La produzione editoriale dedicata a David Bowie prosegue con regolarità, offrendo pubblicazioni che spaziano dalle monografie fotografiche agli studi critici, dalle testimonianze dirette dei collaboratori agli approfondimenti su specifici periodi creativi.
Riprendiamo la rassegna bibliografica già pubblicata negli anni precedenti, documentando le principali uscite dal 2023 a oggi, da dove ci eravamo fermati. In questo articolo Matteo Tonolli analizza diciannove volumi apparsi sul mercato internazionale in questo triennio. Per ciascuna pubblicazione sono indicati contenuti, caratteristiche editoriali, punti di forza e limiti, fornendo al lettore gli strumenti per orientarsi tra le diverse proposte. La rassegna si chiude con una segnalazione delle prossime uscite previste per il 2026.
MY DAVID BOWIE
Stefano Bianchi, Massimo Soncini Editore (2023)

Quella di Stefano Bianchi è una penna piuttosto conosciuta nell’ambito del giornalismo musicale italiano, soprattutto tra i fan di Bowie di lunga data. Per 15 anni ha portato avanti una serie di incontri professionali con l’artista, scrivendo anche recensioni alle sue produzioni sia quando era possibile incontrarlo alle promozioni, sia dopo il ritiro mediatico, fino a Blackstar. Un punto di vista privilegiato, iniziato nel 1983 ad un concerto del Serious Moonlight Tour, e che ha indubbiamente alimentato una passione personale, documentata qui anche da foto e memorabilia autografati e qualche rara immagine dell’artista.
Bianchi per la verità ricicla il precedente Forever and Ever (2016) e anche la relativa introduzione di Ivan Cattaneo, ma arricchisce il tutto con qualche ulteriore pensiero personale, una manciata di interviste ai collaboratori e diverse opere visive dedicate al musicista.
Non una pubblicazione imprescindibile ma sicuramente un interessante punto di vista interno e appassionato da parte di un addetto ai lavori. A circa € 20,00.

Era inevitabile che vedesse la luce un approfondimento dedicato alle suggestioni letterarie sottostanti le liriche di Bowie. Non è questo il primo in assoluto ma Alessio Barettini affronta con passione il compito, cercando di trattare l’oggetto della sua indagine in modo ampio, denso e approfondito. Lavoro non facile, o forse impossibile. Se è relativamente semplice trovare i riferimenti dentro la fantascienza o tra gli amati romanzi della letteratura beat, la ricerca rischia di finire – certamente nonostante diversi risultati ottenuti – nell’azzardo e in alcune ipotesi un po’ troppo audaci, a meno che non si accetti con coraggio una sfida all’insegna delle libere suggestioni e dei rimandi letterari senza confini. Se è plausibile considerare che questo Inventario sarebbe stato quasi impossibile senza la lista dei 100 libri ‘consigliati’ da Bowie, è anche vero che ogni analisi critica rigorosa nei metodi è sacrosanta. Non sarà sempre possibile dipanare le oscure e ambigue liriche del cantautore, ma in queste 300 pagine divise in 28 capitoletti gli appassionati troveranno comunque numerosi spunti e potranno seguire l’esempio di colui che dichiarò (nel 1998 a Vanity Fair, durante il Proust Questionnaire) che la sua idea perfetta di felicità era la lettura. € 22,00.
David Bowie Italia aveva già pubblicato un articolo su questa uscita a questo link.
INVENTARIO LETTERARIO DEL MONDO DI DAVID BOWIE
Alessio Barettini, Edizioni Le Mezzelane (2025)
A BERLINO CON DAVID BOWIE – DA ALEXANDER PLATZ AGLI HANSA STUDIOS
Francesco Bommartini, Giulio Perrone Editore/Passaggi di Dogana n. 73 (2025)

Un libretto dall’ottima grafica e qualità cartacea ma i cui contenuti tuttavia non sono pienamente all’altezza delle promesse della quarta di copertina. Francesco Bommartini fa un buon lavoro per i potenziali turisti e gli aspiranti fan che del Duca potrebbero voler seguire le orme nella capitale tedesca. Anche se le quasi cinque decadi che ci separano dalla data della pubblicazione della ‘trilogia berlinese’ non sono poche.
Nel volume viene efficacemente illustrato prima di tutto ciò che merita di essere visitato oggigiorno dal punto di vista musicale e non: studi di incisione, parchi, quartieri, mercatini, musei e locali pubblici. Per quello che dopo tanti anni si può ricordare e ripercorrere di Bowie, in questa città in costante gentrificazione, basterebbero invece altri volumi già editi e più approfonditi sul piano critico, biografico e tecnico. L’autore arricchisce in modo intelligente e opportuno la sua indagine con “suggestioni” ad altri artisti musicali, anche italiani. Tuttavia si riscontrano alcune imprecisioni e risulta un’occasione un po’ mancata per aggiornare alle più recenti e serie fonti internazionali.
Pur comprendendo il taglio geografico-turistico della collana, e nonostante gli accenni alla cinematografia, alla pittura e alla fotografia – passioni e ambiti percorsi dallo stesso cantante anche nella sua stagione berlinese – ci sarebbe piaciuto affondare meglio e maggiormente i denti in tema tedesco-bowieano. € 14,00
LOOKING FOR BOWIE – L’UOMO E LE SUE MASCHERE
Matteo Tonolli, Arcana (2023)

