appena 17enne, le splendide esibizioni del 1973 al Top of the Pop, la partecipazione all’Old Grey Whistle Test (Queen Bitch, Oh You Pretty Things, The Jean Genie), Elephant Man, Absolute Beginners e molto altro.

Gli Ultimi Quattro Lieder di David Bowie: una riflessione

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La pubblicazione del Lazarus: The Cast Recording è stata per tutti noi un’emozione indescrivibile. Non tanto per la colonna sonora del musical, quanto per il secondo CD con una sorta di messaggio postumo da parte di Bowie: quattro brani di cui tre inediti, e di una bellezza straziante. Ce lo racconta Walter Bianco.

lazarus-cast-copertinaIl secondo CD /terzo vinile del cofanetto Lazarus: The Cast Recording, che raccoglie le pregevoli interpretazioni delle canzoni di Bowie date dal cast del musical Lazarus, è – ad essere sinceri – il vero motivo per il quale noi tutti abbiamo comprato questo cofanetto.
E, se lo avete fatto anche voi, non avete sbagliato: perché ogni nota di questo secondo cd merita di essere ascoltata. Non fosse altro per provare, per l’ultima volta, l’emozione, il piacere, il gusto della scoperta di un “nuovo album” di David Bowie. Ma in realtà c’è molto più di questo.
Andiamo con ordine e facciamo come si faceva una volta, quando i dischi non si scaricavano brano per brano, da internet, sbranandoli a pezzi come fanno le fiere su una carcassa, ma si gustavano a partire dalla confezione, dalla “copertina”.
E la copertina di Lazarus, con l’immagine della locandina del musical, è molto bella: le immagini del booklet alternano foto di scena e scatti presi durante le prove del musical. La penultima pagina del booklet pubblica invece l’ultimo scatto ufficiale di Bowie: il suo commiato in completo scuro e borsalino, e quella sua risata beffarda. Un colpo al cuore.
Nelle essenziali note del booklet, si spiega che l’idea del musical venne a Bowie a metà del 2013, ma che fu poi sviluppata nell’autunno del 2014, e si racconta che il cast aveva programmato la registrazione per l’11 Gennaio 2016. Quando arrivarono in sala di registrazione avevano appena appreso la terribile notizia della scomparsa di Bowie, e fu con questa emozione interiore che registrarono i brani del musical.
Su quelli ci soffermeremo in un secondo momento, ora passiamo subito al secondo CD, che contiene i quattro brani originali scritti per il musical, ed interpretati dallo stesso Bowie insieme alla band con cui ha registrato Blackstar: Donny McCaslin al sax, Ben Monder alla chitarra, Tim Lefebvre al basso, Jason Lindner alle tastiere e Mark Guiliana alla batteria ed alle percussioni.

Lazarus videoSi comincia con la title track, quella Lazarus, che rimarrà per sempre impressa nella nostra memoria, non solo per essere uno dei momenti più belli e riusciti dell’album Blackstar, e sicuramente uno dei più intensi a livello emotivo, ma anche perché è la canzone del videoclip che in sé raccoglie tutto il senso drammatico della trasfigurazione allegorica della propria morte, messa in scena da Bowie col suo ultimo lavoro.
Killing A Little Time può essere annoverata, senza ombra di dubbio, tra le composizioni più belle della produzione musicale di Bowie da Outside in poi: uno scontro epico tra chitarre rock lancinanti e taglienti e un sax contorto e folle, su un tappeto di basso e batteria incalzante e frenetico. Bowie canta con mille sfumature diverse, aggressivo, rabbioso, melodico, profondo e aspro, con una vitalità vocale straordinaria: “this furious rage” ruggisce, ad un certo punto, ed è proprio una furia quella che esplode dai versi del brano: “Ho una manciata di canzoni, per pungolarvi l’anima un ultima volta, per fottervi di nuovo“.

Chi parla? Bowie? Thomas Jerome Newton, il protagonista del musical Lazarus di cui fa parte questo brano? Ancora volta, come spesso è avvenuto nella sua carriera, il gioco della maschera serve a mandare messaggi ammantandoli di apparente finzione. “Sono l’uomo che cade / Sono l’uomo che soffoca / Sono l’uomo che svanisce” canta nel refrain, mentre un pianoforte dissonante arricchisce il suggestivo caos sonoro, e la tentazione di farsi trascinare nel vortice dell’autobiografismo è forte. Ma non c’è alcuna autocommiserazione, e lo schermo del musical aiuta a dare all’autore il giusto distacco dal tema.

lazarusWhen I Met You, con una ritmica che ricorda cose del passato, come Strangers When We Meet, con la sua dichiarazione d’amore disarmante e sincera, esprime di più dal punto di vista testuale, che non dal punto di vista musicale, indebolita da un ritornello un po’ troppo fiacco sotto il profilo melodico. In questo caso l’arrangiamento arricchisce una melodia non proprio riuscita. Rimangono però quei versi, sempre densi di significati e di riflessioni: “Quando ti ho incontrata / Ero troppo folle / non potevo credere a nulla / ero fuori di testa / ero pieno di verità / ma non era quella di Dio / prima che ti incontrassi”.
E poi c’è la perla assoluta:

