NOTHING TO BE DESIRED
(David Bowie, Brian Eno, Reeves Gabrels, Mike Garson, Erdal Kızılçay, Sterling Campbell)
Nothing to be desired
It leaves nothing to be desired1
Nothing
There’s nothing to be desired
Nothing to be desired
Nothing to be desired any more
Mind changing2
Mind changing
Mind changing
Change your mind changing
Mind changing
Change your mind changing
Mind changing
Stand by3
Mind changing
Mind changin’
Stand by
Mind changing
Mind changing
And there’s nothing to be desired
Nothing to be desired
Nothing
Certainly not
Nothing to be desired
Nothing
Nothing to be desired
It’s not mind changing
Mind changing
Change your mind changing
Mind changing
Change your mind changing
Mind changing
Change your mind changing
Mind changing
Change your mind changing
Mind change4
Change your mind change
NIENTE DA DESIDERARE
(David Bowie, Brian Eno, Reeves Gabrels, Mike Garson, Erdal Kızılçay, Sterling Campbell)
Nulla da desiderare
Non lascia nulla a desiderare1
Nulla
Non c’è nulla da desiderare
Nulla da desiderare
Più nulla da desiderare
Cambiare idea2
Cambiare idea
Cambiare idea
Cambia idea cambiando
Cambiare idea
Cambia idea cambiando
Cambiare idea
Pronti3
Cambiare idea
Cambiare idea
Pronti
Cambiare idea
Cambiare idea
E non c’è nulla da desiderare
Nulla da desiderare
Nulla
Certo che no
Nulla da desiderare
Nulla
Nulla da desiderare
Non fa cambiare idea
Cambiare idea
Cambia idea cambiando
Cambiare idea
Cambia idea cambiando
Cambiare idea
Cambia idea cambiando
Cambiare idea
Cambia idea cambiando
Cambio d’idea4
Cambia idea, cambia
NOTE
Viene dalle improvvisazioni collettive cominciate nel marzo 1994 ai Mountain Studios di Montreux, le stesse da cui sarebbe uscito 1. Outside. Brian Eno aveva assegnato a ogni musicista un personaggio da interpretare. A Bowie toccò una specie di banditore, uno che riferisce le notizie del giorno in un mondo dove l’informazione si è inceppata. Da ore di nastro i due ricavarono Leon, un’opera improvvisata che non trovò un’etichetta disposta a pubblicarla così com’era e che oggi si ascolta solo in alcune lunghe suite pirata. Questo è un minuto della suite che il bootlegger intitolò The Enemy Is Fragile. Per pubblicarlo gli misero davanti un minuto di batteria, con un basso nuovo e chitarre sovraincise. Il ritmo è quello di A Small Plot of Land, Mike Garson tempesta il pianoforte e rispondono cori di voci alterate, alcune accelerate come in The Laughing Gnome.
Uscì l’11 settembre 1995 soltanto sul CD singolo americano e canadese di The Hearts Filthy Lesson, e nel 2004 chiuse il disco di bonus della ristampa di 1. Outside. A parte l’introduzione e i segue dell’album, è l’unica musica di Leon pubblicata ufficialmente. Su una cassetta promozionale della Virgin compariva come Mind Change.
1 It leaves nothing to be desired: la frase fatta della recensione entusiasta, uguale in italiano. Nella suite la pronuncia un narratore impettito che scandisce ogni sillaba e reclamizza un CD-ROM musicale: the editors have done an excellent job… the editorial apparatus of this CD-ROM leaves nothing to be desired. Poi le ultime quattro parole si staccano e diventano un mantra. Senza il verbo, l’elogio si rovescia: niente da desiderare.
2 Mind changing: si legge «cambiare idea», ma suona anche come aggettivo, parente di mind-altering, «che altera la mente», detto delle droghe e a metà anni Novanta dei CD-ROM. Headcandy, quello di Eno, si vendeva come un’esperienza che altera la mente senza droghe. Lo slogan diventa litania. Change your mind changing ingarbuglia la sintassi, e It’s not mind changing smentisce la promessa.
3 Stand by: è l’ordine che in studio o in regia precede la ripresa o la diretta, il nostro «pronti». Bowie lo grida mentre i cori montano.
4 Mind change / Change your mind change: mentre il brano sfuma, Bowie attacca qualche parola in tedesco. Secondo alcuni viene da Helden, la versione tedesca di “Heroes” incisa nel 1977. La dissolvenza è troppo rapida per capire di più, e il frammento resta fuori dalla trascrizione.
Note di Daniele Federici