[a cura della redazione di David Bowie Italia]
Un ambizioso volume di 360 pagine che raccoglie quasi quaranta interviste esclusive ai collaboratori di David Bowie, esplorando la dimensione visiva e artistica dell’artista inglese attraverso testimonianze dirette. L’approccio indaga non solo il musicista, ma l’artista totale: la ricerca dell’immagine, l’attenzione ai dettagli e la capacità di integrare musica e arti visive.
Il respiro cronologico copre l’intera carriera del Duca. Tra gli intervistati figurano nomi di primissimo piano: Masayoshi Sukita (Heroes), l’attrice Candy Clark (The Man Who Fell to Earth), il grafico Edward Bell (Scary Monsters), il fotoreporter Antonín Kratochvíl (viaggio in Somalia per Amnesty International), i fotografi Terry O’Neill e Denis O’Regan, oltre a musicisti, pittori e grafici che hanno condiviso progetti con Bowie.
Le interviste sono presentate cronologicamente come capitoli autonomi, arricchite da recensioni di volumi e mostre dedicati agli artisti intervistati. Emerge un ritratto sfaccettato che attraversa l’intera discografia, svelando ricordi e aneddoti che restituiscono il lato umano dell’uomo dietro il mito. Una sezione finale offre una panoramica della recente editoria bowiana.
Il volume, con splendida foto di copertina di Andrew Kent, non include inserti fotografici ma compensa con la densità dei contenuti. Al prezzo di € 19,50, rappresenta un interessante tassello nella letteratura italiana dedicata a Bowie.
Qui la nostra recensione completa.
E L’ARTISTA PARLÒ ALLA ROCKSTAR
Il Saggiatore (2025)

Il Saggiatore nel 2016 aveva pubblicato Sono l’uomo delle stelle, traduzione italiana della raccolta inglese Bowie on Bowie, 32 interessanti interviste apparse originariamente sulla stampa britannica e statunitense in un arco di circa 35 anni. Ne era poi uscita una versione super condensata, tascabile e in forma di aforismi intitolata Essere ribelli (2022), ne avevamo accennato qui.
A inizio settembre di quest’anno è la volta invece di The Last Interview, tradotto col più prosaico E l’artista parlò alla rockstar. Altre dieci significative interviste che vanno ad integrare la panoramica dell’uscita precedente. La prima in assoluto (BBC TV, 1964) è quella in cui un David adolescente assume pubblicamente una bizzarra identità fittizia, facendosi ironicamente portavoce per la “Società per la prevenzione della crudeltà nei confronti degli uomini con i capelli lunghi”.
Circa un paio di articoli per ciascun decennio, ma chi è fan del cantante sa già che tra le pagine troverà quelle sue qualità per cui ancora oggi, pensando alla sua assenza, fanno avvertire un vuoto tremendo: arguzia, senso dell’humour, curiosità e coltezza. Alcuni articoli coinvolgono altri artisti: la pittrice Tracey Emin (VG aveva già tradotto tutto qui), lo stilista Alexander McQueen e la storica conversazione con lo scrittore William Burroughs. Interessante quello del 1992 per Movieline, in cui si parla piuttosto diffusamente delle sue esperienze attoriali in campo cinematografico, rivelando qualche aneddoto e dettaglio tecnico del lavoro con registi come Nic Roeg, Nagisa Oshima e Martin Scorsese. Se Bowie per il magazine Bust viene interrogato direttamente dalla moglie Iman, si sfiora la trascurabilità nell’ultimo intervento che dà il titolo all’edizione americana originale, in quanto è la semplice trascrizione del brevissimo video promozionale per l’edizione DVD della serie TV britannica Extra. Ma non stiamo parlando di un personaggio pubblico qualsiasi, e anche qui Bowie riesce a non essere banale, cimentandosi in un piccolo esercizio di stile in cui estende fuori dal set la personificazione del suo bizzarro personaggio che affiancava il protagonista Ricky Gervais.
DAVID BOWIE RAINBOWMAN 1967-1980
Jerome Soligny, Monoray (2023)