No Plan. Una melodia eterea, delicata, fatta di luce e di riflessi, in cui il sax morbidamente si appoggia su arpeggi di chitarra e tessiture di tastiere trasognate. Bowie qui canta senza rabbia, senza risentimento, senza rammarico, con una straordinaria lucentezza e chiarezza vocale. E ci regala una sorta di commiato che ci viene già da un luogo che è “oltre”, un luogo che ci spaventa nella sua inconoscibilità, ma che nella voce e nelle parole dell’artista, appare sereno e pacificato:
Tutte le cose che compongono la mia vita
I miei stati d’animo
Le mie convinzioni
I miei desideri
Io da solo
Niente da rimpiangere
Questo non è un luogo, ma eccomi qui
Non è ancora finita

David-Bowie-LazarusNon c’è dubbio che – come spesso accade ai veri artisti – anche per David Bowie il dramma personale vissuto negli ultimi diciotto mesi della sua esistenza sia stato uno stimolo straordinario alla sua creatività, che già aveva dato segni di “irrequietezza” nell’esperimento jazz di Sue (or in a season of crime), realizzata insieme Maria Schneider.
Visto adesso nel suo complesso, i vari elementi quali l’album Blackstar, i video che lo accompagnano , il musical Lazarus ed i brani originali composti per il musical, concorrono a delineare un quadro in cui Bowie ha voluto in qualche modo dare un ultimo sfogo alla propria creatività e parlarci di sé, nel più libero dei modi, senza farsi frenare da troppi calcoli e studi di mercato, che forse avevano tolto originalità ad un album come The Next Day.
E’ così che Lazarus, con la scelta del soggetto, legato ad uno dei momenti cruciali della carriera di Bowie e ad uno dei personaggi che più lo hanno caratterizzato, emotivamente ed iconograficamente, è un modo di trasfigurare, attraverso l’uso della maschera dell’alieno “caduto sulla terra”, una riflessione più ampia su sé stesso, e su noi stessi: le debolezze, la paura di affrontare la vita, il senso di alienazione, la libertà come anelito inesauribile ed inesausto. Bowie fa quello che ha sempre fatto, egregiamente: usare una maschera, un personaggio, per esprimere sé stesso.
david-bowie-last-photoshoot-jimmy-king-4E’ in questa chiave, non necessariamente univoca, che vanno letti i testi, suggestivi, evocativi come pochi, di queste ultime canzoni, nelle quali è davvero difficile sfuggire alla tentazione di pensare che stia parlando di sé stesso.
Con Lazarus, Bowie chiude i conti col passato, togliendosi nel contempo lo sfizio che ancora gli mancava: la realizzazione di un Musical.
Con Blackstar, invece, fissa lo sguardo nel pieno centro dello “Spavento Supremo”, come lo chiama Franco Battiato, “The Great I Am” come lo definisce lui stesso, e ce lo racconta con una poeticità ed una lucidità assolute. Lasciando ai posteri un testamento in musica che sfugge alle catalogazioni ed ai giudizi.
Tempo fa, nel 2002, Bowie, parlando di Heathen ed in particolare di pezzi come Sunday o Heathen (The Rays) raccontava di essersi ispirato agli “Ultimi Quattro Lieder” composti da Richard Strauss prima di morire: “C’è una dimensione universale nelle melodie che Strauss scrisse alla fine della sua vita, all’età di ottantaquattro anni” dice Bowie in un’intervista; “penso che siano i brani più terribilmente romantici, tristi e toccanti che siano mai stati scritti (…) un messaggio trascendentale, traboccante di struggimento d’amore per la vita che lentamente svanisce”.
Ecco, la passione di Bowie per quegli Ultimi Quattro Lieder di Richard Strauss, non si è esaurita in Heathen, quando la vita – con la nascita della figlia Alexandria – gli sorrideva ancora in maniera troppo promettente. La VERA traduzione in musica di quel messaggio che tanto aveva colpito la sua immaginazione, pensiamo sia contenuta in queste ultime opere, in cui Bowie è riuscito a sua volta a lasciare un “messaggio trascendentale, traboccante di struggimento d’amore per la vita che svanisce”.

Emoticon di Bowie sul nuovo IOS

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david-bowie-emoticon di bowie

Due emoticon di Bowie saranno include nel prossimo update degli Iphone.

Aladdin Sane (1973)
Aladdin Sane (1973)

Bowie Emoticon sulla prossima versione del sistema operativo degli Iphone: la Apple ha infatti incluso nel prossimo IOS10.2 due emoticon (le faccette utilizzate a commento dei messaggi) che sono un diretto omaggio a David Bowie e al suo sesto album Aladdin Sane.

Saranno due, una maschile e una femminile, e indosseranno l’ormai iconico fulmine della copertina del 1973, ormai diventato un’icona ed entrata nell’immaginario collettivo.

E’ la prima volta nella storia che un artista viene ritenuto così popolare da diventare addirittura un’emoticon di un sistema operativo, e farà certamente contenti i fan che utilizzano il sistema Apple.

david-bowie-emoticon di bowieLe nuove emoticon fanno parte di una nuova serie di faccine dedicate a diversi mestieri, tra cui dottori, pompieri, scienziati, pittori e molti altri e dovrebbero rappresentare la categoria dei cantanti.

Il rilascio di iOS 10.2, attualmente disponibile in versione beta, è previsto entro fine anno.