NATHAN ADLER
(Music: Bowie/Eno/Gabrels/Garson/ Kizilcay/Campbell
Lyrics: Bowie)
Old Touchshriek was the main nameserver.1
Suspected of being a shoulder surfer
But he didn’t know from shit.
About challenge response systems2
Now Ramona A Stone
we know was selling interest drugs3
She got males all hung up on her mind filters4
She was if you don’t mind me saying
so an update demon5
Now Leon
He couldn’t wait for 12 o’clock midnight
He jumps up on the stage
With a criss criss machete6
And slashes around cutting a zero on everything
I mean a zero in the fabric of time itself7
Was this a suspect?
I says to myself
Woa! “Quelle courage!”8
Oh wait, I’m getting ahead of myself
Let me take you back to
when it all began9
NATHAN ADLER
(Musica: Bowie/Eno/Gabrels/Garson/ Kizilcay/Campbell
Testo: Bowie
Il vecchio Touchshriek era il nameserver principale.1
Sospettato di sbirciare da sopra le spalle
Ma non ne sapeva un cazzo
Di sistemi a sfida e risposta2
Ora, Ramona A. Stone,
lo sappiamo, spacciava droghe d’interesse3
Teneva i maschi tutti impallati sui suoi filtri mentali4
Era, se mi permettete
di dirlo, un demone degli aggiornamenti5
E poi Leon,
lui non vedeva l’ora che scoccasse la mezzanotte
Salta sul palco
Con un machete, zac zac6
E mena fendenti, incidendo uno zero su tutto
Voglio dire, uno zero nel tessuto stesso del tempo7
Un sospettato, questo?
E io faccio, fra me e me:
Però! «Quelle courage!»8
Ah, un momento, sto correndo troppo
Lasciate che vi riporti
a quando tutto è cominciato9
NOTE
Quindicesima traccia di 1. Outside (1995), fra We Prick You e I’m Deranged. A parlare è Nathan Adler, il detective della Art-Crime Inc. che nel diario indaga sull’omicidio di Baby Grace Blue, e in un minuto passa in rassegna i tre sospettati: Algeria Touchshriek, Ramona A. Stone e Leon Blank. Bowie lo recita come un investigatore privato dei romanzi da quattro soldi degli anni Quaranta, con una voce alla Humphrey Bogart, sopra un giro funky di chitarra.
Viene, come gli altri segue, dalle improvvisazioni di Montreux della primavera 1994: nelle registrazioni di Leon finite in bootleg sta dentro la suite I Am With Name, la stessa da cui arriva il segue di Ramona, mentre per il disco la voce e la base sono state rifatte. Suonano Reeves Gabrels alla chitarra, Erdal Kızılçay al basso, Sterling Campbell alla batteria, Mike Garson al pianoforte e Brian Eno alle tastiere. Adler torna per pochi secondi dopo Thru’ These Architects Eyes, nel secondo segue.
1 Old Touchshriek was the main nameserver: il nameserver è il computer che traduce i nomi dei siti in indirizzi numerici. Nelle registrazioni di Leon, Adler lo chiama «a domain name server»: gergo da rivista d’informatica, cucito addosso a un bottegaio di settantotto anni che nel suo segue di Internet parla per sentito dire.
2 Shoulder surfer / challenge response systems: lo shoulder surfer ruba password e PIN sbirciando da sopra la spalla di chi li digita. Nei sistemi a sfida e risposta, invece, la macchina fa una domanda e lascia entrare solo chi sa rispondere. Per spiare, di questi, non c’è bisogno di capirci niente.
3 Selling interest drugs: nel diario Ramona è schedata come spacciatrice di «interest-drugs», oltre che di gioielli fatti con parti del corpo. Le stesse droghe, dice Baby Grace nella sua cassetta, gliele dava lei.
4 She got males all hung up on her mind filters: to be hung up on è essere fissati con qualcuno, ma to hang si dice anche del computer che si blocca. «Impallati» tiene le due cose. I filtri mentali sono un conio sul modello dei filtri che smistano la posta e i dati.
5 So an update demon: i demoni, in informatica, sono i programmi che lavorano in sottofondo; Demon era anche uno dei primi provider britannici. Nelle registrazioni di Leon la frase era più cruda: «She was a router and a swapper… a fuckin’ update demon». Che fra i due ci fosse stato qualcosa lo lascia capire The Hearts Filthy Lesson.
6 With a criss criss machete: si trascrive così, ma all’orecchio è quasi un verso, un colpo e poi un altro. Ci si può sentire criss-cross, a colpi incrociati, o il kriss, il pugnale malese. «Zac zac» tiene il suono e il gesto.
7 Cutting a zero on everything / I mean a zero in the fabric of time itself: la mezzanotte che Leon aspetta è quella del 31 dicembre 1999, l’ultimo giorno del diario. Gli zeri sono quelli del 2000, e lui li incide come Zorro la sua Z. Nel diario è un outsider di ventidue anni con precedenti per «plagio senza licenza».
8 I says to myself / Woa! “Quelle courage!”: I says è sgrammaticato, l’inglese dei poliziotti da film, e «faccio» ha lo stesso sapore. Il francese, quello, è da sfoggio (sarebbe quel courage, ma a voce non cambia niente). In una delle suite di Leon, Adler aggiungeva subito la traduzione: «what nerve!», che faccia tosta.
9 Oh wait, I’m getting ahead of myself / Let me take you back to / when it all began: con la stessa frase si chiude una delle suite di Leon, dopo la profezia che tutto sarebbe finito in cromo. Il flashback promesso, però, non arriva: il disco va avanti e il racconto non torna indietro. Del resto il sottotitolo è A Hyper Cycle, e il diario si dichiara «non lineare».
Note di Daniele Federici