Jérôme Soligny, musicista e giornalista della testata francese Rock&Folk, ha intrattenuto strettissimi rapporti con musicisti internazionali grazie a professionalità e competenza. Nel 1981 inaugura la discografia con A Song for Ziggy, e con Bowie avrà un rapporto privilegiato, intervistandolo per oltre 25 anni e guadagnando la sua fiducia.
Soligny pubblica questo volume in francese nel 2019 (Éditions Gallimard), mettendo a frutto il lavoro di una vita e un enorme lavoro di ricerca. La versione inglese per Monoray arriva nell’autunno 2023, con foto di Mick Rock per la copertina, impaginazione di Jonathan Barnbrook, prefazione di Tony Visconti e contributo di Mike Garson. L’introduzione esplicita gli intenti attraverso il resoconto dell’ultimo incontro col cantante a New York nel 2003.
Il volume non lascia spazio al gossip o alle interpretazioni personali. Dopo una sezione biografica, ciascuno dei 14 capitoli dedicati ai long playing inizia con una frase dai 100 capolavori letterari della lista stilata dall’artista nel 2013. Ogni capitolo è diviso in due parti: una dettagliata panoramica tecnica e critica del disco e una carrellata di dichiarazioni da parte di musicisti, produttori, collaboratori e tecnici. Un lavoro ricco e rigoroso, tutto verificato, citato e annotato. Alle pagine scritte è allegata una selezione di 24 foto.
Per qualità è la pubblicazione più vicina all’Enciclopedia di Pegg, ma con punto di vista più sobrio. Il secondo volume (1983-2016) è già uscito in francese nel 2020.
La versione inglese di Rainbowman consta di 704 pagine: € 43,00 (copertina rigida) e € 34,00 (copertina flessibile).
ROCK’N’ROLL WITH ME
Geoff MacCormack, ACC Art Books (2023)

Avevamo già recensito qui, al momento dell’uscita, questo significativo libro di Geoff McCormack, amico stretto del cantante sin dalla tenera infanzia ma anche intimo e fidato collaboratore lungo una buona parte degli anni ’70, periodo cruciale della carriera bowiana.
Grande appassionato di fotografia, Geoff ha realizzato e archiviato con cura un ragguardevole corpo di istantanee per la maggior parte in alta qualità, scattate in momenti privilegiati e irripetibili: per esempio durante i tour di Ziggy Stardust e Diamond Dogs, sul set del film L’uomo che cadde sulla Terra e anche durante le intense sessioni di registrazione di Station to Station.
Il tutto è sapientemente integrato con ricordi personali vividi e aneddoti scritti anche lungo le due decadi successive, spingendosi a raccontare fino a dove la privacy rimane rispettosa e non invasiva nei confronti dell’uomo e dell’artista, mantenendo sempre un equilibrio delicato tra intimità e discrezione.
Nell’ultima pagina sorprende particolarmente la qualità e la profondità del commento al manoscritto del libro, firmato dallo stesso David, testimonianza ulteriore del legame speciale tra i due. € 28,00
ALADDIN SANE 50 YEARS
Chris Duffy, Welbeck (2023)

Dieci capitoli, titolati come le altrettante tracce che compongono il disco, scandiscono questo sontuoso volume dedicato ad Aladdin Sane per celebrare degnamente il capolavoro discografico del 1973. In essi i brillanti contributi di prestigiosi critici e specialisti soprattutto anglosassoni (ma non solo) in materia bowiana (Kevin Cann, Paul Morley, Jerome Soligny, Charles S. Murray, Nicholas Pegg) sono affiancati a fotogrammi inediti e a rari scatti usciti dalla medesima sessione fotografica con cui Brian Duffy all’epoca creò l’immagine di copertina definita come “the Mona Lisa of pop”. Si aggiungono alcuni contributi del figlio Chris Duffy e di Geoffrey Marsh, uno dei curatori della mostra itinerante David Bowie Is. Il tutto è impreziosito dalla grafica sopraffina dello studio Barnbrook, responsabile delle copertine (e relativi booklet) degli ultimi quattro album ufficiali nella discografia di Bowie. Inoltre una pletora di belle immagini che testimoniano la diffusa declinazione nei media del bianco volto di David attraversato dal fulmine iper-colorato di Pierre Laroche. Al volume sono allegate anche due postcard esclusive con fotogrammi alternativi allo scatto principale per Aladdin Sane.
Un volume che rappresenta senz’altro un must per ogni collezionista bowiano, perfetto complemento alla propria discografia del Duca.
Con 256 pagine, il prezzo di copertina si aggira tra € 30,00 e € 45,00.
BOWIE AT THE BBC, A LIFE IN INTERVIEWS
Tom Hagler, Headling Publishing Group (2023)

La BBC è stata una presenza costante nella carriera di Bowie, offrendogli visibilità fin da adolescente a Bromley. Il cantante è tornato ancora prima di creare il personaggio di Ziggy Stardust e successivamente a più riprese, per trasmissioni radiofoniche e televisive, sia a programmi regolari sia in occasione di concerti legati a nuovi album. Questo ha generato un fitto corpus di interviste, trascritte fedelmente, in cui il cantante mostra un’indole ironica ed educata, erudita ma divertita. L’arco temporale copre oltre quarant’anni (1964-2005) con 38 incontri molto diversi tra loro.
Dall’esilarante proclama a sostegno della “Società per la prevenzione della crudeltà verso uomini con capelli lunghi”, alle esibizioni radiofoniche volute da John Peel, fino alla storica performance a Top of the Pops nel 1972 con Starman. Bowie ritorna quasi ogni anno davanti ai microfoni della BBC durante tutti gli anni ’70 e con considerevole frequenza anche nel decennio successivo. È curioso notare come il periodo dei Tin Machine abbia fornito maggiore visibilità all’artista, che comunque negli anni ’90 appare puntualmente in TV per promuovere la propria attività discografica, senza mai disdegnare il mezzo esclusivamente radiofonico.
Nel 1997 celebra il 50° compleanno con un’intervista e si avvia verso il ritiro mediatico con le ultime due interviste, nel 2004 e nel 2005. La prima precede di pochi giorni un problema di salute sul palco dell’Hurricane Festival in Germania; la seconda è particolarmente interessante perché all’epoca trasmessa in etere a tarda notte, passata in sordina e presto dimenticata, ma trattasi dell’ultima vera e propria concessione pubblica – piuttosto diffusa – del cantante, in quell’occasione ospite del programma del sassofonista e clarinettista Courtney Pine, con cui discute di jazz e annuncia un nuovo disco, purtroppo mai realizzato.
Completa questo volume di Tom Hagler (già autore nel 2021 di We Could Be… Bowie and His Heroes) un’appendice con frame di alcune video-interviste ed esibizioni, oltre a foto dai backstage delle trasmissioni radiofoniche, corredate da esaustive didascalie.
DAVID BOWIE: MIXING MEMORY & DESIRES
Kevin Cummins, Mitchell Beazley (2024)

È un libro fotografico che Kevin Cummins dedica alle proprie collaborazioni con David Bowie, dal dicembre 1972 a Stretford fino al gennaio 1997 a New York.
Gli anni Settanta compaiono con date di Ziggy nel 1973, un live dello Station to Station Tour a Wembley nel 1976 e concerti dello Stage Tour nel 1978. Le testimonianze dagli anni ’80 sono più sporadiche ma generose, sul palco del Serious Moonlight Tour. Poi il periodo Tin Machine, con abbondanti sessioni in studio e rehearsal. È il primo vero incontro di Cummins con Bowie. Il fotografo ricorda la frustrazione di doverlo ritrarre in una giacca Versace “orrida”, rifacendosi nelle ore successive con una mise più casual durante le prove.
Altri documenti interessanti: David turnista al piano per Iggy Pop nel 1977 e la conferenza stampa del 1990 al Rainbow Theatre per il Sound and Vision Tour, con la ricostruzione scenografica del vicolo di Heddon Street.
L’acquisto del libro è giustificato soprattutto dalle ultime tre sessioni. La prima in uno studio londinese a Sly Street nel novembre 1995, prima di un’intervista per il NME per promuovere 1.Outside, con notevoli primi piani da cui è ricavata la copertina. Le altre due a distanza di poche ore: il 7 gennaio 1997 al Madison Square Garden durante il concerto dei 50 anni, e la mattina successiva fuori da un tea shop. David fuma e sorseggia tè da una tazza con l’Union Jack, indossa cappotto e maglione scuri. È riluttante, forse stanco, ma rilassato. Cummins gli spiega che la luce è perfetta. Bowie annuisce: sono le foto migliori, le ultime.
Il volume (256 pagine) è pubblicato nel 2024 da Mitchell Beazley, formato rilegato, 19,05 × 26,04 cm, prezzo € 49,95.
ME AND MR. JONES: MY LIFE WITH DAVID BOWIE AND THE SPIDERS FROM MARS
Suzy Ronson, Faber (2024)

Una semplice ragazza nell’entourage di Ziggy, Suzy Ronson entra nel mondo di David Bowie direttamente dal salone di bellezza dove lavorava, grazie a un casuale taglio di capelli alla madre di David e poi uno più ardito alla moglie Angie.
Il racconto offre un vivido spaccato della Londra dei primi anni ’70, dal punto di vista di una ragazza appena maggiorenne di Bromley, desiderosa di fuggire dalla vita ordinaria dei suoi genitori. Le emozioni provate al concerto dei Beatles nel 1963 anticipano il vortice glam in cui si troverà un decennio più tardi, subito dopo aver solcato per la prima volta Haddon Hall.
La scena con il nuovo hairdo di Ziggy è degna di una sceneggiatura da film, e il resto del libro segue il frenetico intreccio di lavoro, rock ed eccessi. Fatta eccezione per Angie, Suzy era l’unica donna vicina a David Bowie durante i tour che, dopo la Gran Bretagna, portarono la crew anche in America e Giappone.
L’attrazione per Mick Ronson, chitarrista degli Spiders from Mars, sboccia verso la fine di questo periodo, durante un breve soggiorno a Roma. Ziggy era già stato archiviato, i master di Pin Ups pronti, e la presenza di Suzy allo spettacolo del 1980 Floor Show è dolente e malinconica. Il compagno resta sul palco con i suoi assoli, mentre lei viene sostituita nei cambi di abiti kabuki.
La sua testimonianza resta preziosa, con osservazioni su personaggi come Cherry Vanilla, Ava Cherry e Amanda Lear. La collaborazione con Mr. Jones si conclude definitivamente: nelle pagine successive ricompare solo attraverso news e televisione. La carriera solista del futuro marito, promessa da Tony Defries, si alterna a matrimonio, gravidanza e problemi di alcolismo di Mick, tra collaborazioni con Bob Dylan e Ian Hunter. Dopo quasi due anni intensi, Suzy non incontrerà più David Bowie, a cui dedica le ultime parole del libro.
Il libro, pubblicato nel 2024 da Faber & Faber, conta 304 pagine, formato rilegato (15,2 × 22,9 cm) e costa € 23,75.
BOWIEODYSSEY74 e BOWIEODYSSEY75
Simon Goddard, Omnibus Press (2024-2025)

Con questi due volumi prosegue la biografia romanzata del cantante da parte del giornalista gallese Simon Goddard, progetto ambizioso che dedica un libro a ciascun anno del decennio più creativo di Bowie. BowieOdyssey74, quinto volume della serie, documenta il 1974 come anno di svolta: l’oscurità incombe su una Gran Bretagna stretta dalla crisi energetica, mentre la più grande pop star britannica si prepara ad abbandonare per sempre le sue coste. Salutando il cadavere del glam e la fedele “Bowietania”, il piano è quello di conquistare l’America con il teatrale Diamond Dogs Tour.
Il volume successivo, BowieOdyssey75, è incentrato su quello che dovrebbe essere l’anno d’oro di Bowie: primo ruolo da protagonista in un film e primi numeri uno su entrambe le sponde dell’Atlantico con Young Americans. Ma lontano dai riflettori, il sofisticato soul boy si sta tuffando in un inferno autocostruito di cocaina, stregoneria e le oscure fantasie del suo nuovo alter-ego fascista, il Thin White Duke. Goddard intesse la follia di David nelle colline di Hollywood con il contesto sociale britannico: l’emergere di Thatcher e i Sex Pistols che prendono forma nelle ombre.
Le pubblicazioni si concentrano sulla genesi dei due capolavori Diamond Dogs e Young Americans, con un Bowie che si stacca progressivamente dal glam inglese per virare prima verso sonorità dark rock e successivamente dedicarsi al soul americano. Lo stile di Goddard è stato definito “quasi allucinatorio” dalla rivista Mojo, capace di creare un modo di narrare innovativo che colloca saldamente Bowie ancora nella Gran Bretagna degli anni ’70.
Peccato non trovare un editore italiano che si accolli il compito di tradurre nella nostra lingua la non facile ma affascinante prosa di questa interessante collana ormai giunta a metà della golden age dell’alieno, e che celebra puntualmente ogni 12 mesi il cinquantennale dei suoi album seminali.
PECULIAR TO MR. BOWIE: A DAY WITH DAVID BOWIE IN 1971
John Mendelssohn, Tenderbooks (2024)

L’America era geograficamente lontana dalla Londra di Bowie, ma già impressa nel suo DNA fin da piccolo. Il suo primo viaggio negli Stati Uniti avvenne soltanto verso la metà dei vent’anni: circa quattro settimane tra Washington, New York, Detroit, Chicago, Houston e la California.
Non si trattava di un tour con band, ma – a causa di problemi con il visto – di un giro di interviste presso stazioni radio e giornalisti, con qualche intima esibizione in salotti privati. La particolarità è che, a metà gennaio 1971, Bowie decise di muoversi in territorio americano vestito come nella copertina di The Man Who Sold the World: lunga veste dal taglio femminile, stivaletti con tacco e capelli biondi fino alla schiena con permanente.
John Mendelssohn, giornalista che lo accompagnò per San Francisco e Los Angeles su incarico della Mercury Records, raccoglie in questo libricino di 48 pagine la sua intervista per Rolling Stone, alcune osservazioni successive e una dozzina di preziose istantanee in bianco e nero. È facile immaginare la sua perplessità: «Mi meravigliai di come fosse uscito indenne dal Texas e ammirai subito il suo coraggio».
Il volume è stato pubblicato da Tenderbooks/Norton Records nell’autunno del 2024 (anche se ne era stata resa disponibile nel 2019 una versione embrionale in formato elettronico). Include anche un saggio di Paul Gorman sui due vestiti realizzati dalla boutique londinese Mr. Fish: uno per la controversa copertina dell’album e l’altro indossato nei giorni americani.
Per chi pre-ordinava il libro in anteprima erano previsti una postcard esclusiva e una boccetta di profumo alla lavanda, realizzato appositamente per l’occasione.
STYLE CODES – DAVID BOWIE
Natalie Hammond, Abrams (2025)

Non basta essere dei semplici fan per poter apprezzare questo originale volume. Ma se avete un minimo di competenza – o in alternativa curiosità e interesse – per la moda, potreste trovarlo assai divertente. Natalie Hammond, news editor di Grazia (con precedenti esperienze in importanti testate britanniche come il Telegraph e il Financial Times) parte da numerose citazioni di David Bowie dedicate interamente al mondo della moda, delle quali riporta rigorosamente le fonti. L’obiettivo è riflettere sui molti aspetti che hanno caratterizzato visivamente le diverse incarnazioni di questo versatile artista.
10 capitoli che analizzano l’accostamento dei colori, la proporzione delle forme, la ricerca dell’androginia e dell’esuberanza, l’attenzione ai dettagli ma anche la passione per gli indumenti in pelle e l’esaltazione per il monocromo, oltre che fondamentali focus sugli accessori, il make-up e l’hair-style. Inevitabilmente si finisce per citare o approfondire fashion designer del calibro di Freddie Burretti, Kansai Yamamoto, Natasha Korniloff e Alexander McQueen, preziosi e imprescindibili collaboratori nella parabola artistica di David.
Interessante come l’autrice sviluppa la sua analisi per poi dispensare pratici consigli diretti ai lettori, al fine di trovare il proprio stile, sperimentare, osare di più e seguire l’istinto con divertimento.
I contenuti sono supportati da alcune belle immagini dall’archivio bowiano ma a fare la differenza in questa pubblicazione è soprattutto il design di Claire Rochford e le illustrazioni di Ollie Man: il loro accostamento lungo le quasi 200 pagine è assolutamente fresco, colorato, efficace, giocoso e profondamente ironico.
DAVID BOWIE BY DENIS O’REGAN
ACC Art Books (2025)

Avevamo visto in anteprima la nuova pubblicazione fotografica di Denis O’Regan, edita a metà luglio 2025. Dopo Ricochet (dedicato al Serious Moonlight Tour), il fotografo inglese presenta il frutto di tutte le sue collaborazioni con Bowie. Il volume, dopo la prefazione di Carlos Alomar, si apre con tre foto in bianco e nero di David fuori dagli Olympic Studios, durante la registrazione di Diamond Dogs, quando il giovane fotografo aveva intercettato fortuitamente il suo mito.
Prima di essere arruolato per le date di Let’s Dance, O’Regan scatta foto al concerto di Newcastle nel 1978 e un’istantanea del biondo cantante con Sydne Rome, durante la conferenza stampa per Just a Gigolo.
Gli anni ’80 costituiscono la decade più rappresentata, con scatti dal 1983 non presenti nemmeno su Ricochet. Del 1987 troviamo fotografie in studio alternate a molte altre durante il Never Let Me Down Tour, in gran parte inedite: tra le più degne di nota l’istantanea con Julian Lennon, quelle presso il Muro di Berlino, l’incontro con Lady Diana e le prove dei concerti.
Segue il concerto londinese del 1988 con i La La La Human Steps. L’ultimo capitolo, relativo agli anni ’90, offre una selezione di ritratti dal Sound and Vision Tour (1990), pochi scatti dei Tin Machine e alcune immagini dall’Outside Tour.
Un buon libro fotografico, seppur con lacune sugli ultimi anni. Il punto di forza risiede nel valore artistico delle immagini e nella documentazione di momenti epocali. Per i fan del periodo Never Let Me Down, un’occasione unica per accedere a numerosi scatti inediti.
Volume in formato hardbook, disponibile anche in versione deluxe (con box e litografia autografata). Prezzo: circa € 70,00.
DAVID BOWIE IS – EXTENDED
Victoria Broackes, Geoffrey Marsh, V&A Publishing (2025)

Il catalogo della mostra David Bowie Is uscì nel 2013, venendo ristampato in diverse lingue nel corso dei 5 anni in cui la mostra del Victoria & Albert Museum toccava più continenti, fino a chiudere a NYC. Il volume rimane la testimonianza cartacea più significativa dell’esposizione e del David Bowie Archive, realizzato in modo sopraffino grazie alle grafiche dello studio Barnbrook e ai contenuti di alto livello che seguono la progettualità del giornalista Paul Morley.
In occasione dell’inaugurazione del David Bowie Centre presso lo Stratford’s Queen Elizabeth Olympic Park di Londra, la V&A ristampa il catalogo in versione leggermente ampliata. Alle 288 pagine originarie ne sono state aggiunte una cinquantina, mentre dal formato con copertina rigida si è passati ad un più economico softbook, con stampa realizzata in Cina.
La copertina passa dall’arancione originale ad una tonalità più fedele allo scatto di Duffy, virata in azzurro superiormente. La retro-copertina sostituisce il primo piano di Gavin Evans con uno di Sukita del 1989. L’introduzione originale è sostituita dal nuovo direttore, mentre rimangono inalterati gli 8 capitoli firmati da diversi autori. Tra i contributi scritti numerose immagini dell’artista e fotografie di strumenti, oggetti, vestiti e quaderni (ad alta risoluzione e a piena pagina).
La frase DAVID BOWIE IS viene ripetuta in dozzine di varianti lungo tutto il libro. Nei due capitoli aggiuntivi, in David Bowie Is Exhibited i curatori Victoria Broackes e Geoffrey Marsh presentano il percorso che li ha portati ad allestire la mostra, riflettendo sull’eredità della raccolta e le potenzialità del nuovo Centro. In David Bowie Is Archived sono forniti dettagli sul lascito e presentate 14 foto di memorabilia, tra cui il manoscritto originale di Blackstar e la paletta di colori usata da Bowie.
Un volume che ogni buon fan dovrebbe possedere. La reperibilità delle precedenti edizioni è esaurita, perciò questa può soddisfare i nuovi fan e i collezionisti. Prezzo: 32 sterline.
DAVID BOWIE – HORS CADRE
Philippe Auliac, Harper Collins France (2025)

Hors Cadre (Fuori fuoco) è il titolo del volume del fotoreporter francese Philippe Auliac, nome noto agli appassionati della storia fotografica del cantante inglese.
Un libro hardcover di grandi dimensioni (304 pagine) di qualità pregevole. Una breve prefazione di Carlos Alomar introduce i capitoli scritti da Auliac, che contestualizza i suoi primi passi nella fotografia mentre si immergeva nell’ambiente musicale degli anni ’70, intervallando parole e immagini di memorabilia dalla sua collezione. L’avvicinamento al mondo bowiano è scandito da istantanee in bianco e nero della cartellonistica della prima londinese di The Man Who Fell To Earth. I primi scatti di David, leggermente mossi ma preziosi, risalgono al suo ritorno in patria nel maggio 1976, alla Victoria Station.
Il nucleo più prezioso consiste nelle testimonianze visive di due concerti dello Station to Station Tour: Londra alla Wembley Empire Pool e il Pavillon de Paris, entrambi del maggio 1976. Bowie è il Thin White Duke: camicia bianca e panciotto scuro, sguardo intenso e capelli biondo-arancioni tirati all’indietro. Il numero delle fotografie – anche in contact sheet, prevalentemente monocromatiche – è considerevole. Nei giorni successivi Bowie si fa immortalare in pieno sole da Auliac, fuori dall’hotel Plaza Athénée e lungo l’Avenue des Champs-Élysées. Questi magnifici ritratti da soli giustificherebbero l’acquisto, anche perché Hors Cadre presenta materiale già edito su Passenger (2004) in formato più appropriato.
Seguono capitoli sui periodi in cui i reportage di Auliac si sincronizzarono con la carriera di Bowie: concerti del 1983 e 1987, Tin Machine, Sound & Vision Tour e scatti presso alberghi e aeroporti. I fan italiani apprezzeranno le fotografie del concerto all’Alcatraz di Milano (dicembre 1999) e le immagini dai Riverside Studios per l’anteprima satellite di Reality.
Completano l’opera un’intervista ad Auliac di Laurence Geslin, altri memorabilia e un capitolo dedicato a Lou Reed, Iggy Pop e musicisti che suonarono con David.
Hors Cadre (230 × 280 mm) è in francese, in vendita presso Harper Collins France a € 39,00.
COLLABORATION
Frank Ockenfels 3, Αbrams Books (2025)

Dopo due tentativi andati a vuoto (il primo suggerito da Bowie in persona), questa è la volta buona. Come il 3 affiancato al cognome, come i 3 cerchi tatuati sul palmo della sua mano sinistra, Frank Ockenfels 3 non poteva che riuscire al terzo tentativo a dare alle stampe il suo imponente volume fotografico interamente dedicato a David Bowie.
Nonostante una notevole carriera quarantennale nel campo del ritratto – in ambito giornalistico, musicale, televisivo e cinematografico – il fotografo americano ha pubblicato solo un paio di libri, e lo splendido Volume 3 conteneva un’anticipazione di alcune pagine di quello che invece arriverà negli store il prossimo novembre: ben 16 sessioni con Bowie dal 1991 fino al 2006, finite in minima parte nei booklet e sulle copertine di almeno un paio di dischi (Earthling, Reality), in parte su poster ufficiali (ricordate quello del 2002 per il concerto a Lucca?) e sulle riviste di settore, mentre tutto il resto è rimasto gelosamente nell’archivio del suo autore.
Abbiamo già sfogliato in anteprima le 256 pagine di Collaboration e promette di essere un acquisto obbligatorio per qualsiasi fan, prima di tutto perché almeno metà degli scatti sono totalmente inediti, in secondo luogo perché le fotografie di Ockenfels sono vere e proprie opere d’arte: le inquadrature realizzate con obiettivi diversi su vecchie fotocamere analogiche sono talvolta estremamente glamour, altre volte – creando sovrapposizioni di pellicola e carta, disegni e scritte realizzate a china – sconfinano in un territorio di distorsione e stravolgimento, tanto weird quanto affascinante. Il volume è così significativo e notevole che più avanti DavidBowieItalia vi dedicherà una recensione dettagliata.
FAR ABOVE THE WORLD: THE TIME AND SPACE OF DAVID BOWIE
Paul Morley, Headline Book Publishing (2025)

A quasi dieci anni dalla scomparsa di David Bowie, Paul Morley torna a indagare la figura del Duca con questa monumentale esplorazione che lo presenta come forza culturale duratura e agente di cambiamento. Non si tratta di una semplice biografia, ma di un’analisi filosofica e culturale dell’artista.
Morley, già consigliere artistico per la mostra David Bowie Is al V&A e autore del bestseller The Age of Bowie (2016), analizza i processi creativi del cantante, i suoi continui viaggi e le collaborazioni chiave. L’approccio evita la narrazione cronologica tradizionale per abbracciare una struttura più libera e associativa, che rispecchia la natura proteiforme del suo soggetto.
Lo stile di Morley, pur divisivo per alcuni lettori a causa della sua natura discorsiva, si dimostra efficace nel catturare le molteplici sfaccettature di un artista impossibile da contenere in formati convenzionali. Johnny Marr ha definito la sua scrittura su Bowie “magica e ispirata, come lo stesso Bowie”.
Il volume è pubblicato da Headline Book Publishing il 6 novembre 2025 in formato hardcover. E’ prevista una versione italiana.
PROSSIMAMENTE…
Ogni inizio di nuovo anno vede la ricorrenza della nascita (e morte) del Duca Bianco. Anche se il 2026 non è ancora proprio alle porte, vi anticipiamo qualche uscita che potrebbe interessarvi.
Esce proprio tra una manciata di giorni Desiderare Bowie per la casa editrice Nottetempo. L’autore è Massimo Palma, docente di Filosofia politica a Napoli, che ha già all’attivo diverse pubblicazioni, alcune a tema musicale (Nico e le maree, Castelvecchi, 2019). Questo libro sembra promettere un’interessante biografia che procede per passi tematici, con alcuni focus che vertono sulla follia, la merce, la mostruosità, il potere, il crimine… concetti che il cantante ha di volta in volta affrontato con la propria eccentrica sensibilità, dando in pasto al suo pubblico le maschere che ha creato per negoziare con le proprie paure e ossessioni.
Arcana tornerà a pubblicare una versione aggiornata di Fantastic Voyage. Testi commentati, il libro di Francesco Donadio uscito per la prima volta nel 2013. Il nuovo tomo con l’interpretazione delle liriche bowieane dovrebbe arrivare già questo novembre.
Un altro titolo italiano, questa volta completamente nuovo, ripercorre la biografia “intenzionale e multiforme” (e la imprese non solo discografiche) del cantante. David Bowie. Forever and ever, firmato da Claudio Fabretti, giornalista e critico musicale, nonché direttore del magazine online Ondarock, arriverà in libreria il prossimo gennaio per la casa editrice White Star.
A gennaio dovrebbe uscire anche l’edizione italiana del libro di Paul Morley, citato precedentemente.
Per quanto riguarda il mondo anglosassone, è previsto per i primissimi giorni di gennaio 2026 Lazarus, the second coming of David Bowie, per la casa editrice New Modern. Il giornalista inglese Alexander Larman, contributore per The Telegraph e The Times più editor per The Spectator, ha già pubblicato dei volumi sulla storia britannica meno recente. Con questo titolo promette una biografia illuminante (grazie a specifiche interviste) che si concentra solo sulla seconda parte della carriera di Bowie, dai “fallimenti” del progetto Tin Machine fino a Blackstar, considerando anche le sue esperienze in campo cinematografico e pittorico.
Infine, il 9 aprile 2026 Simon Goddard proseguirà la sua saga narrativa su David col settimo volume, BOWIE ODYSSEY 76. Omnibus Press per questa “cruda e brutale storia in bianco e nero di arte, rabbia, discordia e salvezza” mette in copertina la foto segnaletica (per arresto) più bella di sempre.








